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Quanto costa il commercialista
Lunedì 01 Maggio 2006
L’onorario del commercialista è una delle spese che gli italiani fanno meno volentieri. La percezione diffusa è che le parcelle siano sempre più salate, mentre la categoria (insieme ad altre) è finita nel mirino delle segnalazioni dei consumatori. Fra le proteste giunte all’associazione Altroconsumo (www.altroconsumo.it), la trasparenza delle tariffe e le modalità con cui si calcola il compenso del professionista risultano fra i temi più caldi. Eppure, in teoria, le tariffe dei commercialisti (almeno quelle stabilite dal ministero della Giustizia) sono bloccate dal ’97.
Spiega Antonio Tamborrino, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti: «Il nostro Ordine è l’unico ad aver liberalizzato le tariffe, prevedendo un livello minimo indicativo e non obbligatorio. La qualità deve essere sempre garantita, ma non è legandola a un minimo che la si ottiene. Il compenso viene preconcordato con il cliente».
La materia, già ufficialmente, è “scivolosa”. E la questione si complica ancor di più, passando dalla teoria alla pratica. «Noi commercialisti ci troviamo spesso nell’impossibilità di applicare i tariffari ufficiali. Da un lato, ci sono le esigenze di quei clienti che non possono sostenere la spesa. Penso soprattutto a piccoli artigiani, commercianti e imprenditori in momenti economicamente difficili. Dall’altro, c’è la concorrenza sleale praticata dagli abusivi. Da tutte quelle persone cioè che, benché prive dei requisiti professionali, tengono la contabilità a prezzi stracciati» illustra Vladimiro D’Agostino, commercialista toscano, che ha lanciato il tema delle tariffe dei commercialisti nel suo blog (http://vladbad.blog.kataweb.it).
Varie associazioni professionali hanno i loro centri di assistenza fiscale, in cui viene offerto un servizio molto scontato rispetto alle tariffe dei commercialisti. Ma qual è il vantaggio di rivolgersi a un professionista accreditato? «E’ un consulente che ha affrontato un esame di Stato, si tiene costantemente aggiornato, dà precise garanzie in termini di risultati, ha stipulato un’assicurazione, rispetta dei precisi princìpi deontologici» sintetizza il commercialista milanese Daniele De Federici.
Quindi scegliere un professionista è sempre preferibile. E comunque, anche restando all’interno della categoria, esistono notevoli difformità in termini di tariffe praticate. 

di Lucia Ingrosso ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). L'articolo è pubblicato su Millionaire di maggio 2006.

L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici". .

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