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Ho remato per 225 giorni, fino al Brasile
Sabato 01 Luglio 2006
Da Genova a Fortaleza da solo, senza appoggi e senza scali intermedi, spinto dalla forza delle braccia e da una incrollabile motivazione. Più forte del mare in tempesta, delle vesciche alle mani, della fame e della solitudine. Alex Bellini, 27 anni, è riuscito in un’impresa storica. La sua non è solo la prima traversata atlantica realizzata da un italiano, ma è anche, e soprattutto, la più lunga mai realizzata. Millionaire ha voluto incontrare questo “giovane eroe” per scoprire come questo viaggio lo ha cambiato.
Chi eri prima di partire?
«Sono di Aprica, in Valtellina. Da ragazzino ho cominciato ad avere qualche slancio verso l’avventura, che facevo fatica a inquadrare. Avevo tanti sogni, fra cui quello della carriera militare. Poi ho deciso che volevo fare il broker e, all’università, mi sono iscritto a Scienze Bancarie. Mi sentivo uno come tanti, che cercava il bandolo della matassa. Mi dicevo che le esperienze cambiano le ambizioni, eppure facevo fatica...».
Che vie di sfogo hai trovato?
«Nel 2000 ho partecipato alle selezioni nazionali del Camel Trophy a Tonga. In questa occasione sono riuscito a capire, con chiarezza, ciò che dovevo fare. Io dovevo andare, perché sentivo che ogni centimetro del mio corpo me lo chiedeva».
Poi è arrivato il periodo delle maratone: New York, il deserto, l’Alaska...
«Prima ho corso la Maratona di New York, poi nel 2001 ho partecipato alla Marathon des Sables: 250 km nel deserto. Successivamente a una competizione in Alaska: 1.400 km a piedi, trascinando una slitta. Queste esperienze hanno portato alla luce quello che realmente volevo fare. Prove faticose, che richiedono una preparazione atletica difficile. Ma a me piace fare fatica per qualcosa che ha un senso».
E poi l’incontro con il mare. Curioso, per un montanaro...
«Me lo dicono tutti. E credo che molto dello scetticismo con cui è stato accolto l’annuncio della mia traversata derivi da questo. Come se uno che è nato in montagna non potesse andare per mare... Ma il mare è di tutti, specie di chi se lo sente dentro. E il mare mi ha chiamato».
La traversata atlantica a remi non è uno scherzo. Come ti sei preparato?

di Lucia Ingrosso ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). L'articolo è pubblicato su Millionaire di luglio/agosto 2006

L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".


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