Casa: prezzi alle stelle. Per l’acquisto servono 18 anni di stipendio, nove se si lavora in due. Lo dice una ricerca del Cresme per la Lega Coop. Dieci anni fa, sempre in due, ne bastavano sette; vent’anni fa, cinque. I prezzi sono cresciuti del 51% negli ultimi sei anni (del 65% nelle grandi città). E gli affitti non sono da meno: nel 2007 assorbiranno il 40% della busta paga. Come fare? Una risposta possibile, a patto di avere un terreno disponibile, è la casa prefabbricata. Il trend è in pieno boom in Paesi come Austria e Germania, dove le case “in kit” rappresentano il 30% del mercato. Ma quali sono le differenze fra queste abitazioni e quelle in muratura?
«L’iter da seguire per edificarle, fino a un certo punto, è lo stesso di quelle tradizionali. Il primo requisito: disporre di un terreno di misure sufficienti e collegato da strade» illustra Arnaldo Giacomini della Eri di Omegna (VB) una delle aziende del settore, che realizza prefabbricati in tutta Italia.
Attenzione all’area di terreno necessaria: non contano solo le dimensioni, ma anche l’indice di edificabilità (l’area del terreno che si può occupare con una costruzione) e la distanza che si deve rispettare dai vari confini. Ecco perché, in un’area di 170 mq, alla fine sarebbe possibile costruire solo una stanzetta di tre metri per tre!
Una volta verificato che il terreno sia di dimensioni sufficienti, occorre presentare un progetto al Comune per ottenere la concessione edilizia. «Questo è l’aspetto più delicato: in teoria, dovrebbero bastare 30 giorni. Spesso ci vuole molto più tempo. A questo punto è necessario sia ottenere tutti gli allacci (a gas, elettricità, acqua, fognatura...), sia far preparare il terreno con una piastra di calcestruzzo, di cui noi diamo tutte le specifiche» prosegue Giacomini.
E’ adesso che si può decidere per l’opzione prefabbricata. Il primo, e principale vantaggio, riguarda i tempi di realizzazione. Alcuni, come la Blu Case Ecologiche di Trieste, assicurano di poter montare un’abitazione (fino a 180 mq) anche in un giorno. «La casa, in questa fase, si trova allo stato grezzo, cioè priva di impianti, porte interne, finiture, serramenti. Per averla chiavi in mano, servono dai 30 ai 60 giorni» spiega Stefano Radoicovich.
La possibilità di personalizzare è massima («come in una casa “normale”», assicurano gli addetti ai lavori) con ampia libertà nella scelta di metrature, disposizione di vani, colori e finiture.
La Eri realizza case fino a 500 mq, ma a un solo piano. «Abbiamo un sistema brevettato e utilizziamo componenti in calcestruzzo, che danno una serie di vantaggi: massima stabilità, resistenza al fuoco, ottima tenuta termica» spiega Giacomini.
E la risposta di Blu Case? «La struttura portante è in legno d’abete, previsti poi altri materiali isolanti. Il limite è in altezza: non si possono costruire palazzine alte. Il massimo a cui possiamo arrivare? Due piani con mansarda» spiega Radoicovich.
Anche la Rasom di Pozza di Fassa (TN) punta su edifici in legno, materiale che consente grossi vantaggi: biocompatibilità, isolamento termico, stabilità nelle zone sismiche e (anche se sembra strano) migliore resistenza al fuoco. Non a caso, le abitazioni in legno sono frequenti in Austria e Svizzera e sono addirittura l’80% in Canada.
Un ulteriore vantaggio delle case prefabbricate: in genere, lo spessore delle pareti interne è minore e quindi si guadagna in spazio vivibile. E i prezzi? «Molto competitivi, rispetto all’edilizia tradizionale – assicura Giacomini – Difficile generalizzare, ma circa 1.000 euro al mq per il prodotto chiavi in mano può essere una buona approssimazione. I pagamenti vengono poi programmati in cinque fasi, dalla sottoscrizione del contratto alla consegna dell’immobile. La Eri fornisce tutto il supporto tecnico-informativo necessario per l’ottenimento di un mutuo».
Fa eco Radoicovich di Blu Case: «Si parte da 7-800 euro al mq per un grezzo avanzato, per arrivare a 1.000-1.100 euro al mq per un’abitazione chiavi in mano. La convenienza rispetto a un’abitazione tradizionale dipende dal costo della manodopera. E’ difficile generalizzare, dal momento che questa voce varia sensibilmente da una Regione all’altra».
