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Home Lavoro NON TI MUOVERE (da casa)
Fa aumentare la produttività (anche del 60%), riduce i costi e assicura un’impennata alla qualità del lavoro. Il telelavoro convince negli Stati Uniti e spopola in Europa (in tre anni, il numero di telelavoratori è più che raddoppiato). Eppure, l’Italia resta al palo. Le ultime rilevazioni parlano di un 3% della forza lavoro. Non solo: appena un 20% del totale è rappresentato da personale dipendente con regolare contratto. «Il telelavoro - afferma Patrizio Di Nicola, sociologo e consulente - conviene più alle aziende, che ai lavoratori. A loro vantaggio ci sono notevoli aumenti di produttività, risparmi sui locali, una maggiore libertà nell’ampliare lo staff e variare gli orari di lavoro. Ma sono ancora poche le imprese che offrono questa possibilità ai loro dipendenti».
Eppure, qualcosa si sta muovendo. Nei mesi scorsi è stato firmato l’accordo fra tutti i sindacati e le associazioni imprenditoriali (con un’identità di vedute che non ha precedenti) proprio sul telelavoro (il testo integrale dell’accordo si trova on line su www.rassegna.it/2004/doc-cgil/accordo%20telelavoro.rtf). Oggi chi lavora da casa ha gli stessi diritti del collega che sta in ufficio, stipendio e ferie compresi. Il luogo di lavoro deve rispettare la legge sulla sicurezza, le attrezzature sono fornite dall’azienda e al telelavoratore sono garantiti l’accesso all’impresa e l’incontro con i colleghi. Naturalmente il telelavoro scaturisce da un accordo volontario (da parte sia del lavoratore, sia dell’impresa) ed è reversibile. Molte aziende, soprattutto di grandi dimensioni, stanno inserendo nei propri contratti la possibilità del telelavoro. Eppure, da qui a concederlo, davvero il passo è lungo.
Alle aziende mancano ancora dei reali incentivi, salvo l’aumento della produttività (che è però una prospettiva e non una certezza). Non potendo usufruire di agevolazioni o finanziamenti, l’atteggiamento più diffuso degli imprenditori è: ok al telelavoro, ma non da dipendente. Ecco perché la stragrande maggioranza di chi lavora per l’azienda, ma non in azienda, lo fa da libero professionista o collaboratore esterno.
Una scelta di vita, quindi, che offre flessibilità. Ma che ne richiede anche. D’altro canto, visti i vantaggi che si prospettano per i lavoratori, il cambiamento può valere il rischio. «Fra i pro della scelta - esordisce lo psicologo Paolo Vergnani – c’è sicuramente il risparmio nei tempi di spostamento: in media, un’ora e mezzo di vita guadagnata al giorno. Poi, la possibilità di gestirsi in autonomia gli orari, in base ad attitudini e impegni personali. E ancora: tranquillità, maggiore relax, possibilità di passare più tempo con familiari e amici». In un mercato lavorativo che offre sempre meno garanzie di lavoro “vitalizie” (anche ai dipendenti), non conviene fare rinunce o avere una cattiva qualità della vita. Se si soffre della vita d’ufficio, meglio fare il “grande passo” quando si è ancora in tempo. Prima di ritrovarsi a 50 anni senza lavoro e con tanto stress accumulato. «Il primo tentativo, in ogni caso, è sempre quello di chiedere al proprio titolare la possibilità di lavorare da casa. Per aumentare le proprie chance di successo - suggerisce Di Nicola - consiglio di presentare all’imprenditore un dossier con tutti i vantaggi del telelavoro: dal risparmio dei costi logistici, alla flessibilità, fino all’aumento di produttività».
E se il capo proprio non ci sente e l’esigenza di lavorare da casa (nel senso sia di abitazione, sia di luogo natale) è forte, il consiglio è quello di buttarsi. Del resto, come recita un proverbio arabo: «Chi vuole fare qualcosa, trova il modo. Chi non vuole, trova una scusa». Le possibilità, del resto, sono numerose. «Il telelavoro si presta per tutte le professioni intellettuali - prosegue Paolo Vergnani - mentre domani tutte le professioni non intellettuali saranno svolte da macchine. Queste due osservazioni fanno capire quale sarà l’impatto del telelavoro nel prossimo futuro».
