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Aprire un'agenzia di comunicazione e pubblicità |
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Mercoledì 13 Settembre 2006 |
Avrei intenzione di aprire un'agenzia di comunicazione e pubblicità e vorrei sapere se esistono degli adempimenti particolari da assolvere. E' possibile esercitare questo tipo di attività a livello di professionista con la sola apertuta della P. IVA?
Le autorizzazioni e gli adempimenti burocratici per l'avvio dell'attività di suo interesse. Nel caso in cui decida di costituire una vera e propria impresa, sono:
o Apertura della partita IVA;
o Conto fiscale;
o Iscrizione al Registro delle Imprese;
o I.n.p.s.;
o I.n.a.i.l.;
o Agibilità dei locali;
o Tassa sui rifiuti;
o Autorizzazione per l'installazione delle insegne e dei cartelli segnaletici stradali;
o Valutazione del rischio L. 626/1994;
o Iscrizione alle associazioni di categoria (facoltativa).
In alternativa può esercitare l'attività come libero professionista con la sola apertura di partita Iva da richiedere all'Ufficio dell'Entrate Provinciale competente. L'attribuzione della Partita Iva è immediata è gratuita ed è stata anche abolita la tassa che fino a poco tempo fa si doveva poi pagare annualmente. La partita I.V.A. viene rilasciata al richiedente mediante attribuzione pressoché immediata. Il numero viene attribuito dal Ministero delle Finanze per il tramite del Registro delle Imprese della Camera di Commercio, mediante un collegamento con gli archivi ministeriali. Il numero di Partita Iva attribuito deve poi essere registrato sulle ricevute fiscali e sulle fatture, sulla denuncia dei redditi e su ogni altro tipo di documento fiscale. La partita IVA si compone di 11 numeri: le prime sette individuano il contribuente attraverso un numero progressivo attribuito dall'ufficio competente, le successive tre rappresentano il codice fisso che contraddistingue l'ufficio delle entrate provinciale che attribuisce la partita iva e l'ultima cifra è un carattere di controllo. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, il numero di partita I.V.A. svolge la funzione di codice fiscale provvisorio e nella grande maggioranza dei casi coincide con il numero di codice fiscale definitivamente attribuito. L'attribuzione della partita IVA è attualmente gratuita, salvo i diritti di segreteria dell'Ufficio delle Entrate, così come è stata abolita la tassa annuale in precedenza prevista da corrispondere per tenere aperta la propria posizione IVA. Se il fatturato annuale dell'impresa non supera i 180mila euro, ogni tre mesi, entro il giorno 16 del mese successivo, bisogna procedere al calcolo dell'IVA da pagare o da considerare a credito (quando l'IVA pagata è maggiore di quella incassata). Altrimenti, se il fatturato annuo dell'attività supera i 180mila euro, il calcolo dell'IVA deve essere effettuato mensilmente. A fine anno, il saldo dell'IVA a debito o a credito deve essere dichiarato nell'apposito modello. Se si affida la gestione della propria contabilità ad un commercialista, ad uno studio contabile o ad un'associazione di categoria bisogna preventivare una spesa annua di circa 500/700 euro. Una volta titolare di Partita Iva, potrà iniziare a svolgere l'attività di suo interesse e a fine lavori emetterà ai propri clienti una fattura per l'importo concordato, da pagare in genere entro 60 giorni, con riferimento all'oggetto di attività da precisare in fattura stessa in base allo specifico servizio offerto.
di Monica Gadda, Creaimpresa, www.creaimpresa.it |