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La terra dello yeti
Venerdė 01 Aprile 2005
Qui non esistono semafori, le strade sono state costruite a partire dal 1959 e le creme solari non sono in vendita. Siamo in Bhutan, Paese nel cuore dell’Asia, unico Stato buddhista indipendente del mondo, meta prediletta da chi ha già visto tutto. Le frontiere sono state aperte ai turisti nel 1974 e fino ad allora era stato visitato solo da pochi esploratori in missione ufficiale. La “modernizzazione”, iniziata nel 1960, ha seguito ritmi lenti, consentendo l’ingresso a tv e Internet nel 1999. Posto a ridosso della catena himalayana, il Bhutan offre panorami oltre i settemila metri, che hanno alimentato la leggenda dell’Uomo delle nevi. I bhutanesi indossano solo i coloratissimi abiti tradizionali (il gho per gli uomini, una veste lunga ripiegata al ginocchio, la kira per le donne, lunga fino ai piedi), non mangiano ai fast food e non conoscono il franchising. Centro della vita quotidiana sono i monasteri. Millionaire ne ha parlato con Daniela Pulvirenti, autrice del libro Nepal–Bhutan e agente di viaggio per il tour operator Trekking International di Milano (tel. 02 33609360).

Il Bhutan è davvero un posto così fuori dal mondo?
«Sì. Per molti aspetti la vita appare come congelata nel tempo. La modernizzazione è lenta e sono molti i luoghi dove si conduce una tranquilla vita pastorale. Le poche città esistenti sono paragonabili ai nostri paesini, con una via principale animata da due–tre negozi e poco altro».
Perché visitarlo?
«Innanzitutto per le bellezze naturali: le regioni himalayane hanno pari solamente in Nepal e nel Tibet. Montagne e parchi sono spettacolari, ma anche i monasteri sono splendidi: il Taktsang Pelhug, cioè la “Tana della Tigre”, è posto a oltre tremila metri di altitudine su uno strapiombo di 800 metri. Folcloristici poi i festeggiamenti religiosi organizzati tra marzo e dicembre, in cui ammirare le danze dei monaci, che simboleggiano la vittoria del bene sul male. Interessante anche conoscere lo stile di vita della popolazione, in buona parte dedicato alla preghiera».

di Maria Spezia ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). Millionaire aprile 2005


L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".

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