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In slitta con i cani
Giovedì 01 Dicembre 2005


L’esperienza, per chi ama i cani e la neve, è una di quelle indimenticabili. Si chiama sleddog e significa filare su una slitta trainata da un muta di cani. E’ lo sport che fa rivivere le emozioni dei cercatori d’oro di fine Ottocento, che in mancanza di motori e tecnologia si facevano trasportare su slitte trascinate dai quattrozampe più resistenti, capaci di sopportare le temperature proibitive degli inverni nordamericani. Oggi le tradizioni del più antico mezzo di trasporto dell’Artico sono tramandate nella Iditarod (cioè posto lontano nella lingua degli indiani Ingalik), la mitica corsa che si svolge in Alaska in marzo: più di 1.800 chilometri percorsi a una temperatura media di 20 gradi sottozero (www.iditarod.com). Il percorso della gara ricalca quello della staffetta compiuta nel 1925 per portare nella cittadina di Nome, nell’estremo Nord dell’Alaska, fiale di vaccino antidifterite e scongiurare così una minaccia di epidemia: impresa portata a termine grazie a un cane (secondo alcuni Balto, secondo altri Togo), che aiutò il conducente a non perdersi in una bufera di neve. I partecipanti della Iditarod, classificati in “mushers” (guidatori esperti) e “rookies” (che gareggiano per la prima volta), per vincere devono raggiungere il traguardo con almeno cinque dei 16 cani schierati alla partenza e possono scegliere se correre di notte o di giorno. Vietato dormire in tenda (è consentito solo il sacco a pelo) e abbandonare per strada i cani esausti, che vanno trasportati sulla slitta fino al più vicino pit stop. Record da battere: nove giorni e tre ore. All’ultimo arrivato è data in premio una lanterna.
Imparare è facile. Lo sleddog è uno sport per tutti. Sotto la guida di un abile musher, si può cominciare a girare in meno di un’ora. «Per praticarlo non sono necessarie doti particolari. Così, negli ultimi anni, più di cinquemila appassionati si sono avvicinati allo sleddog» spiega Massimo Bassan, presidente Fimss (Federazione italiana musher sleddog sport, www.fimss.com). Molte sono le varianti su terra, ma il guidatore non è mai passivo. Non si fa mai trainare completamente dagli animali: su slitta, bici o sci, il musher cerca di alleviare quanto più possibile la fatica dei cani. «Si inizia a correre dall’età di cinque-sei anni. Un adulto che frequenta un corso di 40 ore presso una scuola specializzata è in grado di condurre i cani da solo, con 20 ore in più di corso si può accedere alle gare» prosegue Bassan.
In competizione si utilizzano cani di razza nordica, come il Siberian Husky, veloce e leggero, l’Alaskan Malamute, forte e adatto alle lunghe distanze, il Samoiedo, adattissimo alla corsa e il Groenlandese, perfetto per gli sforzi prolungati. «L’intesa e l’armonia tra il musher e la muta è paragonabile a quella di un direttore d’orchestra con gli orchestrali: l’amore per questi animali è la molla che anima questo sport. Per addestrarli è necessaria una buona dose di pazienza e una discreta capacità tecnica, indispensabile a insegnare loro a eseguire gli ordini e a sopportare l’imbragatura, mantenendosi allineati agli altri. Il divertimento che si prova a condurre una muta di una decina di cani è paragonabile all’emozione di guidare una Ferrari: per chi desidera farlo, la difficoltà più grande è l’allestimento di un luogo adatto agli animali, sufficientemente protetto e aerato» racconta Ararad Khatchikian, gestore della Scuola internazionale mushing (www.ararad.net) di Tarvisio (UD), che più volte ha partecipato alla Iditarod. La costruzione di un team valido di cani incomincia dall’individuazione di animali simili tra loro per altezza e corporatura, e prosegue con la scelta, all’interno del gruppo, di un leader che oltre a guidare gli altri sia adatto a cercare la pista anche nelle condizioni atmosferiche più sfavorevoli. Nella muta si distinguono poi gli swing dogs, cioè i cani in grado di sostituire i leader in caso di stanchezza, i team dogs paragonabili ai gregari di un gruppo ciclistico e gli wheel dogs, che imprimono la direzione della slitta soprattutto in curva e per questo motivo sono posizionati subito davanti al conducente.
«Gli animalisti che collaborano con la Fimss hanno constatato che non maltrattiamo i cani: il nostro obiettivo è di essere in grado di gestire il loro naturale desiderio di correre. Con loro si instaura un rapporto particolarissimo, perché si impara a controllare la loro irruenza senza ricorrere alla frusta, agli speroni o essere seduti su di loro come si fa con un cavallo: sbaglia chi urla ai cani, perché il loro udito eccezionale consente di sentire anche gli ultrasuoni. Il bravo musher sussurra gli ordini anche quando è separato da metri di distanza dal capomuta che si trova in testa a un gruppo di 16 cani. Chi ha bisogno di urlare per farsi obbedire rischia l’ammutinamento. Praticare lo sleddog significa imparare a dirigere un team di lavoro anche in condizioni di difficoltà e trovare soluzioni agli imprevisti anche quando si è soli nel mezzo di una foresta: per questo organizziamo anche un corso di formazione dedicato ai manager della durata di due giorni, strutturato a seconda delle problematiche aziendali» prosegue Khatchikian.
In Italia la maggior parte dei centri si strova nelle Alpi Occidentali. Si segnalano le scuole di Pian Cansiglio (BL, tel. 0437 49123) e Piandelagotti (MO, tel. 0584 951526), ma il centro storico dello sleddog è a Ponte di Legno (BS, www.scuolaitalianasleddog.it), dove si organizzano corsi per principianti ed esperti. «Per chi preferisce l’estero, in Scandinavia ci sono spazi ideali per lo sleddog, dove immergersi nella natura senza lasciare tracce, sentendo solo il rumore delle zampe dei cani sul terreno: lì è possibile fare escursioni di più giorni senza incrociare altre persone. Alaska, British Columbia canadese e regioni del fiume Yukon sono poi le zone magiche di questo sport, perché alle emozioni dell’attività fisica e degli spazi immensi si aggiungono quelle del contatto con le popolazioni indiane del Nord America» conclude Khatchikian.