E se la famiglia che ha acquistato la casa decidesse di traslocare? Smontare l’abitazione e ricostruirla altrove è possibile, ma a patto di affidare l’operazione a un team di operai qualificati e di trovare un terreno con uguali caratteristiche.
E dal punto di vista legale? «A variare è il sistema di costruzione, ma quello che importa è che il risultato finale sia un bene immobile con tutti i requisiti di uno edificato con metodo tradizionale. Perciò occorre chiedere al costruttore precise garanzie dal punto di vista dell’isolamento acustico e termico, nonché della sicurezza» introduce l’avvocato Giorgio De Marinis, consulente dell’Unione nazionale consumatori. Ma quali i principali vantaggi? «La velocità di costruzione in primo luogo. E poi la possibilità, grazie alla modularità del processo di realizzazione, di utilizzare delle fonti energetiche alternative» conclude De Marinis. Per ulteriori informazioni, rivolgersi all’Unione nazionale consumatori (www.consumatori.it): nata nel ’55 è la più antica associazione per i consumatori in Italia.
Il libro
Da leggere per informazioni generali su comprare casa: Cerco casa – Nuove strategie e nuove regole per fare un buon investimento nel settore immobiliare (di Adriano Bonafede, Sperling & Kupfer, 14 euro)
Step by step
1) Verificare che il terreno abbia i necessari requisiti di edificabilità.
2) Presentare domanda al Comune per ottenere la concessione edilizia.
3) Provvedere ai collegamenti stradali (dove assenti) e agli allacciamenti (acqua, fognature, gas, elettricità).
4) Far realizzare una piastra in cemento.
5) Rivolgersi a un’azienda del settore. Ecco qualche riferimento: Eri di Omegna VB (tel. 0323 61670, www.eri.it); Sistem di Solignano MO (tel. 059 797477, www.sistem.it); Rasom di Pozza di Fassa TN (tel. 0462 763735, www.rasom.it); Blu Case Ecologiche di Trieste.
Vivere bene? Ci prova anche Ikea
Dopo aver conquistato il mondo con i suoi magazzini di mobili montabili e accessori, l’Ikea è entrata nel settore delle soluzioni prefabbricate (da acquistare o prendere in affitto). L’azienda è la BoKlok (alla lettera: «vivere bene») e punta su benessere, design e risparmio. I prezzi sono infatti più convenienti di quelli delle abitazioni tradizionali. In Scandinavia, dove case di questo tipo sono popolari da tempo, ci vivono oltre duemila persone. Nel Regno Unito le prime abitazioni saranno disponibili nella primavera del 2006. A differenza degli altri prodotti Ikea, non sarà possibile il fai-da-te: a costruirle sarà esclusivamente personale specializzato. Chissà per quando è previsto lo sbarco in Italia... INFO: www.boklok.com
ll franchising in una stanza
«L’interesse per le case prefabbricate è grande, in tutta Italia. Ma noi, da Trieste, non possiamo seguire lavori troppo lontani dalla nostra zona». Questa, in sintesi, la motivazione che ha spinto Stefano Radoicovich, fra i soci fondatori di Blu Case, a prendere in considerazione la possibilità dell’affiliazione. L’iniziativa è stata lanciata al Salone del franchising di Milano (fine ottobre), riscuotendo un buon interesse. La proposta è rivolta principalmente agli addetti ai lavori (ristrutturatori, artigiani...) già in possesso delle conoscenze tecniche specifiche. Ma non esclude altri aspiranti imprenditori interessati al settore, privi di esperienza diretta. Questa seconda categoria si presta per la realizzazione di abitazioni allo stato grezzo, mentre per fornire abitazioni chiavi in mano, l’esperienza nel settore è necessaria. «L’investimento iniziale si aggira sui 25 mila euro, comprensivo delle attrezzature per un ufficio di 40-50 mq, della pubblicità iniziale (fondamentale, dal momento che si tratta di un prodotto nuovo) e della fee d’ingresso (8-12 mila euro)» conclude Radoicovich.
INFO: tel. 040 577303, www.blucase.com
di Lucia Ingrosso (
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). Millionaire dicembre 2005
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