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Inglese: perché non lo parliamo
Giovedì 01 Settembre 2005


1) Perché è difficile imparare una lingua straniera?
Gli studi di neuroscienze hanno dimostrato che il nostro cervello è come un muscolo che più si allena, più aumenta di volume. Ma la materia grigia si sviluppa entro l’adolescenza e soprattutto se stimolata dallo studio. La recente scoperta dell'Istituto di neuroscienze cognitive di Londra ha così dimostrato che imparare una seconda lingua, sotto i 15 anni, rende il cervello più grande. Di conseguenza le nostre facoltà di apprendere l’inglese o il tedesco da adulti sono limitate. Attenzione, però: imparare un’altra lingua è sempre possibile.
2) Quanto conta la motivazione?
E' fondamentale. Ma che cos’è la motivazione? Secondo la psicologia dello sviluppo del linguaggio, ne esistono due tipi: quella primaria e quella secondaria. La prima ha come scopo la comunicazione. Chi impara una lingua è spinto dal desiderio di parlare con chi ha di fronte. Un bambino vuole conoscere la lingua della mamma perché vuole comunicare con lei. C'è poi una motivazione secondaria, che ti spinge a studiare per trovare lavoro o superare un esame ma che purtroppo è molto meno efficace.
3) E' vero che bisogna essere portati per imparare le lingue?
Ognuno di noi dispone di particolari abilità e attitudini: c'è chi ha il pallino della matematica, chi ha il "pollice verde" e chi è bravo nelle lingue. Una buona memoria linguistica, la capacità di distinguere i suoni e individuare la struttura delle frasi sono assi nella manica di tutti i poliglotti. Importante anche la curiosità e l'interesse per la conoscenza di nuove culture, così come l’istruzione: lo studio delle lingue trova terreno fertile in un ambiente in cui le influenze esterne sono bene accolte.
4) Quali le lingue più facili da imparare?
Quelle che più somigliano alla lingua madre, per affinità di grammatica, vocabolario e pronuncia. Per gli italiani quindi francese, portoghese e spagnolo sono le più semplici, mentre un olandese non ha particolari problemi a imparare il tedesco. E’ così impossibile affermare che una lingua è più difficile di un'altra.
5) Quanto tempo è necessario per studiare una nuova lingua?
Si può dire che un principiante dopo un corso intensivo di tre mesi (almeno 3 ore la settimana) è in grado di formulare le frasi più semplici della maggior parte delle lingue. Ma per parlare con grande scioltezza una lingua straniera, secondo lo psicologo e traduttore per l'Onu Claude Piron, sono necessarie almeno 10 mila ore di pratica e studio della grammatica. Tradotto in soldoni: quasi 6 anni di studio quotidiano.
6) Quindi è vero che un adulto non impara una lingua perché non ha tempo?
No, perché la motivazione all'apprendimento è più forte di qualsiasi ostacolo pratico. La diversità di assimilazione tra un bambino e un adulto non consistono nella disponibilità di tempo: in pochi mesi, un adulto impara di più di un bambino. Però un adulto perde interesse nel giro di 6 mesi e spesso interrompe lo studio, mentre un bambino continua a imparare. Il fattore tempo è comunque molto importante: per evitare delusioni, meglio programmare un percorso di studio sviluppato secondo le reali possibilità pratiche.
7) Quanti metodi di studio esistono?
Oggi non si parla quasi più di tecniche perché si preferisce adottare strategie diverse a seconda degli obiettivi dell'allievo. Le tecniche considerate tradizionali si basano su lezioni con insegnanti, per approfondire pronuncia, intonazione e le differenze grammaticali rispetto alla lingua madre. Ci sono poi i corsi per autodidatti, che sostituiscono la presenza di un tutor con l'ausilio di testi, registrazioni e filmati. Poi ci sono gli strumenti forniti da Internet, con portali specializzati che pubblicano esercizi, test, filmati, spiegazioni di grammatica in aggiunta alla possibilità di collegarsi con una web cam a altri allievi o a insegnanti. Infine, si va dall'ascolto di radio e Tv fino alle lezioni fatte al telefono.
8) C'è un metodo migliore di altri?
Sì, è quello che stimola le capacità dell'allievo. Chi possiede una buona memoria può privilegiare l'apprendimento di parole e frasi, mentre chi è più analitico si concentrerà sullo studio della grammatica. Inoltre, chi memorizza per immagini può trovare grammatiche a fumetti, chi ricorda bene i suoni può privilegiare lezioni di conversazione e cassette.
9) E' indispensabile l'aiuto di un insegnante?
Sì, e per più motivi. Innanzitutto per confrontare in modo critico quanto si è appreso da soli. Inoltre, un tutor è in grado di superare la rigidità di testi e filmati e di apportare attualità e freschezza alla comunicazione. Infine, un buon insegnante può accendere la giusta motivazione allo studio.
10) Supporti multimediali: quanto sono validi?
Siti, Cd-rom, Dvd e altri strumenti sono utili a stimolare i processi di apprendimento, perché consentono di utilizzare i materiali di studio a seconda delle capacità personali. Inoltre i supporti multimediali sono efficaci per suggerire collegamenti grammaticali o verbali non immediati. Sbaglia però chi crede che possano sostituire in tutto la funzione di un insegnante: meglio avere l'apporto di entrambi.
11) Viaggi all'estero: sì o no?
Sì, per approfondire al meglio lo studio, che grazie ai soggiorni sul posto diventa "vivo" e stimola la capacità dell'allievo di confrontarsi con imprevisti quotidiani. Attenzione, però: i risultati sono proporzionali al tempo trascorso all’estero. Due settimane full immersion migliorano il tuo livello di inglese, ma non lo fanno progredire.
12) Quanto costa imparare una lingua?
Da 50 (il prezzo di un Dvd) a 5 mila euro e più per imparare una lingua con fini professionali con 4 anni di corso. Diverso il discorso quando ci si accosta a lingue meno richieste (swahili, urdu...), in cui la disponibilità di strumenti di studio è più ridotta.