Salvo per alcuni lavori, che continueranno a richiedere una presenza fisica (chirurgo, commessa, idraulico, hostess…) le possibilità concrete abbondano nei più diversi settori. Possono, invece, lavorare da casa molte persone che svolgono mestieri creativi (pittori, scultori, scrittori…), quelle che lavorano nell’editoria (giornalisti, correttori di bozze, grafici…), ma anche traduttori, operatori di call centre, addetti al data entry, webmaster, programmatori.
distici
«Chi vuole fare qualcosa, trova il modo. Chi non vuole, trova una scusa» proverbio arabo
«La mia è stata una scelta di vita. I vantaggi: ritmi più umani, qualità della vita altissima, stress e traffico dimenticati. Per contro, autodisciplina e metodo, altrimenti il rischio è quello di lasciarsi andare». Marta Matteini, telelavoratrice
Diamo i numeri
720 mila
Il numero dei telelavoratori censiti in Italia (1999)
10 milioni
I telelavoratori in Europa
20 milioni
I telelavoratori negli Stati Uniti (il 17% della popolazione attiva è occupata almeno un giorno alla settimana lontano dall’azienda)
21 milioni
I telelavoratori in Europa (nel 2002)
15%
L’aumento medio della produttività (ma si può arrivare a quote ben superiori), mentre le assenze per malattia diminuiscono drasticamente (-30% in Italia, -63% negli Usa)
5 mila euro
La stima dei minori costi complessivi sostenuti per singolo dipendente, grazie all’utilizzo del telelavoro (risparmio sui locali)
Qui si fa così
Quota sul totale dei lavoratori (escluse le piccole attività in proprio)
Olanda: 21%
Danimarca 18%
Finlandia: 16%
Svezia: 15%
Regno Unito: 12%
Belgio: 8%
Austria: 7%
Francia: 4%
Italia: 3%
Spagna: 2,8%
Portogallo: 2%
Media europea: 7%
(Fonte: Sibis)
La stanza ideale
Ecco il locale che i telelavoratori scelgono per la loro attività professionale.
Studio: 41%
Soggiorno-sala da pranzo: 19%
Sala hobby: 18%
Camera da letto: 13%
Altro: 10%
(Fonte: www.telelavoro.rassegna.it)
Idee
Resto in casa e mi metto in proprio
Mettersi in proprio lavorando da casa è una scelta piena di vantaggi. Si risparmiano i costi di allestimento di un ufficio, già disponendo degli spazi necessari. Si possono scaricare per intero le spese telefoniche e in parte quelle d’affitto (e condominiali). Che cosa fare? Ne abbiamo parlato con Antonio Montefinale, consulente in creazione di impresa.
Asilo nido in casa. I nidi comunali non bastano a soddisfare le richieste e così ci sono spazi (e finanziamenti) per gli imprenditori privati. Basta una stanza in più per ospitare fino a sette bambini. Esistono anche due franchising (Happy Child: tel. 02 70607464, www.happy-child.it e Quaqquaraquà: tel. 02 4816467, www.quaqquaraqua.it). Millionaire ha trattato l’argomento sul numero di dicembre 2003.
Società di catering. Si può cominciare da casa a preparare pietanze o pasti da consegnare a privati e locali. Attenzione al rispetto delle norme igieniche. Fondamentali la scelta delle attrezzature e delle materie prime. Da leggere: Come avviare un’attività di banqueting e catering e Come avviare un’attività di ristorazione a domicilio, edite da Creaimpresa (info: tel. 010 322022, www.creaimpresa.it).
Attività di cucito e riparazioni. Sarti non ci si improvvisa, ma chi ha già delle abilità, può fare buoni affari. In città, per una riparazione base (come un orlo) si parte da 5 euro. Fondamentale il passaparola e il contatto con negozi di abbigliamento e tintorie.
