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Vado al massimo
Giovedì 01 Dicembre 2005
La cronaca (sportiva) è nota a tutti. Valentino Rossi, alle soglie dei 27 anni, ha corso dieci motomondiali e ne ha vinti sette (gli ultimi cinque di fila). Trionfando in ogni categoria e con qualsiasi moto: dall’Aprilia nelle cilindrate minori, alla Honda nella classe regina. Poi ha trovato il coraggio di cambiare scuderia. E così, portando al successo anche la Yamaha, ha dimostrato, in assoluta controtendenza, che l’uomo può valere più del mezzo. E che la volontà conta più della meccanica.
Ma Valentino, oltre che vincere, diverte. Spesso, nonostante la pole position conquistata, parte male e poi recupera. E i suoi inseguimenti al cardiopalma rendono palpitanti anche le gare dall’esito più scontato (= lui al primo posto). Facile pensare che questa overdose di vittorie gli abbia tolto un po’ di motivazione. Niente di più sbagliato. «Tranquilli, non mi stanco mai di vincere» ha affermato. Perché, a saper ben guardare dietro la prossima curva, dopo ogni traguardo c’è n’è sempre un altro, più ambizioso.
Un campione sì, anche nella comunicazione. In grado di riportare in auge uno sport a lungo lontano dai palcoscenici televisivi di maggiore audience. Capace di diventare uno dei testimonial pubblicitari più pagati. Ma il suo exploit più grande è stato quello di essersi reso simpatico, a dispetto della lunga serie di vittorie. Impresa, questa, non alla portata di campioni come Michael Schumacher in Formula 1 o Eddy Merckx nel ciclismo. Grandissimi in pista, ma non certo campioni di simpatia.
Ma come è riuscito Valentino Rossi da Tavullia (PU) a conquistare il cuore di milioni di fan, domare i circuiti di mezzo mondo, polverizzare ogni record, conquistare una laurea honoris causa e, ultimo ma non meno importante, guadagnare un sacco di soldi? Ripercorriamo insieme la storia del giovane centauro, alla ricerca dei suoi segreti. E di qualche retroscena.
Valentino Rossi nasce a Urbino il 16 febbraio 1979, sotto il segno dell’Acquario. E’ un bel bambino, a cui i genitori augurano un futuro luminoso (e una fortuna precoce), tanto da dedicargli un album fotografico con su scritto “Carriera di Valentino Rossi dal 1979”. Suo padre Graziano è un ex pilota di moto e il piccolo Rossi comincia a seguire le gare ancor prima di imparare a camminare. A sei anni l’esordio, in sella a una minimoto.
Ma il primo test serio con la Cagiva è un disastro. Sale in moto e cade alla prima curva. Rientro mesto ai box, nuova partenza e nuova caduta, dopo appena sei giri. Gara d’esordio: nono posto.

di Lucia Ingrosso ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2005.


L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".

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