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Giovedė 01 Dicembre 2005 |
«Paese degli alti valichi» questo in italiano il senso del nome Ladakh, una delle regioni più incantevoli dell’India, sicuramente la meno frequentata. Nonostante l’apertura al turismo occidentale del ’74, basta allontanarsi un po’ dalle rotte più battute per camminare giorni interi senza incontrare nessuno. Tranne, forse, mufloni, rapaci e piccoli cavalli selvaggi. Fra le sue attrattive: la grandiosità della natura, i monasteri buddisti, i costumi himalayani, i percorsi da fare col trekking. A fronte di questo, la regione del Ladakh ha qualche controindicazione. In primo luogo, le tensioni politiche fra India e Pakistan che negli ultimi anni hanno portato a vari scontri armati. In secondo luogo, il clima (freddo d’inverno e arido d’estate), ma soprattutto l’altitudine: quella media è di 3.360 metri e crea qualche problema, specie a chi non è abituato. Di questa regione complessa e affascinante, Millionaire ha parlato con Marco Vasta, appassionato viaggiatore e profondo conoscitore del Ladakh (info: www.marcovasta.net/ladakh).
Quando ha visitato il Ladakh?
«Nel 1980 ho compiuto il mio primo viaggio E’ stato un colpo di fulmine per un popolo di lingua, cultura e religione tibetana. Mi ha attirato la possibilità di lunghe camminate, valicando passi in alta quota dove si tocca il cielo blu cobalto, per poi scendere nel verde turchese delle oasi di questo deserto verticale. Sono tornato quasi ogni anno. Oggi ho con il Ladakh un legame duraturo, da cui è nata la partecipazione alla onlus Aiuto allo Zanskar e la costruzione di una scuola in una delle valli più remote (www.aazanskar.org)».
Che cosa fa il turista nel Ladakh?
«Io prediligo i trekking, e il Ladakh offre vari percorsi lunghi da una settimana a 20 giorni di cammino. “Camminare per conoscere” è un motto che ben esprime l’accostarsi a questa cultura con il ritmo dei passi che scandisce la giornata, con le soste che permettono di gustare l’incontro con la gente del posto, ma anche di assaporare la natura forte e aspra di questa regione sospesa fra terra e cielo».
Quanto tempo occorre per visitare bene la zona?
«Una ventina di giorni permettono di visitare i vari distretti del Ladakh, in una traversata in 4x4, ma anche con bus pubblico, da Srinagar, capitale dal Kashmir, attraverso la valle dell’Indo fino a scendere passando per Manali e l’Himachal Pradesh fino a Nuova Delhi. Sono quasi 900 chilometri fra paesaggi mozzafiato. Per i più avventurosi la grande traversata dell’Himalaya da Darcha a Lamayuru: 320 chilometri di sentiero, quattro passi oltre i 5.000 metri. E’ il trekking più “remunerativo” dell’Himalaya: si incontrano gente, cultura, spiritualità e montagne».
di Lucia Ingrosso (
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). L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2005.
L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".
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