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E tu, hai fatto la revisione?
Giovedì 01 Settembre 2005


Una multa fino a 500 euro, il ritiro del libretto di circolazione, il divieto di usare l’auto fino a nuovo ordine. Oltre a spese e scocciature. E’ quanto tocca a chi viene scoperto senza revisione, un fenomeno frequente: sembra che il 10% circa dei veicoli circolanti non sia in regola. Del resto, è anche possibile perdere il conto, visto che la revisione di moto e auto va fatta già dopo quattro anni dall’immatricolazione (entro il mese dell’immatricolazione stessa o del rilascio del certificato di idoneità tecnica per i ciclomotori) e poi ogni due anni (entro il mese in cui è avvenuta la revisione precedente).
«Il numero dei veicoli da revisionare ogni anno in Italia è di 10-12 milioni. Un po’ di più negli anni dispari, visto che l’obbligo per le auto è partito nel ’97» esordisce Andrea da Lisca, direttore generale di Dekra Italia, network di centri di revisione (40 mila in Europa e 750 in Italia, di cui 215 abilitati anche per le moto, info: www.dekraitalia.it).
«L’obiettivo della revisione è quello di garantire la sicurezza e l’impatto ambientale del veicolo. E così i controlli riguardano principalmente impianto frenante, pneumatici e luci. Ma, più in generale, tutti gli elementi fondamentali per la tenuta di strada. Oltre a ciò si verificano le emissioni di gas inquinanti, soprattutto per i ciclomotori» prosegua da Lisca.
I dati sono inconfutabili: dal ’97, data in cui è entrato in vigore l’obbligo delle revisioni, al 2004 il numero di incidenti causati da guasti meccanici è crollato dal 9% al 4%.
«I controlli effettuati in fase di revisione sono ben 64» sottolinea Ettore Cenciarelli, segretario nazionale dell’Associazione italiana riparatori auto (Aira, www.cna.it/aira).
Ma che cosa fare quando è il momento di fare la revisione? Il primo consiglio è quello di dare un’occhiata alle condizioni generali del mezzo. «L’automobilista medio non è in grado di capire se la marmitta inquina. Però può rendersi conto dello stato dei tergicristalli e dell’impianto frenante, delle condizioni dei pneumatici e dei fari» suggerisce da Lisca. E in questo modo può arrivare alla revisione più consapevole di quanto lo aspetta.
A questo punto, si può decidere a chi rivolgersi. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, visto che i centri abilitati sono 5.314, distribuiti capillarmente su tutto il territorio nazionale. Alla base, però, va fatta una “scelta di campo”. Bisogna cioè decidere se rivolgersi al meccanico di fiducia oppure a un centro specializzato in revisioni. Nel primo caso, è il meccanico che dà un’occhiata al mezzo e lo prepara al controllo (effettuando la cosiddetta pre revisione). Nel secondo, è il centro che evidenzia gli eventuali aspetti da sistemare. Sui pro e i contro, si esprimono le due voci contrapposte (e “interessate”).
«Al meccanico abituale, si rivolge il 60% dei clienti. Fondamentale il rapporto di fiducia, con prezzi che arrivano a essere del 30% inferiori, almeno per quanto riguarda la manodopera, rispetto alle autofficine di concessionarie e alle catene» sostiene Ettore Cenciarelli. Il rischio? «E’ che il meccanico faccia anche interventi non necessari e non legati alla revisione in sé, come quello su liquidi e filtri. Inoltre, in centri che fanno parte di una catena c’è un maggior rispetto degli standard di qualità» risponde Andrea da Lisca, direttore generale del network Dekra. In alcuni casi, come per Midas (catene di officine in franchising, una cinquantina in Italia, www.midasitalia.it), il check dell’auto con preventivo è gratuito. «In questo modo l’automobilista viene informato, senza spesa, sugli eventuali interventi da effettuare per passare la revisione. Puntiamo inoltre alla massima trasparenza, con un’indicazione chiara e anticipata dei prezzi dei nostri interventi» spiega Iolanda Triches, responsabile comunicazione Midas.
La spesa resta infatti la notta dolente della revisione. Il costo base da sostenere è di 37 euro: 25 euro per il centro e 12 allo Stato. L’Aira sostiene che la cifra, inferiore a quella media europea (45 euro), andrebbe ritoccata.
Inoltre, se il centro non è abilitato e funge da intermediario, si farà pagare il servizio (chiedere prima l’entità).
Va detto però che è molto raro che il conto finale si limiti a questo. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, la revisione è l’occasione per una serie di interventi che fanno lievitare la spesa.
Secondo Autopromotec, gli automobilisti italiani nel 2004 hanno speso 1.540 euro per far revisionare le proprie auto (-13,8% rispetto al 2003), per un importo indicativo pro capite di 153 euro. Questo significa che gli interventi sull’auto, al netto della tariffa fissata per legge, sono costati agli italiani una media di 116 euro.
Come capire se il conto è gonfiato? Difficile, anche perché il prezzo di uno stesso intervento (sempre che sia necessario per passare la revisione) può variare moltissimo. Fra le variabili: la zona geografica, il tipo di ricambi usati (originali, ricondizionati, importati da Cina, Turchia, Polonia...), il tipo di auto. «Il costo medio nazionale della manodopera è di 25-30 euro all’ora, ma anche in questo caso sono possibili delle oscillazioni anche notevoli» precisa Cenciarelli.
In conclusione: meglio scegliere un centro abilitato alle revisioni (per risparmiare l’equivalente del “disturbo” del meccanico), farsi fare controllo e preventivo dove è gratuito, se si ha tempo confrontare più preventivi, scegliere il centro anche in base al passaparola.
Infine, per limitare il “danno”, il cliente può chiedere un conto dettagliato, con evidenziate le spese per le diverse voci (manodopera, ricambi, tassa per la revisione).

