Grandi spazi d’impresa, gratificazioni numerose e ritorni economici significativi. E così l’avvio di un asilo, da tempo ottima opportunità professionale per le donne, inizia a interessare anche gli imprenditori del sesso forte. Ad avere successo soprattutto le formule più innovative. In Italia, sono 3.008 i nidi d’infanzia e 732 i servizi educativi integrativi di cui quasi il 70% a titolarità pubblica (Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza di Firenze, 2000). Nonostante il miglioramento dell’offerta, gli spazi sono ancora tanti, soprattutto per le strutture che ospitano i piccoli sotto i 3 anni, che non possono ancora accedere alla scuola materna e che sono rimasti fuori graduatoria nei nidi pubblici.
«Le nuove opportunità nel settore dei servizi all’infanzia sono davvero tante» conferma Sabina Basoni, direttore di www.informainfanzia.it e coordinatore del Centro Studi e Formazione 0-6 Planet (045/514045, www.zeroseiplanet.it). «Dall’asilo nido nei luoghi di lavoro, ai baby parking condominiali, dall’asilo in casa al micronido in campagna. Le novità offrono servizi di qualità e orari elastici: il tutto a prezzi non proibitivi…» spiega Basoni.
Il bisogno di asili nido è forte nelle grandi città come in quelle più piccole, al Nord come al Sud dove la fa ancora da padrone la tradizionale scuola materna. «Bisogna però ammettere che, anche sotto il profilo della resa economica, le nuove specializzazioni di asilo sono un’opportunità più ghiotta dei nidi tradizionali dove i costi di personale, affitto e utenze mettono a dura prova in molti casi la redditività aziendale. Inoltre, grazie alla possibilità di avvalersi di contributi pubblici o di quelli aziendali (nel caso dei nidi aziendali), si riescono ad alleggerire gli investimenti per lo start up» » continua Sabina Basoni
Non solo. Anche il peso burocratico è alleggerito nelle nuove formule. Per chi avvia un piccolo nido in casa non è necessario nemmeno costituire un’impresa (di solito sono cooperative o società di persone) ma basta avere partita IVA e iscriversi all’INPS come assistenti di infanzia.
Attenzione però a non credere a facili improvvisazioni. «Il lavoro, oltre a comportare evidenti responsabilità - dichiara la Basoni - richiede anche grande abilità gestionale e ottime capacità di relazione con i genitori».
Ma come si comincia? Per Paola Valenti, socia di due asili nidi a Genova, è sempre meglio partire in piccolo: «Così si limita all’osso il personale dipendente e le assunzioni a tempo indeterminato. Con rette mensili intorno ai 400/500 euro, se ci lavorano 2-3 persone e l’attività funziona, dopo 1 anno e mezzo si rientra dall’investimento». Ci vogliono circa 30/40 mila euro per arredare zona notte, pranzo e gioco, attrezzature varie (proiettore, videoregistratore…), giochi e materiale didattico. Va ancora meglio per asili famiglia, micronidi, etc. in quanto gli investimenti sono decisamente più bassi quando non addirittura assenti, come nel caso dell’asilo in azienda dove è la stessa ditta ad approntare la struttura. In più, sono minori anche i costi di gestione: affitto, personale, utenze, assicurazioni.
Chi apre un asilo, dopo aver sperimentato qualche tempo il successo della formula imprenditoriale messa a punto, ha pure altre opportunità (anche di guadagno): far fruttare le competenze e l’esperienza offrendo servizi di consulenza a 360° a chi vorrà intraprendere lo stesso business. E per i più ambiziosi c’è anche l’opportunità di avviare una rete con il proprio marchio in franchising.
I PRIMI PASSI DA FARE Step by step, ecco come si apre un nido.
Conoscere la legge. L’apertura di un nido, disciplinata dalla Legge nazionale 1044/71, è soggetta a decreti regionali spesso diversissimi tra loro: cambiano gli enti competenti per il rilascio dell’autorizzazione, i requisiti imposti alla struttura dal punto di vista igenico. Informatevi negli uffici locali di Regione e Comune.
Cercare un immobile. Deve avere tutte le caratteristiche richieste: ubicazione, spazio esterno, cucina, rapporto mq/bambini.
Occhio all’igiene. Verificare i requisiti igenico-sanitari imposti alla struttura (a seconda della formula scelta) e richiedere, se previsto, sopralluogo della ASL per autorizzazione sanitaria.
Vigili del fuoco. Richiedere sopralluogo e autorizzazione dei Vigili del Fuoco (se prevista).
Il personale. Chi lavora a stretto contatto con i bimbi deve avere un titolo di studio adeguato in base al rapporto stabilito educatrici/bambini; (COSA VUOL DIRE)
Pubblicità. Definire la promozione per farsi conoscere in fase di apertura..
Pratiche burocratiche. Aprire partita IVA, conto fiscale, iscrizione Registro Imprese, INPS, INAIL, tassa rifiuti…come per qualsiasi attività
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Info e ordini: 010-322321 «Mi sono bastate poche migliaia di euro»
Si chiama “Nido degli gnomi”, l’asilo che Valentina Macchi ha aperto nel settembre 2003 nel suo appartamento nel quartiere della Barona a Milano (tel. 02/8132876). L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione con il Comune di Milano che, per ridurre le liste d’attesa nelle strutture pubbliche. ha incentivato l’apertura dei micro nidi domestici pagando alle famiglie la metà della retta (250 € al mese a bambino). Laureata in scienze agrarie, per tanti anni psicomotricista presso una cooperativa sociale, Valentina ha scelto di fare la “mami” in casa a 7 bambini ( il max consentito dalle norme locali). «E’ un lavoro bellissimo, dichiara Valentina, anche se un po’ faticoso. Mi sono organizzata con il solo aiuto di una ragazza al mattino. Così a fine mese riesco a tirarmi fuori anche un buon stipendio». Le spese d’apertura sono state contenute: qualche migliaia di euro per giochi, materassini, seggioloni e il bagno con fasciatoi ed appendini.
