Martedė 07 Febbraio 2012
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State in guardia
Era andato in Irak a cercare fortuna. E buoni guadagni. Un uomo a cui un’allergia alla farina aveva impedito di lavorare nella panetteria di famiglia. Da lì si era costruito una nuova professionalità: arti marziali, corsi specifici. Fino al tragico epilogo che si è consumato in Irak. «Dopo la morte di Fabrizio Quattrocchi, le richieste di informazioni sui nostri corsi per guardie del corpo sono aumentate del 300%» confida Vito Calise, direttore di Isc Group Srl. Un mestiere che continua ad affascinare, dunque, nonostante i rischi. O, forse, anche per quelli.
Ma facciamo un passo indietro: quali sono i lavori che gravitano intorno alla sicurezza personale? «In Italia, il ruolo del guardaspalle che vigila sull’incolumità di una persona non è contemplato dall’ordinamento giuridico. «La tutela delle persone, infatti, è demandata alle forze dell’ordine - puntualizza Calise - e così gli istituti del settore devono trovare un escamotage e “fare finta” di custodire un oggetto del cliente, anche un orologio da polso». Per evitare simili paradossi, in Parlamento sono in attesa tre progetti di legge, già assegnati alle commissioni competenti, ma non ancora presi in esame.
Del resto, si può lavorare nella sicurezza con ruoli e a livelli diversi: dalla guardia giurata al mercenario, passando per la body guard. La prima realtà che viene in mente è quella degli istituti di vigilanza, che garantiscono la sicurezza di strade e metropolitane, fabbriche e banche. Qui lavorano le guardie giurate, professionisti armati e competenti, con gratificazioni non sempre all’altezza dei rischi corsi. La trafila non è semplice. Racconta Roberto Maccarrone, guardia giurata di Milano: «E’ fondamentale avere la fedina penale pulita. Poi si fa domanda presso i vari istituti di vigilanza. Quando si viene chiamati, bisogna superare test psico-attitudinali e un colloquio con lo psicologo. A quel punto, parte l’addestramento: teorico e pratico. Le esercitazioni al poligono di tiro consentono di ottenere il porto d’armi. Ogni anno si devono fare delle esercitazioni al poligono e rinnovare la licenza». E il lavoro? «E’ sicuro, ma duro. Si lavora anche 12 ore. Con i turni di notte e i riposi che non sono quasi mai durante il fine settimana». Per i guadagni? «La base minima è di circa 750 euro. Poi ci sono le indennità per il lavoro stradale e notturno. La media è di 900 euro al mese» conclude Maccarrone.
Di maggior appeal e guadagni superiori è la figura del body guard, il guardaspalle di politici, imprenditori e Vip. «La rigida normativa frena gli sviluppi del settore, che potrebbero essere notevoli» spiega Carlo Biffani, amministratore della Start Sicurezza. I requisiti? «Servono prestanza fisica e buona salute, una certa intelligenza» spiega Calise. Ma c’è di più. Serve un notevole spirito di sacrificio. Continua Biffani: «I turni di lavoro sono spesso lunghi (fino a 16 ore) e si svolgono in condizioni difficili. Occorre flessibilità, capacità di soddisfare le esigenze del cliente e di lavorare in team, perché le squadre si compongono di almeno tre persone».
Ma come si comincia? «Un corso può andare bene - prosegue Biffani - ma va scelto con cura: da valutare la serietà e l’esperienza della scuola. Meglio preferire le strutture che non si occupano solo di formazione, ma offrono anche sbocchi occupazionali. Valutare il programma: se il 50% delle materie è legato ad armi o difesa personale, meglio scartarlo. In Italia l’uso delle armi è rigidamente regolamentato e il ricorso allo scontro fisico è l’extrema ratio».
Un corso base dura almeno una settimana (costo a partire dai mille euro) e uno avanzato, almeno un anno. Una buona palestra è rappresentata dall’attività di security in discoteche e concerti. «Poi bisogna proporsi attivamente - suggerisce Vito Calise - e puntare sui settori più promettenti. Fra qualche mese, per esempio, entrerà in vigore una legge che fissa gli standard di sicurezza dei porti. Facile prevedere l’esigenza di personale qualificato nei principali scali marittimi. Lo stesso vale per gli aeroporti: ai varchi la vigilanza privata sta sostituendo le Forze dell’ordine. In questo caso, bisogna informarsi sui corsi riconosciuti dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile, www.enac-italia.it). E ancora: il settore turistico. Bisogna proporsi agli istituti che forniscono personale agli alberghi di lusso e alle navi da crociera».
Per i guadagni? Si parte da 100-150 euro al giorno, per i free lance. Chi ha esperienza arriva anche a 4.500 euro al mese. Incarichi più qualificati a fianco di politici e Vip possono fruttare anche 7.000 euro al mese, ma spesso sono in nero (senza garanzie e difficili da giustificare agli occhi del Fisco). I dipendenti di un’agenzia investigativa o di un istituto di vigilanza hanno invece una busta paga che può superare i 30 mila euro lordi l’anno.
Diverse le cifre dei “mercenari”, che lavorano sui fronti caldi. «Le guerre, ma più spesso ancora i dopoguerra, esigono la presenza di vigilantes e body guard. Spesso sono ex-militari inglesi o americani, che chiedono un congedo dall’esercito per lavorare un anno da privati e spuntare stipendi da 500-700 euro al giorno. Gli italiani rappresentano una “bassa manovalanza”, con alti rischi e stipendi a partire da 200-300 euro al giorno» conclude Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi difesa.