Organizzazione di eventi e matrimoni. Bastano un computer, un telefono e moltissimi contatti con i fornitori (ristoratori, parrucchieri, fiorai…). I clienti si trovano grazie alla pubblicità locale o su Internet. Promettente il filone degli stranieri che si sposano in Italia in luoghi da sogno. Per trovare idee, si possono consultare i portali dedicati al matrimonio, come: www.miomatrimonio.com e www.lunadimiele.net.
Attività telefonica. Il telefono è il mezzo ideale per lavorare da casa. Può essere lo strumento di base per svolgere attività di telemarketing (vendere e promuovere prodotti), o fissare appuntamenti di vendita. Da tenere presente che raramente i call centre si servono di personale esterno. Fra i possibili datori di lavoro, meglio puntare su piccole imprese e venditori.
Altre attività. Dall’attività di redazione testi (articoli, biografie aziendali…) ai lavori redazionali (correttore di bozze), dall’attività di grafica e promozione (ideazione e realizzazione di biglietti da visita, brochure, pubblicità…) ai lavori legati a Internet (web master, web designer…) e all’informatica. Un’altra opportunità è quella di utilizzare Internet, ed e-Bay in particolare, per la propria attività di vendita.
La guida
Cerchi un’idea per metterti in proprio? La guida Come avviare un’attività di servizi telelavorando da casa (in vendita a 77 euro, comprensiva di software, info: tel. 010 322022) elenca una serie di attività da svolgere da casa, con relative indicazioni e piano di fattibilità. Fra queste: amministrazione di condominio, consulenza per tesi di laurea, selezione di personale domestico, telesegretariato, archiviazione di dati su cd rom… Dà infine la possibilità di lavorare da casa, pur se non rientra certo nel telelavoro, anche l’attività del bed & breakfast (vedi Millionaire luglio-agosto 2004).
Storie/1
«Per me non ha funzionato»
Marco Liguori, 41 anni, giornalista e scrittore di Napoli
«Ho sempre lavorato in redazione, tranne una parentesi di lavoro da casa. E’ stata un’esperienza che non ripeterò, perché non si adatta al mio lavoro. Quella giornalistica è un’attività di squadra, che vive e si alimenta del contatto e del confronto quotidiano con i colleghi. E poi, quando sei lontano dalla redazione, ti senti tagliato fuori. E rischi che il capo, non potendoti guardare in faccia ogni mattina, sia meno in grado di giudicare te e il tuo lavoro. Qualche mese fa ho firmato insieme a un collega, Salvatore Napolitano, il libro Il pallone nel burrone, sui conti del calcio. L’abbiamo scritto in ufficio, perché qui abbiamo collegamenti migliori e più informazioni a disposizione. E poi, di nuovo, il confronto fra noi era indispensabile».
Storie/2
«Così rendo il massimo»
Claudia Molinari, 35 anni, traduttrice di Milano
«Lavoro da casa da dieci anni. Ho iniziato per caso e mi sono trovata subito bene. I vantaggi non si contano: puoi gestirti gli orari come vuoi, sei autonomo, hai tempo e modo per organizzarti al meglio la vita e il lavoro. Per due anni ho lavorato in un ufficio, ma non mi è pesato troppo: il posto era piccolo, vicino a casa e avevo un orario molto flessibile. Ma non potrei mai adattarmi a stare in un ufficio dalle nove alle sei. A me piace che il mio lavoro sia legato agli obiettivi e non alla presenza alla scrivania. Tentazioni? Se lavori sodo, di certo non pensi a vederti un film o svaligiare il frigo. Anzi, spesso mi dimentico di mangiare e faccio pausa alle tre e non all’una. I contatti umani non mi mancano, dopo che ho finito il mio lavoro. E mentre traduco, c’è la radio a farmi compagnia».
