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L’energia del risparmio (e guadagno) |
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Domenica 01 Gennaio 2006 |
Addio Monopolio. In Italia l'energia può girare liberamente. Con vantaggi per tutti. Non è ancora possibile comperare corrente elettrica al super, magari in offerta speciale, ma stanno nascendo negozi specializzati, dove si sceglie da chi rifornirsi e come risparmiare, a casa propria o in azienda. Tutto è cominciato con i decreti Bersani e Letta del 1999 e del 2000, che liberalizzano il mercato nazionale dell'elettricità e del gas. In pratica, non c'è più un solo produttore (l'Enel ha dovuto vendere quasi la metà dei suoi impianti) e molti possono produrre e vendere energia. In pratica come è accaduto nella telefonia il consumatore ha finalmente un’alternativa ai vecchi monopolisti (Enel o le varie Aem). Ma l’inchiesta condotta da Millionaire rivela che per i privati (diverso è il discorso per le partita Iva) lo sconto ottenibile è ancora misera cosa: per risparmiare, la strada maestra resta quella di concentrare l’attenzione su consumi energetici intelligenti. In ogni caso dal 2003, chiunque, ditta o privato, può scegliere da chi comperare gas. L'elettricità invece la possono acquistare da chi vogliono solo le aziende o chi è dotato di partita Iva. Bisognerà aspettare il 2007, perché anche i privati siano liberi di scegliere il "venditore di corrente" che gli conviene di più. Le nuove leggi fanno bene all'ambiente, incentivano la produzione di energia con fonti rinnovabili, diverse dalla combustione di idrocarburi: acqua (idroelettrico), vento (eolico) e sole (solare), in primo luogo. E in più stimolano la competitività tra gli attori del mercato, che dovrebbe tradursi nel medio-lungo periodo in una politica di prezzi e servizi a beneficio del consumatore. Per mettere un po' di ordine e stabilire regole in questo nuovo e ricco mercato, è operativa dal 1997 l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, un'istituzione dello Stato, formata da un collegio di esperti e professionisti super partes, con funzioni di regolazione e di controllo del settore. «Il nostro compito è quello di stabilire tariffe trasparenti, i livelli di qualità dei servizi e le condizioni tecnico-economiche di accesso e interconnessione alle reti» spiega un portavoce dell'Autorità (www.autorita.energia.it). E così, mentre le aziende formano consorzi, per spuntare migliori condizioni (un esempio è Assoutilty, creato da Assolombarda per le imprese socie www.assoutility.it), il privato come può scegliere? E, soprattutto, cambiare conviene? «Le famiglie, per ora, non hanno grandi vantaggi economici, cambiando fornitore di gas» spiega Pieraldo Isolani, responsabile del settore energia e ambiente di Adiconsum, associazione di tutela dei consumatori (www.adiconsum.it).
di Silvia Messa (
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). L'articolo è pubblicato su Millionaire di gennaio 2006.
L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".
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