Non è mai troppo tardi
Avete già provato a imparare l'inglese, ma senza risultato. Quattro mesi di lezioni in una scuola, tre lezioni private con un insegnante, un Dvd... Tutto inutile, perché?
«Colpa dei metodi di insegnamento, che complicano troppo lo studio. Quando il focus è sulla grammatica e le ripetizioni dei concetti sono scarse, imparare diventa quasi impossibile. Meglio adottare un metodo simile a quello di una mamma con il bambino: aiutandosi con i gesti, l'intonazione, il coinvolgimento emotivo. Di più: il racconto di una storia permette all’allievo di interagire con l’insegnante e quindi di intuire i significati di parole sconosciute» spiega Traute Taeschner, esperta in bilinguismo. «Una volta utilizzato un metodo più simile ai processi di apprendimento naturale, i risultati non si fanno attendere».

Le “classiche”
Ecco indirizzi e metodi di alcune tra le più conosciute scuole internazionali.
Per andare a Cambridge. Libri di testo e non solo, ma anche giochi di ruolo, quiz e test linguistici. I corsi del British Council articolano le lezioni con più strumenti e si diversificano in più livelli, da quelli per principianti fino alla preparazione per gli esami dell'università di Cambridge. Prezzi a partire da 250 euro in su. INFO: www.britishcouncil.org
Lezione fuori scuola. L'inglese a 360 gradi, con lezioni in laboratorio linguistico, ore di conversazione e attività culturali svolte al di fuori della scuola, oltre a approfondimenti di grammatica svolti con insegnanti in gruppi molto ristretti. Sono 17 i livelli del Wall Street Institute, con prezzi personalizzati e top secret. L’istituto infatti non ha voluto comunicare alla nostra redazione il costo base. INFO: www.wallstreetinstitute.it
Un test dietro l’altro. Si sviluppa con lezioni one to one con insegnanti madrelingua la proposta base dello Shenker Institute, in cui l'apprendimento degli allievi è verificato con continue prove e stimolato con strumenti diversi, dai dibattiti ai giochi di ruolo. Prezzi: 25 euro l’ora a persona per corsi di gruppo. INFO: www.shenker.com
Un insegnante o più. Lezioni individuali, full immersion o di gruppo: sono le proposte dell'istituto Berlitz, che adotta anche lezioni con due insegnanti contemporaneamente e conversazioni da svolgersi al telefono. Prezzi: da 58 euro al mese per i corsi di gruppo. INFO: www.berlitz.it

Da leggere
Per chi punta in alto. Come ho imparato le lingue, di D. Marani, edizioni Bompiani, 7 euro. Storia di un apprendistato che sfocia nel lavoro di interpretariato presso il Consiglio europeo.

I nostri esperti
Per realizzare questo articolo, Millionaire si è avvalso della collaborazione di:
- Gabriele Pallotti, docente di glottodidattica presso l'Università di Sassari (www.uniss.it)
- Paolo Proietti, responsabile scientifico del master in Interpretariato di conferenza per l'Università Iulm (www.iulm.it)
- Traute Taeschner, professoressa di psicologia dello sviluppo del linguaggio presso l'Università La Sapienza di Roma (www.uniroma1.it)

di Maria Spezia ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). Millionaire settembre 2005

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