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Il business non č a dieta
Mercoledė 01 Novembre 2006
Nutrizionisti avanti tutta. Complici la sempre più forte attenzione al mangiar sano e il trend oversize. L’Italia segue le orme, anzi le taglie, degli americani. Tre persone su sei sono in sovrappeso, una su sei è obesa. Significa che stiamo strabordando dall’innocente pancetta verso la malattia, con gravi rischi per la vita, causati dai problemi cardiovascolari e altre patologie del metabolismo. In aiuto arriva il nutrizionista, un termine che per tutti oggi indica un esperto in alimentazione, ma nasconde in realtà un ginepraio di qualifiche e professionalità. Medici, biologi, dietisti, psicologi, naturopati. Persino estetisti. Tutti, a vario titolo, si occupano di alimentazione e si fregiano dell’appelativo di "nutrizionista". Ma come si può diventare un serio professionista dell’alimentazione? E, soprattutto, che cosa comporta e che prospettive apre questa professione?
«Una volta si pensava che si dovesse essere malati per rivolgersi al dietologo. Oggi si va dal nutrizionista per prevenire la malattia. E molti per inseguire un ideale estetico. Attenzione, però: la parola "nutrizionista" è un’invenzione per definire chi si occupa di alimentazione, ma non è una specialità, né un titolo. Chiunque può fare il nutrizionista, purché non danneggi la salute della gente e l’attività competa al suo titolo di studio» spiega Roberto Sori, medico ed ex-presidente dell’Associazione nazionale specialisti in alimentazione. «Anche il medico, per legge, oggi non si può definire "dietologo", perché può usare solo il termine risportato nell’attestato di specialità». Scienza dell’alimentazione è una specialità di medicina, dura quattro anni e si porta a termine all’interno di strutture ospedaliere e universitarie. Il medico, dopo la laurea, può entrare in una delle scuole di specialità che ci sono in tutta Italia, una o due per ogni Regione. Ma sono pochi i posti disponibili, perché di fatto il medico lavora, mentre impara, e riceve un regolare stipendio. Fra le varie sedi, segnaliamo Pavia, Roma e Milano.
«Il medico che prende un indirizzo dietetico può però avvalersi di un dietista per mettere a punto un programma per il paziente». Un tempo si diventava dietisti frequentando una scuola superiore, oggi serve una laurea di primo livello, che si può ottenere dopo la frequenza di un corso triennale in Dietistica, presso le facoltà di Medicina e Chirurgia.

di Silvia Messa ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). L'articolo è pubblicato su Millionaire di novembre 2006

L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".

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