La bellezza, secondo Aristotele, è la migliore lettera di raccomandazione. E, a maggior ragione, viene da pensare che lo sia nel mondo dello spettacolo. In effetti, le soap, le fiction e i reality sono pieni di ragazzi palestrati e belle maggiorate. Ma questo non basta a diventare degli attori a tutti gli effetti. Perché se è vero che sullo schermo si apprezzano bei volti, è anche vero che se ne ricercano anche di “normali”. E gli spettatori sono pronti a perdonare la scarsa avvenenza, quando è compensata da personalità e talento. A seguire, troverete una rassegna di brutti. Con qualche “bella” sorpresa finale…
Come non cominciare da Woody Allen (all’anagrafe Allan Stewart Konigsberg), 69 anni, regista, attore, scrittore. Uno scambio di battute dell’episodio Edipo relitto del film New York Stories la dice lunga sulla sua autoironia in materia estetica. «Sei calvo» si sente dire dalla madre. «No, mamma» replica lui. «Lo diventerai» lei, implacabile. Oltre alla sua scarsa avvenenza, Woody non ha mai nascosto i suoi difficili rapporti con le donne e gli anni di analisi. A dispetto di questo (o, forse, anche grazie a questo), ha vissuto grandi storie d’amore (la sua attuale moglie ha 35 anni meno di lui) e ha girato 37 film (in molti dei quali interpreta un uomo che si accompagna a donne più belle e giovani). Il tutto grazie a una notevole dose di ironia e a un’intelligenza al di sopra della media.
Un altro “bello dentro” di successo è stato sicuramente Totò (al secolo: principe Antonio de Curtis, nato a Napoli nel 1898). Da ragazzino, un suo insegnante, giocando a tirare di boxe, lo colpì involontariamente al volto. Conseguenza: atrofizzazione della parte sinistra del naso e un dislivello di ben un centimetro fra i due lati del viso. La deviazione della mascella, invece, la ottenne con estenuanti esercizi davanti allo specchio, per renderla mobile come il resto del corpo. Iniziò con una lunga gavetta nell’avanspettacolo, per poi arrivare a un grande successo. Il primo film è del ’37. In 30 anni ne interpretò ben 97, visti da 270 milioni di persone (un record che non ha eguali nella storia del cinema italiano).