Denaro, potere, macchine lussuose, abiti di sartoria e orologi di marca. Chris Gardner è a capo di una delle più importanti società finanziarie degli Stati Uniti e non c'è nulla di strano nel fatto che possa permettersi tutto questo. E anche molto di più. In realtà, a ben vedere, qualcosa di strano c'è. In primo luogo, Gardner è nero. E negli Usa, le persone di colore sono ancora più numerose in galera che nelle stanze dei bottoni. E poi, alle sue spalle, c’è un passato doloroso. Fatto di miseria, sfortuna, privazioni. Eppure lui è riuscito a trasformare la sua vita, ribaltare la sorte e combattere le avversità. Non si è arreso alle difficoltà, ma è stato in grado di riscrivere un destino che sembrava già segnato. A nuotare controcorrente, riemergere e imporre il suo predominio nel mare della finanza. Ieri dormiva sulle panchine, oggi è uno dei pochi miliardari neri d’America. E la sua storia è in procinto di diventare un film interpretato da Will Smith e diretto dal regista italiano Gabriele Muccino. Ma facciamo un passo indietro e raccontiamo dall’inizio, in anteprima assoluta, la storia che vedremo al cinema a gennaio 2007.
Chris è un bambino povero, nero e senza padre
Chris Gardner nasce 51 anni fa in Louisiana, secondo di quattro figli. La figura del padre è assente. Lui lo incontrerà una sola volta nella vita, a 28 anni. Poi andrà al funerale. Quando Chris ha appena un anno, la madre decide di spostarsi a nord, verso il Canada, dove una famiglia di colore può forse trovare opportunità migliori. A Milwaukee (nello Stato del Wisconsin), la loro auto si rompe. Nel tempo in cui gli zii di Chris cercano di racimolare i soldi per aggiustarla, la famiglia decide di fermarsi lì. Si stabiliscono in un quartiere di operai neri. Il patrigno è un tipo violento, tanto che la madre a un certo punto dà fuoco alla casa con lui dentro. Per questo si becca quattro anni di galera. Chris, che all’epoca ha solo sei anni, viene cresciuto da parenti e famiglie adottive. E’ un ragazzo curioso, che però ama poco lo studio. Si diploma “a fatica” e a 17 anni, nel pieno della guerra del Vietnam, si arruola in Marina, divisione medica. Ma invece di vedere il mondo, viene assegnato a un campo del North Carolina, dove resta quattro anni. A guerra finita, viene assunto come ricercatore in un laboratorio di San Francisco. Pensa anche di diventare medico, ma la lunghezza degli studi lo scoraggia. Come assistente guadagna ottomila dollari l’anno, che anche agli inizi degli anni Ottanta sono pochi per mantenere dignitosamente una famiglia. Nel frattempo, infatti, Chris ha avuto un bambino dalla sua compagna. I tre tirano la cinghia per quattro anni, finché lui trova un lavoro che gli rende il doppio: rappresentante di medicinali.
di Lucia Ingrosso (
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). L'articolo è pubblicato su Millionaire di ottobre 2006
L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".
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