Paese ricco di itinerari insoliti, pieno di luoghi da non perdere, è noto come la “Terra dal cielo blu”: in Mongolia il clima è estremo, ma il sole splende oltre 260 giorni l’anno. E’ il territorio più spopolato del mondo: due milioni e mezzo di abitanti (meno che a Roma) su una superficie sei volte quella dell’Italia. E nonostante in inverno la temperatura sia di 40 °C sotto zero, fuori città la gente vive ancora in tende circolari dette gher, grandi 20 mq e smontabili in mezz’ora. «La Mongolia è un mio sogno» aveva confessato papa Giovanni Paolo II all’ambasciatore mongolo in Italia Chuluun Batjargal, e il suo desiderio è oggi condiviso dai turisti che, sempre più numerosi, vanno alla scoperta di un Paese ammirato nel film candidato all’Oscar 2005 La storia del cammello che piange. Nonostante le acrobate nazionali abbiano fatto parlare di sé nello spettacolo O del Cirque du Soleil, pochi sanno che in Mongolia c’è molto di più degli scheletri di 100 dinosauri ritrovati negli anni Venti e delle feste nomadi con sfilate in costume. Perché oltre a un ambiente naturale ancora incontaminato e a meraviglie architettoniche buddhiste, il Paese del più grande guerriero di tutti i tempi Gengis Khan affascina per i contrasti tra la recente crescita economica e i ritmi di vita antichissimi. Millionaire ne ha parlato con Roberto Ive, consulente di programmi di sviluppo economico e autore di libri sull’argomento che vive parte dell’anno in Mongolia.
E’ possibile per un italiano trasferirsi in Mongolia e fare impresa? «Al momento la Mongolia è un luogo dove essere presenti e investire, perché l’espansione economica è notevole. Ingegneri e architetti hanno tante chance, ma anche in altri settori ci sono diverse opportunità: basta saperle cogliere. Al momento sono attive due grosse aziende italiane, una nel settore calzaturiero e l’altra in quello del cachemire. E nella capitale già esiste un ristorante italiano che cucina la pizza».
Perché visitare la Mongolia? «Per i suoi spazi, i suoi orizzonti e quel senso di natura primordiale che ispira. E’ un posto come l’Amazzonia e il Polo, la natura qui esprime la sua forza e ci fa vedere un mondo in cui, a differenza dell’Occidente, non tutto è scontato. Un esempio? Il deserto del Gobi è un immenso territorio vuoto dove un incontro con un’altra persona è un evento quasi speciale».
di Maria Spezia (
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). L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2006
L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".
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