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Vita da paparazzo
Domenica 01 Gennaio 2006
Tra i primi e più famosi, quel Tazio Secchiaroli che negli anni ’50 fotografava Brigitte Bardot, Liz Taylor e Gina Lollobrigida ai party romani. Celebra la sua rissa con Walter Chiari, stanco di essere bersagliato dai flash in compagnia della fidanzata. Ma chi di mestiere fa il paparazzo viene alle mani con le star ancora oggi: è successo anche lo scorso ottobre all’attore francese Gérard Depardieu, assediato da un obiettivo fotografico troppo insistente mentre faceva la spesa in un supermercato di Firenze. Il tutto si è concluso con due denti in meno per il fotografo, che a detta dell’attore lo ha tormentato fino all’esasperazione. In California è guerra aperta tra paparazzi e star. Al punto che i fotografi hanno scoperto che provocando incidenti d’auto ai Vip per poi immortalarli da vicino si aggirano i vincoli di una legge del 1999 che proibisce le intrusioni nella privacy. Eccessi?
I fotografi Oltreoceano si difendono considerando la perdita della privacy come il prezzo del successo. «In Italia, la norma sulla privacy - spiega Massimo Sestini (www.massimosestini.it), considerato il re dei paparazzi - è giustissima, soprattutto per quanto riguarda la salute. Dopo la sua entrata in vigore, ho rinnegato la mia vecchia abitudine di andare a caccia di scoop in ospedali e case di cura. Ma per il resto, penso che sia sacrosanto poter fotografare ciò che un personaggio noto compie in pubblico».
Il lavoro non manca. Le foto, una volta confinate alla cosiddetta “stampa rosa”, oggi sono pubblicate da testate più autorevoli. «Di sicuro le paparazzate si vendono sempre bene, a differenza delle immagini con altri soggetti» commenta Roberto Tomesani, presidente Tau Visual (Associazione nazionale fotografi professionisti, www.fotografi.org). «In Italia, su cinquemila fotografi professionisti, i veri paparazzi sono meno di un centinaio. Vero però che ci sono circa 200 “gossipari”, che approfittano della segnalazione del passaggio di un Vip per scattare immagini diverse da quelle con cui lavorano di solito. Succede per esempio nel mese d’agosto in Costa Smeralda, dove una cinquantina di fotografi sfruttano la concentrazione di personaggi pubblici per costruire un archivio di foto da proporre per tutto l’anno. Ma è difficile definire il numero esatto di chi si occupa di gossip: la maggior parte degli operatori preferisce non rivelare la natura della propria attività, perché la modalità di lavoro è diversa da quella utilizzata per parlare del mondo dello spettacolo nei suoi aspetti ufficiali (festival, inaugurazioni...)» prosegue Tomesani.

di Maria Spezia ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). L'articolo è pubblicato su Millionaire di gennaio 2006.

L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".



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