Immobili all’asta: aggiudicarsi una casa con questo sistema è un’opportunità per tutti. I numeri sono in positivo. Ben 180 mila le procedure espropriative esistenti (per un valore pari a 45 miliardi di euro). Quasi diecimila gli immobili assegnati ogni anno. Alla base, nell’80% dei casi, mutui non pagati. E, nel restante 20%, dei fallimenti. Ma la tendenza è per una crescita, sostenuta e costante. A utilizzare le aste per dismettere immobili non sono più infatti solo i Tribunali, ma anche gli enti pubblici e i grandi gruppi industriali (Enel e Ferrovie, per fare qualche esempio). «In passato, alle aste partecipavano anche personaggi poco raccomandabili. Oggi non è più così» spiega Davide Vidale, uno dei due soci di Aste on line. Da marzo è poi entrata in vigore la legge 80/2005, che promette procedure semplificate e una trasparenza ancora maggiore. «Il miglioramento sarà graduale. In realtà, ci vorrà del tempo perché i Tribunali si mettano a funzionare con le nuove regole. E alcuni ci riusciranno prima di altri. Dobbiamo pensare che tutto il 2006 sarà un anno di transizione» afferma Bruno De Gasperis, amministratore delegato di Asteimmobili.it. Fra i vantaggi prospettati c’è anche quello di accorciare i tempi delle procedure. E di certo ce n’è bisogno. L’Abi, Associazione bancaria italiana, ha stimato che nel 2003 la durata media delle procedure esecutive è stata di ben 76 mesi! Ma vediamo, in concreto, che cosa sta cambiando. - Incanto addio. In passato, il giudice tendeva a indire un’asta con incanto (con rilancio e assegnazione al miglior offerente). Adesso vi si ricorre solo in caso di mancato esito di quella senza incanto. - Visite possibili. In passato, spesso le case all’asta si acquistavano a scatola chiusa. D’ora in poi il Tribunale dovrà nominare un curatore che permetterà alle persone interessate di visitare l’immobile. - Più professionisti coinvolti. In passato di tutte le procedure si potevano occupare solo i notai. Adesso il ruolo potrà essere ricoperto anche da commercialisti, ragionieri e avvocati. - Perizia più accurata. La perizia deve includere il certificato di agibilità e quello di destinazione urbanistica oltre a eventuali vincoli e oneri condominiali. In passato, i contenuti della perizia erano dettati più dalla prassi che da precise indicazioni normative. di Lucia Ingrosso (
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). L'articolo è pubblicato su Millionaire di maggio 2006.
L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".
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