Diamo i numeri
Ecco i dati del business (ufficiale della sicurezza in Italia)
2.000 le imprese
6.500 gli addetti
900 milioni di euro il valore della produzione
(Fonte: Databank)

Tutto il pericolo del mondo (piantina mondo con frecce)
Si è specializzato nel fornire servizi di sicurezza agli studios cinematografici. Chris Palmer assicura che il mondo è più pericoloso di quanto si creda. La sua società ha distribuito una piantina con i vari livelli di rischio-Paese.
> Messico, Argentina, Brasile, India e Filippine: pericolo rapimento
> Sudafrica ed Est europeo: rischio criminalità
> Bolivia, Brasile, Ecuador e Perù: attenzione alle malattie
> Islanda, Groenlandia e Canada: le regioni più sicure del mondo

Storie
«La mia vita in prima linea»
In principio c’è stato un diploma in chimica, poi due anni di medicina, quindi il servizio militare, con tre mesi in Libano. Racconta Claudio Bramati: «Al ritorno, ho cominciato a occuparmi della sicurezza ai concerti e delle scorte, ma con la preparazione dell’esercito. Finché, nel 1988, una società del settore mi fa una proposta che non posso rifiutare». Al giovane, di cui sono state intuite le potenzialità, viene offerto un corso di addestramento alla Esi (Executive security international) in Colorado, Usa. Un bel “regalo”, visto che all’epoca il costo veleggia intorno agli attuali 30 mila euro. Dopo sei mesi di addestramento, altrettanti di pratica e una notevole esperienza, Claudio torna in Italia. E qui comincia a occuparsi di formazione e a svolgere la professione di guardia del corpo come libero professionista. «Ho lavorato nel mondo della moda, con attori e soubrette, uomini politici e imprenditori. L’incarico più remunerativo era per un onorevole: guadagnavo moltissimo, ma lavoravo anche 18 ore al giorno e non avevo una vita privata. Nella moda, più che una necessità rappresentavo uno status symbol e questo non mi piaceva. Più gratificanti gli incarichi nel mondo dello spettacolo e del jet set: lavorare a fianco di personaggi del calibro di David Bowie, Ray Charles e della famiglia Kennedy è stata una grande esperienza». L’incarico più pericoloso però lo vive nel corso di una parentesi in Venezuela, al servizio di un proprietario terriero. «Abbiamo subito un agguato e siamo stato coinvolti in un conflitto a fuoco. Ma - sostiene con convinzione - il ricorso alle armi deve essere l’ultima chance. Quando si spara, e per quanto si possa essere bravi, non si sa mai come andrà a finire».
Oggi, dopo anni in prima fila, Claudio ha optato per una sistemazione più tranquilla: responsabile sicurezza di una multinazionale. L’idea era quella di rimanerci qualche mese, per riposarsi. Poi lì ha trovato l’amore e un contratto da dipendente, dopo una vita da “cane sciolto”. «Mi hanno proposto un ingaggio in Irak: 18 mila dollari il primo mese, 40 mila a partire dal quarto. Era una bella somma, ma non c’erano le condizioni per operare e non era previsto un piano di emergenza». E per il futuro? «Quando mi sarò rassegnato alla vita d’ufficio, mi reinventerò come perito balistico. O aprirò un’agenzia di sicurezza per scorte».

L’attrice francese Isabelle Adjani preferisce le donne come guardie del corpo. L’arma più micidiale del suo “angelo custode” è la seduzione. Il suo ruolo? Attirare tutta l’attenzione su di sé. In modo che nessuno si accorga che sta passando una star.

tre mesi a fianco di una star (Madonna?)
Si definisce uno dei migliori e più pagati “gorilla” del pianeta e ha scritto un libro: Body guard. Il diario di bordo di una guardia del corpo al servizio del gotha dei Vip, con lo pseudonimo di Chaman Tincazzi, (Valter Casini editore, 16 euro). Confida l’autore: «Mi intrigava l’idea di un lavoro in cui bisognasse sempre pensare a quello che con ogni probabilità non sarebbe mai accaduto». Nel libro racconta tre mesi a fianco di una nota rockstar (Madonna?), fra la Toscana, Acapulco e New York.

I ferri del mestiere
> Da leggere
- Il manuale della guardia del corpo, di Gérard Desmaretz, Edizioni Mediterranee, 12.95 euro. L’autore, detective e addestratore di body guard in Francia, offre un percorso formativo completo.
- Analisi difesa (www.analisidifesa.it) è la prima rivista elettronica, gratuita, dedicata alla politica e all’analisi militare.
- La guardia del corpo. Insegnamenti di base ed esperienze di una professione avvincente, di Gianfabio Scaramucci, Editrice La Mandragora, 10.33 euro. Come vestirsi e comportarsi, che arti marziali conoscere e quali armi usare.

> I corsi
- La European body guard association offre il corso base di una settimana a 1.900 euro (prossima edizione 18-24 ottobre a Pisa), oltre a vari seminari a partire da 520 euro.
INFO: tel. 0331 458525, www.europeanbodyguard.it
- L’Isc Group organizza un corso di una settimana, a Caserta, a 1.200 euro più Iva (200 euro per vitto e alloggio).
INFO: Numero Verde 800 090510, www.italiasecurity.it
- Il non plus ultra della formazione è offerto dall’americana Esi. I suoi corsi richiedono un notevole investimento di tempo e denaro: si parla di decine di migliaia di euro.
INFO: Executive security international, www.esi-lifeforce.com


«E’ un lavoro che si fa più col cervello che con i muscoli. E’ fondamentale essere nel posto giusto al momento giusto. Ma, soprattutto, evitare di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato».

di Lucia Ingrosso Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , Millionaire Luglio/agosto 2004


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