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In forma con il triathlon
Mercoledė 01 Marzo 2006
E’ uno sport unico che unisce tre discipline: nuoto, bici, corsa. Si passa da una prova all’altra, in sequenza. Dopo il nuoto, in mare o in un lago, si salta bagnati in sella e si pedala, poi si molla la bici per un’ultima corsa a piedi. Si chiama triathlon e aiuta a tenersi in forma come pochi altri sport.
Le sue origini? Si devono a una scommessa. E’ il 1977. Su una spiaggia delle Hawaii, un gruppo di Marines discute su quale sia la gara più dura: costeggiare a nuoto l’isola di Waikiki, per quasi quattro km. Pedalare i 180 km della Around Oahu Bike Race. O, ancora, la maratona di Honolulu, 42 km e rotti. John Collins, comandante della Navy, propone di combinare le tre competizioni. Sembra una sparata da soldato millantatatore, tutti ridono. Ma la gara si fece, nella sua versione massacrante che poi si chiamerà Ironman. Quel giorno è nata l’idea del triathlon. Dal 2000 è disciplina olimpica, con gare da 1.500 metri di nuoto, 40 km di ciclismo e dieci di corsa. Ma ci sono competizioni più impegnative, qui e là nel mondo, come appunto l’Ironman («Uomo di ferro»): 3.800 metri di nuoto, 180 km di ciclismo e 42 di corsa.
Il triathlon sta diventando un moda anche in Italia. Di anno in anno aumentano i praticanti. «E’ uno sport divertente. Sono diecimila i tesserati agonisti, che sono solo la punta dell’iceberg di tutto un popolo di amatori. E ci sono circa 2.500 bambini iscritti. Grandi sviluppi anche nel mondo del fitness: il triathlon si pratica in palestra. O meglio: ci si allena nelle singole discipline, alternandole, per partecipare poi a gare e manifestazioni all’aperto, più o meno agonistiche» racconta Emilio Di Toro, presidente della Federazione Italiana Triathlon (Fitri). Imprenditore, 42 anni, si è avvicinato sei anni fa al triathlon per seguire sua figlia, poi lo sport è diventato la sua passione.
Ma che cosa attira ogni anno migliaia di persone al triathlon?«La maggior parte degli amatori - spiega Di Toro - inizia grazie al passaparola. Chi si prepara alle gare più dure, ha voglia di mettersi alla prova e di distinguersi. E un po’ di narcisismo. Ma anche chi lo pratica solo per mantenersi in forma ha il desiderio di dimostrare, in primo luogo a se stesso, che si è capaci di portare a termine un’impresa. Poi c’è il gusto di mescolare sport diversi».
Intanto, la pratica spopola nei Paesi anglossassoni: solo in Ingilterra sono 70 mila i tesserati della federazione e il numero degli amatori è immenso. Il triathlon piace a tutte le età (ci sono praticanti oltre i 70 anni).

di Silvia Messa ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). L'articolo è pubblicato su Millionaire di marzo 2006.

L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".

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