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Professione acchiappafinanziamenti
Sabato 01 Aprile 2006
Finanziamenti europei: sogno o realtà? Dai Comuni alle scuole, dalle piccole imprese alle associazioni no profit, non c’è ente che non ambisca ai flussi di denaro in arrivo da Bruxelles. Ma fra il dire e il fare c’è di mezzo un mare fatto di burocrazia, regole, termini incomprensibili in cui si rischia di annegare. È per questo che negli ultimi anni si è affermata una nuova figura professionale: si chiama l’europrogettista (ma si parla anche di progettista comunitario o progettista europeo), è un professionista che, grazie a conoscenze ed esperienza specifiche, supporta gli enti nell’ottenimento e nella gestione di sovvenzioni dell’Unione Europea.
Gabriella Bigatti, presidente di Aprocom, Associazione Progettisti Comunitari (www.aprocom.it), ne traccia un identikit: «Giovane, ha iniziato a lavorare a 24-25 anni e ha in breve raggiunto un buon livello di esperienza. È spesso dipendente o collaboratore a progetto di strutture pubbliche o private, più raramente un lavoratore in proprio». Non è necessaria una laurea, anche se molti europrogettisti hanno studiato Scienze Politiche. Esistono invece diversi corsi di formazione ad hoc (vedi riquadro). L’europrogettista non si limita a compilare moduli e spedirli a Bruxelles. Il percorso che porta a ottenere prima e utilizzare correttamente poi una sovvenzione può essere molto lungo e complesso. Si tratta di un lavoro fatto di mille sfaccettature e affascinante. Lo conferma Valentina Caimi, 34 anni, da quattro nell’Ufficio Europa della Caritas Ambrosiana: «È un mestiere creativo, che richiede sia competenze tecniche, sia doti relazionali. Si affrontano tematiche sempre nuove, si entra in contatto con persone di altri Paesi, ci si confronta con approcci diversi».
I requisiti di un buon europrogettista? Alla base di tutto ci deve essere una conoscenza approfondita della materia, che si può acquisire con una formazione specifica e, soprattutto, sul campo. Fondamentale è poi la padronanza delle lingue straniere, inglese in primo luogo. Ma al di là delle conoscenze, importantissime sono le attitudini: presentare un progetto vuol dire sottostare a scadenze e parametri fissati in precedenza. Occorrono rigore e metodo. Ma allo stesso tempo non si può fare a meno di una buona dose di elasticità.
L’europrogettista lavora presso società di progettazione, o in alcuni casi come libero professionista, prestando consulenza a soggetti terzi interessati a ricevere finanziamenti. 

di Giuliano Pavone Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di aprile 2006.

L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".

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