In pratica. I nidi familiari sono previsti in Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Il numero di bambini (con meno di 36 mesi) va da 2 a 7. Il nido può anche essere in casa delle famiglie, a turno. Per informazioni, rivolgersi al proprio Comune.
In azienda
«Così ho aperto il nido all’Unicredit»
Quale mamma non vorrebbe trovarsi l’asilo sul posto di lavoro? Il sogno potrebbe trasformarsi in realtà per moltissime donne. Per Liliana Fariello, educatrice, l’idea è stata l’occasione per mettersi in proprio, dopo 17 anni presso il Comune di Milano. Nel 2000 ha aperto un nido a Cinisello Balsamo e dal 2002 gestisce il nido aziendale Babyworld del Gruppo Unicredit, a Cologno Monzese in provincia di Milano (tel. 02/2533305). L’asilo, 200 metri più giardino, ospita 26 bambini: la priorità è per i figli del personale Unicredit e poi per quelli del Comune di Cologno, dietro convenzione. «L’azienda ha sostenuto tutte le spese iniziali per andare incontro alle esigenze delle mamme lavoratrici. Da parte mia ho solo i costi del personale (4 educatrici + una cuoca), di pappe e pannolini. Così anche il guadagno è buono» racconta Fariello. Il rovescio della medaglia? Siamo sempre aperti, escluso sabato e domenica, dalle 8 alle 18.30 e dobbiamo dar conto del nostro operato all’Unicredit, anche perché si carica il 50% della retta».
In pratica. La ricettività di un nido aziendale (possibile anche per un gruppo di aziende) va da 20 a 60 posti, che scendono da 6 a 19 per un micronido. E’ possibile anche la gestione diretta dell’impresa ma è più frequente l’affidamento a terzi, così ci si può proporre per la gestione.
Info: www.welfare.gov.it, www.pariopportunita.gov.it
In campagna
Quando il nido è agri
Un’azienda agricola come asilo, dove i bambini sono a stretto contatto con la natura e gli animali. Il primo in Italia è stato aperto nella provincia di Torino. Qui Anna Musso e Barbara Pica hanno avviato a Poirano, a 20 km da Torino, l’Agriasilo (Associazione Orto Alto,tel. 011 9434855, www.ortoalto.com). «E’ un micronido familiare per 10 piccolini. Data l’unicità dell’iniziativa, non ci serve far pubblicità, basta il passaparola» spiega Pica. I genitori pagano 2,80 € l’ora. Tolti i contributi (le due signore sono inquadrate come assistenti d’infanzia con contratto analogo a quello delle colf), rimangono due euro netti all’ora per ciascun bambino. «I costi di gestione sono ridotti all’osso, riusciamo a guadagnare, lavoriamo vicino casa, in un ambiente sano, in mezzo ai bambini…cosa volere di più?».
In pratica. Funziona come un micronido in casa. E’ un’idea in più per chi ha un’azienda agricola da gestire in proprio o affidare a terzi. Da considerare anche l’eventuale indotto che ne può derivare dalla vendita di prodotti della fattoria.
In città
«Orario continuato dalle 7 alle 18.30, e fioccano le richieste»
Siamo nel cuore di Genova. Qui tre socie hanno avviato due asili nido aperti dalle 7 alle 18.30, tutti i giorni, agosto compreso. Nella retta oltre a pasti e pannolini, sono compresi corsi di lingue, musica, cucina, attività psicomotorie. Paola Valenti gestisce, insieme alla sorella Cristina e a Evelina Doria, l’asilo “La Monelleria” (tel. 010 3071131) che ospita 40 bambini. «Siamo partite 10 anni fa. Nel frattempo la concorrenza è aumentata ma l’improvvisazione di molti ci ha favorito. Le mamme ci scelgono per l’elasticità di orario e per la qualità dei servizi: ultimamente abbiamo portato i più grandi al museo di storia naturale, al cinema e al Porto sul battello. «L’asilo è un’impresa come le altre. Il mercato c’è ma per avere successo (anche economico) ci vuole una perfetta organizzazione» dichiara Paola Valenti.
La retta è di 330 ero al mese per mezza giornata, 450 euro l’intera.
In pratica. Gli asili che offrono orario lungo, fino alle 19, anche d’estate sono un’eccezione nel panorama attuale. Per questo hanno maggior successo.
LE “RETI” PER L’INFANZIA
Le opportunità per avviare un nido affiliandosi a una catena di franchising sono sempre di più. Ecco quelle scelte da Millionaire BabyWorld Srl, Milano
Fee d’ingresso: 10.500 euro
Royalty dal 2° anno, in base alla superficie dei locali e al numero di bambini autorizzati.
INFO: Dario Caputo, tel. 02 56816956, www.babyworld.it Happy Child Srl, Milano
Fee d’ingresso: da 8.000 euro
INFO: Rita Loner Zecchel, tel. 02 70607464, www.happy-child.it Il Pianeta dei bambini Snc, Bareggio (MI)
Fee d’ingresso: 10.000 euro
Royalty: da 500 a 1.000 euro mensili, in base al numero di bambini
INFO: Cristina Olivo, cel. 348 2514585, www.ilpianetadeibambini.it
di Monica Gadda (
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). Millionaire settembre 2005
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