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Il lavoro manuale fa guadagnare e rende felici |
«Lavoravo in un ufficio, ma ero sempre stanco e non riuscivo a capire la logica in base a cui ricevevo uno stipendio: quali beni tangibili, pratici stavo producendo? Dopo molti mesi, mi sono licenziato e ho aperto un’officina di moto. Il senso di appagamento e di soddisfazione che mi dà il lavoro manuale non ha paragoni. E anche il fascio di banconote che tengo nei pantaloni mi fa un effetto diverso dagli assegni che incassavo con il mio lavoro precedente». A parlare così è l’americano Matthew Crawford. Faceva il dirigente. Ottimo stipendio, brillanti prospettive. Ma quel lavoro era ben lungi dal dargli le soddisfazioni della sua passione di sempre: riparare moto. Così Matthew molla tutto e apre la sua officina, a Richmond, in Virginia (Usa). Scrive un libro e diventa il portavoce di un movimento che predica
l'abbandono dei lavori intellettuali, quando non danno più gioia. La sua storia e quella di molti altri artigiani su Millionaire di novembre, oggi in edicola. Innovatori e creativi saranno loro i protagonisti del
futuro.
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