Storie/3
«Vivo a 20 metri dal mare, lavoro con Piazza Affari»
Francesco Pilotti, 36 anni, consulente finanziario di Giulianova (TE)
«Ho lavorato per quattro anni a Milano, nella finanza, come valutatore di opportunità di investimento. Ma la vita in città è dura, specie per uno che non ci è nato. Così ho fatto una scelta di vita che è iniziata come un esperimento. Sono tornato a Giulianova, ho attrezzato casa mia e ho cominciato a telelavorare. Il rischio era quello che la lontananza da Milano, che è il cuore della finanza italiana, peggiorasse la qualità del mio lavoro. Ma non è stato così. Grazie alla tecnologia (Internet veloce, videoconferenze, e-mail) sono rimasto nel giro. E l’esperimento, che va avanti da due anni e mezzo, è oggi una scelta consolidata. La qualità della vita non è paragonabile: adesso vivo a 20 metri dal mare, ho spese molto inferiori e posso finalmente crearmi una famiglia lontano dall’inquinamento e dallo stress della città».
Decalogo del buon telelavoratore
Lo psicologo Paolo Vergnani presenta una serie di consigli per chi vuole puntare sul telelavoro, massimizzando le proprie chance di successo
1) Un esame di coscienza. Bisogna capire se si hanno le caratteristiche giuste per telelavorare, e cioè: autonomia relazionale (capacità di reggere la solitudine), organizzazione (capacità di gestire scadenze e carichi di lavoro), capacità di sopportare l’ansia (senza bisogno di doverla scaricare sui colleghi).
2) Fai una prova. Cominciare con un esperimento di pochi mesi, per mettersi alla prova e valutare meglio pro e contro.
3) Obiettivi. E’ fondamentale lavorare per obiettivi, fissandosi traguardi e tempi da raggiungere.
4) L’ufficio in casa. Distinguere bene le aree destinate al lavoro da quelle dedicate alla famiglia e al relax.
5) Occhio all’immagine. Un aspetto curato (come se si andasse in ufficio o quasi) aiuta a essere più attenti anche sul lavoro.
6) Chiudi il frigo. Fare attenzione alle minacce a produttività e concentrazione, rappresentate da tv, radio, frigorifero…
7) Presenza. Rimanere in contatto con l’ufficio e i colleghi a distanza, con telefonate abituali e visite periodiche. Questo aiuta a rimanere aggiornati e a non venire tagliati fuori.
8) Aperitivo forever. Non rimanere tutto il giorno chiusi in casa a lavorare, ma mantenere degli spazi di socialità (un aperitivo con gli amici, una commissione…).
9) No ai pregiudizi. Non lasciare che qualcuno sminuisca il lavoro fatto, solo perché svolto da casa.
10) No al doppio lavoro. Mamme, attenzione a non farsi schiacciare dal doppio lavoro. Lavorare da casa e avere contemporaneamente sott’occhio i bambini è piacevole. Ma può diventare anche molto faticoso.
Occhio a…
Il vero e il falso dell’on line
Navigare alla ricerca di occasioni riserva qualche brutta sorpresa. Abbondano annunci del tipo «Offresi facile lavoro a domicilio, guadagni assicurati», «Lavora da casa e conquista l’indipendenza economica». Ma proposte del genere (che si trovano anche in volantini e periodici di annunci gratuiti) sono vaghe quanto illusorie. Qualcuno vi proporrà di vendere prodotti dimagranti. Qualcun altro vi offrirà di partecipare a una catena di S. Antonio. Diffidate di chi non spiega chiaramente il lavoro, chiede dei soldi per inviare un fantomatico “manuale di istruzioni” e propone lavoro di assemblaggio giocattoli o trascrizione indirizzi (in genere, si tratta di truffe). Purtroppo il lavoro facile e redditizio a domicilio è una chimera.
Sui siti italiani è difficile trovare informazioni aggiornate sul telelavoro. In genere si trovano notizie su esperimenti, datati e poco replicabili, attuati da imprese ed enti locali. Impossibile trovare invece opportunità concrete. Da tenere d’occhio: www.telelavoro.rassegna.it; www.societitalianatelelavoro.it.
Più ricco il panorama Usa, patria del telelavoro. Per avere una guida nella navigazione, si può partire dai siti delle due riviste Entrepreneur (www.entrepreneurmag.com) e Fast Company (www.fastcompany.com).
Telelavoro, sì o no?
