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La favola bella di yoox.com
Venerdė 01 Dicembre 2006
Ha sedotto la regina Rania di Giordania, la v-jay di Mtv Victoria Cabello e Chris dei Coldplay. Ma anche tanti, tantissimi non Vip. Solo nel 2006, 240 mila persone hanno fatto acquisti su Yoox.com, il sito dei desideri per chi ama le griffe a prezzi scontati, nato in Italia e diffuso in 55 Paesi del mondo. Tra due anni sbarcherà in Borsa. Il suo fondatore si chiama Federico Marchetti, non è figlio di imprenditori, ha 38 anni e una laurea alla Bocconi. E’ partito sei anni fa nel momento clou di Internet grazie all’aiuto di un venture capitalist. Alle sue spalle? Soltanto un’idea forte e un team di giovani professionisti. Incontro nel quartier generale, a Milano zona Navigli, dove oggi lavorano 40 persone: età media, 29 anni.
Come si avvia un’impresa che tra due anni sarà quotata in Borsa e che ha collezionato moltissimi premi? «Ce l’ho fatta per insoddisfazione. Avevo 30 anni - dichiara Marchetti - e non mi piaceva il mio lavoro, nonostante fosse un impiego per una società prestigiosa. Ma non era quello che volevo fare, e alzarmi ogni giorno per andare in ufficio voleva dire "avere il magone". Così ho deciso di buttarmi: perché per me quel posto fisso non aveva significato e quindi con il licenziamento non perdevo nulla. Era arrivato il momento di fare quello che mi piaceva. E così mi sono ritrovato nel Natale del ’99 senza lavoro, senza soldi, senza un finanziatore, ma con un business plan in mano: era quello di Yoox, il sogno che coltivavo da tempo».
Tutto calcolato, dunque? «Sì e no. Nel senso che volevo fare l’imprenditore da quando avevo 15 anni e mi sbizzarrivo con mille progetti, a volte anche assurdi, come quello della mozzarella fatta con latte di gnu, impossibile da realizzare perché gli gnu sono animali selvaggi che non si lasciano mungere, o quello soltanto intuito 20 anni fa di un cellulare che fosse anche macchina fotografica, ma che non ho mai avuto il coraggio di presentare a nessuno. Insomma, ho sempre avuto tanta inventiva. Ma quando ero un adolescente, vivevo a Ravenna e non avevo soldi, e per realizzare i miei sogni ho pensato che prima avrei dovuto fare esperienza. Ho iniziato frequentando l’università Bocconi a Milano. E’ stato un caso, perché avevo accompagnato un amico a fare il test di ammissione e ci ho provato anch’io per gioco: lui è stato scartato, io invece sono riuscito a iscrivermi ai corsi. Poi sono andato a lavorare a Londra e negli Stati Uniti, dove lavoravo 90 ore la settimana e non avevo tempo per il mio sogno imprenditoriale».

di Maria Spezia ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2006

L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".

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