Quanto costa (in euro)
20, il prezzo di una lezione di 30 minuti con insegnante
20, il costo del mantenimento mensile di un cane
60, la spesa d’acquisto di imbragatura per i cani, cintura e moschettone di fissaggio
450, il costo base di una slitta
500, il prezzo base di un cane con pedigree
600, il prezzo di un corso di 20 ore.

Cani da competizione
In competizione si utilizzano cani di razza nordica.
> Siberian Husky è veloce e leggero
> Alaskan Malamute è forte e capace di sopportare lunghe distanze
> Samoiedo è adattissimo alla corsa
>Groenlandese è un cane perfetto per gli sforzi prolungati

Quando non c’è neve
Chi ama i quattrozampe e ne possiede uno di taglia media (come i dobermann, i labrador e i golden retriever) può divertirsi e tenersi in forma anche in assenza di neve. Per praticare il dog trekking e fare una corsa in un parco cittadino, basta fissare alla cintura una corda da traino che all’estremità opposta sarà agganciata all’imbragatura indossata dall’animale. In alternativa ci sono il bike joring, la corsa con i cani e una mountain bike, oppure il kart joring, in cui al posto della slitta si utilizza un carrello su ruote dotato di un freno. In inverno si può praticare anche lo sky joring, con ai piedi gli sci da fondo.

Libro
Per chi vuole leggere le vicende di una gara emozionante
A. Khatchikian, Sulle orme di Balto. 1.200 chilometri in Alaska. Da Tarvisio a Nome, sul mare di Bering, edizioni Rai-Eri, 14 euro.

di Maria Spezia ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). Millionaire dicembre 2005

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