Diamo i numeri
2 anni l’intervallo fra una revisione e l’altra
4 anni l’intervallo fra l’immatricolazione e la prima revisione
37 euro la tariffa ministeriale per effettuarla
45 euro la tariffa ministeriale media in Europa
64 i controlli effettuati in sede di revisione
130 euro la multa minima per chi viene trovato non in regola
150 euro (circa) la spesa media comprensiva di riparazioni
5.314 le officine autorizzate a effettuare le revisioni
1 milione le auto (o moto) che saltano il controllo dovuto ogni anno
10-12 milioni le revisioni annue in Italia

L’HO DIMENTICATA, CHE FARE?
Chi ha un’auto immatricolata nel ’99 e mai revisionata è fuori legge. L’obbligo della revisione era già scattato negli anni precedenti e bisogna mettersi in regola il prima possibile.
L’obbligo per le moto è stato introdotto nel 2001 e dal 2004 la situazione di moto e cliclomotori è stata equiparata alle auto (ma attenzione: non in tutti i centri revisionano anche i moto veicoli).
La revisione può essere anticipata (per esempio qualora si debba fare un lungo viaggio), in questo caso la successiva andrà fatta entro lo stesso mese. E se ci si accorge di aver saltato un controllo? Ci si può mettere in regola, con un rischio minimo di multe (e nuova revisione fissata due anni dopo il controllo effettuato).
Diverso il caso di chi viene scoperto dalle autorità preposte (Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia...). Immediato il ritiro del libretto di circolazione. Inoltre viene comminata una sanzione a partire da circa 130 euro fino a un massimo di 500 (raddoppiabile in caso di revisione omessa per più di una volta). Attenzione: se si è fermati in autostrada, la multa lievita e si deve abbandonare il veicolo sul posto.
Per tornare in possesso della carta di circolazione, bisogna rivolgersi agli uffici provinciali della Motorizzazione civile e avviare le procedure di revisione.

Per saperne di più
- Rivolgersi alla Motorizzazione civile della propria provincia
- Consultare www.piemmenews.it il portale della Polizia municipale
- Rivolgersi all’Aci (Automobile cub d’Italia), anche on line (www.aci.it).

di Lucia Ingrosso ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). Millionaire settembre 2005

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