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Mollo tutto e vado al sole |
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Domenica 01 Gennaio 2006 |
Mollare tutto e trasferirsi ai Tropici. Cercare lavoro in Giamaica o in Brasile. Aprire un bar su una spiaggia e vivere tutto l’anno in costume da bagno. Sogni, propositi, grida d’aiuto. I forum di discussione on line (per esempio, sul sito di Turisti per caso www.turistipercaso.it) ne sono pieni. E ogni giorno sono migliaia le persone che cercano di mettere insieme energie, risorse, soldi e informazioni per partire. E conquistare il proprio posto al sole, in tutti i sensi.
Il mondo è pieno di italiani: sono oltre due milioni, secondo il ministero degli Affari esteri. La Ciim, Confederazione degli imprenditori italiani nel mondo fa il punto sulla distribuzione territoriale. Spiega Emiliano Cardoni del Centro studi: «Attualmente la nostra banca dati ha censito circa 20 mila imprenditori, ma alcune stime indicano un potenziale molto superiore. Circa il 30% opera in Europa, una quota simile in Sud America. Tra i Paesi spiccano Germania, Cina, Sud Africa, Brasile, Argentina e Stati Uniti. Tra i settori merceologici più sviluppati, rimangono forti quello della ristorazione e delle attività manifatturiere, ma sono in continua crescita le attività di servizio alle imprese».
Ristoranti, alberghi, società di import-export, bar, stabilimenti balneari, società di servizi... Ma non tutti hanno la stessa fortuna. Perché se sognare è facile, partire non lo è altrettanto. E può capitare anche di trovare realtà molto diverse da quelle immaginate. E ritornare in patria con la coda fra le gambe.
Ci sono Paesi meravigliosi, in cui è estate tutto l’anno, si va al mare anche a Natale e la gente è allegra e cordiale. Negli stessi Paesi, però, gli stranieri sono tenuti a distanza, la criminalità è a livelli inaccettabili e la forza lavoro si dimostra spesso inaffidabile. «L’errore più frequente – spiega un imprenditore che oggi lavora in Argentina – è quello di aspettarsi un paradiso terrestre e con gli stessi standard e le infrastrutture dell’Europa. Per poi fare i conti magari con un Sistema sanitario approssimativo, un apparato pubblico corrotto, grandissimi contrasti che portano a una delinquenza diffusa».
Le cronache “ufficiose” (perché quelle ufficiali riportano solo i casi di successo) sono piene di storie di espatriati prive del lieto fine.
di Lucia Ingrosso (
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). L'articolo è pubblicato su Millionaire di gennaio 2006.
L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".
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