PRO
- Risparmio di tempo negli spostamenti (in media: un’ora e mezzo al giorno)
- Risparmio economico (benzina, baby sitter, pasti fuori casa…)
- Minore stress (altrimenti dovuto a traffico, scontri con colleghi, condivisione degli spazi…)
- Gestione autonoma del tempo (si può decidere quando lavorare, in base a impegni e attitudini)
- Possibilità di dare maggiori spazi alla vita affettiva, seguendo più da vicino familiari e amici
- Possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese telefoniche e una parte dell’affitto
- Possibilità di avviare un’attività in proprio, risparmiando le spese di un ufficio
CONTRO
- Isolamento e mancate interazioni con i colleghi
- Rischio di venir tagliati fuori dai giochi aziendali
- Difficoltà a fare carriera
- Tentazioni (mangiare, guardare la tv, perdere tempo…) sempre in agguato
- Eventualità di fare il “doppio lavoro” (per esempio: le donne che lavorano a casa e, nel frattempo, devono occuparsi dei figli) e, più in generale, “confusione” fra vita privata e lavorativa
- Occupare spazi domestici con la postazione di lavoro
- Rischio di “lasciarsi andare” (lavorando in pigiama e ciabatte).
Box
Ufficio in casa? Bastano mille euro
Potenza della tecnologia: ogni casa si può trasformare agevolmente in un piccolo, ma efficientissimo, ufficio. E’ garantito un collegamento in tempo reale con gli ex-vicini di scrivania o i propri clienti. Se si telelavora per conto di un’impresa, è quest’ultima che si occupa di fornire attrezzature e collegamento.
Pc: quelli fissi partono da 700 euro (comprensivi di monitor, modem e masterizzatore) e arrivano a 2.100 (prestazioni superiori come il software per videoregistrare). Meno ingombranti ma più costosi i notebook: modelli a partire da 800-1.000 euro.
Stampante: a getto di inchiostro (a partire da 60 euro) oppure laser (a partire da 140).
Software: la dotazione “base” per un pc parte dal pacchetto Office (Word, Excel, Power Point e Outlook), a 300 euro circa. A corredo: programmi contro i virus e lo spamming (30-40 euro). Esistono poi anche software per attivare la videoconferenza (per riunioni fra persone lontane), o comandare il computer a distanza. Per le webcam, i prezzi partono da 30 euro.
Telefonino: indispensabie per chi lavora con l’opzione mobile. Info su prezzi e modelli: www.mediaworld.it e www.computerdiscount.it.
Internet: per la posta elettronica, basta il collegamento via modem (lento, ma già incluso nel proprio pc). Per inviare e ricevere spesso file anche pesanti (foto, elaborazioni grafiche, lunghi testi…), occorrono altre soluzioni.
- Adsl: la connessione è veloce e la linea rimane libera per parlare al telefono. Numerosi i provider (da Libero a McLink, da Tiscali a Telecom). Il confronto va fatto sui prezzi (ragionevole un costo di 40-50 euro al mese per un utente professionale), ma anche sui servizi offerti (c’è chi mette a disposizione caselle di posta elettronica e uno spazio web, utile per un’azienda).
- Formula flat. Per chi si collega spesso a Internet e ha l’esigenza di essere sempre raggiungibile per via telematica: la formula flat prevede un pagamento a canone e non a consumo.
- Fibra ottica con Fastweb. Non dappertutto, ma solo in alcune zone d’Italia. Molto costose le chiamate ai cellulari, che conviene fare da un telefono mobile (scegliendo il profilo tariffario più conveniente col proprio gestore). Per maggiori info, vedi l’articolo su Millionaire di marzo 2004 e i siti www.puntoinformatico.it e www.tariffe.it.
- Esistono poi varie modalità per comunicare a costo zero e in tempo reale con colleghi, clienti e collaboratori. Fra le varie opzioni, quelle offerte da programmi come Icq e MSM messenger, o da software per telefonare gratuitamente via pc.
di Lucia Ingrosso
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, Millionaire ottobre 2004
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Il sondaggio di Millionaire.it |
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