Una giornata con Giorgio Panattoni, parlamentare Ds
Sono giornate intense e continuamente scandite dagli impegni parlamentari quelle trascorse nella capitale dal deputato diessino Giorgio Panattoni.
La sveglia suona alle 7 nell’appartamento a poche centinaia di metri da Montecitorio. Niente colazione per il parlamentare milanese. Tutta la sua attenzione è per i radiogiornali. Alle 7,45 Panattoni è già al lavoro al computer di casa. «Da sempre utilizzo tutte le tecnologie a disposizione- spiega l’esponente politico- anche perché ho lavorato per anni all’Olivetti tra computer di ogni tipo». Una laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano, poi, negli anni sessanta l’assunzione all’Olivetti. Una carriera trentennale che lo ha portato a ricoprire il ruolo di amministratore delegato in una delle quattro divisioni della società di Ivrea. Nel 1992, ha dato vita con due colleghi a una società di consulenza direzionale nel capoluogo lombardo. Grazie alla posta elettronica, Panettoni dialoga con amici, colleghi ed elettori. Uno sguardo ai titoli dei giornali in edicola e poi subito alla Camera. «Stare a Roma soltanto tre giorni significa lavorare intensamente. Durante i fine settimana scappo al Nord. All’ordine del giorno, diverse riunioni di commissione e io corro da quella di vigilanza sulla Rai alla commissione Trasporti. Alla fine c’è poco tempo anche per un caffè». Non mancano gli incontri nei corridoi di Montecitorio come quello con l’avversario di un tempo e ora collega di partito Giorgio Benvenuto, ex leader della Uil.
Tanti i ricordi delle lunghe trattative notturne tra azienda e sindacati. All’ora di pranzo il deputato dei Ds si ferma al ristorante della Camera: «A Montecitorio si mangia bene e in poco tempo. Quando posso chiedo sempre piatti a base di pesce che sono cucinati in modo eccezionale». Il pomeriggio è ancora dedicato alle attività parlamentari, ma anche alle assemblee di gruppo, commissioni, lavori in aula e riunioni di partito. «Sono della sinistra dei Ds- spiega Panattoni- quindi anche abbastanza critico nei confronti dei nostri vertici. Mi considero, in ogni caso, abbastanza autonomo rispetto alle indicazioni di partito. Da sempre mi batto per una più ampia autonomia dei deputati all’interno del gruppo. Arrivare in politica dal mondo imprenditoriale è un vantaggio perché consente una visione più razionale dei problemi. Certo, è una scelta che si fa per passione visto che tra casa, contributo al partito, al gruppo e spese se ne va il 50% dello stipendio netto che percepiamo. In realtà, si guadagna molto di più lavorando come manager in azienda». Il telefono cellulare non smette mai di squillare. Sono continui i contatti con il collegio elettorale. «Ascolto più volte al giorno anche la mia segreteria di Ivrea – continua Panettoni- e tanti sono i problemi da affrontare. Non ho l’abitudine di ricevere le persone a Montecitorio: preferisco incontrare gli elettori nei fine settimana in Piemonte». Arriva sera e Panattoni fa le ultime telefonate all’assistente parlamentare, ma anche alla famiglia. Un rapido sguardo alle agenzie di stampa, la cena al ristorante della Camera e poi il ritorno nell’appartamento romano, dove prima di dormire, Panattoni passa ancora qualche ora al computer a navigare su Internet.
Info:
www.panattoni-g.it
Una giornata con Daniela Santachè, parlamentare An
Per superare il congestionato traffico del centro di Roma, Daniela Santachè, deputato di An, si muove esclusivamente in bicicletta. Inizia così la sua intensa settimana parlamentare.«Ogni mattina, alle 8,30, sono già in strada per andare alla Camera dei Deputati. Acquisto oltre dieci quotidiani, ma il primo che leggo è la Repubblica per capire cosa bisogna evitare di fare nel corso della giornata…». Donna affascinante e dallo spirito combattivo, la parlamentare di An, mostra gli artigli anche nelle sedute di commissione. A Montecitorio segue i lavori della commissione Bilancio e con una particolare attenzione analizza i documenti di controllo e monitoraggio della spesa pubblica. Vive attaccata al cellulare che trilla ripetutamente e nella prima parte della giornata sono intensi i colloqui con la segreteria di Milano dove operano quattro collaboratori. Nel suo ufficio capitolino. arriva puntuale ogni mattina il fax da Milano con indicazioni e impegni politici della giornata. Tra una seduta di commissione e una corsa in aula per votare, la Santachè consulta Internet, la posta elettronica e le agenzie di stampa. «E’ fondamentale- spiega il deputato di An- seguire gli avvenimenti per poter intervenire in modo puntuale. Mi interessano tutte le notizie che riguardano le attività produttive e le tematiche sulle donne”. La Santachè ha una società nel campo della comunicazione che segue anche da Roma: «Svolgo l’attività parlamentare con il massimo impegno, ma non trascuro la mia attività lavorativa nell’ambito della comunicazione. D’altra parte, avere una propria impresa significa anche essere più liberi come politici. E poi, oltre il 50% delle nostre indennità parlamentari vanno via per spese, segreteria, contributi al partito e altro». Negli austeri corridoi di Montecitorio saluta diversi parlamentari e sottolinea: «Vado d’accordo con gran parte dei deputati. Con gli avversari politici cerco il dialogo e non lo scontro che alla fine si rivela sempre improduttivo». Durante l’ora di pranzo, telefona al figlio e va al ristorante della Camera. «Preferisco mangiare quasi sempre qui, i piatti sono ottimi. Quando gli impegni parlamentari sono meno stressanti riesco a prendermi una pausa con alcuni amici politici e vado a pranzare nei tre ristoranti del centro di Roma che preferisco». Il pomeriggio è dedicato alle attività di partito nel quale Daniela Santanchè ricopre la carica di coordinatrice nazionale delle donne. In sella alla sua bicicletta, fa la spola tra Montecitorio dove incontra amministratori locali ed elettori e la sede di Alleanza Nazionale. La giornata nei Palazzi della politica non termina mai prima delle 21,30. Cene, teatri, feste? La Santachè sfata la fama che l’accompagna di donna presenzialista e mondana: «Lo faccio soprattutto nei fine settimana a Milano. A Roma la sera mi ritiro a casa. Arrivo distrutta dalla frenetica giornata parlamentare, guardo il telefono cellulare dove arrivano via sms dal gruppo parlamentare tutti gli appuntamenti per il giorno successivo, ceno rapidamente e mi tuffo in poltrona a vedere la Tv. Cerco di seguire tutto: dai Tg ai programmi d’informazione in seconda serata».
Info:
www.danielasantanche.com
di Giuseppe Caporaso (
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). Millionaire febbraio 2005