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DOLCE VITA A PANAMA (mi trasferisco) |
«Panama City... Sulla baia si specchia una skyline fatta di grattacieli postmoderni, sedi di multinazionali, banche, alberghi e residenze superlusso, ma anche di dimore del Seicento e del Settecento che si appoggiano a costruzioni del Novecento, in una mescolanza di architetture coloniali spagnole e francesi, liberty e neoclassiche, barocche e rococò. Un campionario di fastosi edifici ... che racchiude i gioielli del Casco Viejo, dichiarati nel 1998 Patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Si danno gran daffare imprese edili, muratori e architetti. E i risultati si vedono. Ogni giorno un palazzo, un angolo di strada, una chiesa sono sottratti al degrado e all'abbandono»: così il giornalista Piero Tarallo ha descritto la capitale dello Stato di Panama, uno degli ultimi paradisi fiscali ancora accessibili. La nazione più sorprendente del Centroamerica, nota per il canale che collega l’oceano Atlantico con il Pacifico, è sempre più la meta preferita dagli italiani che cambiano vita.
Panama è un Paese pieno di sorprese. Accanto al patrimonio naturale che lo impreziosisce (15 parchi nazionali, dieci riserve forestali, 30 aree protette e le biodiversità di due oceani che si incontrano), esistono 400 ettari di zona franca nell’area di Colón. Che cosa significa? In pratica, si tratta di un microsistema economico in cui non si pagano tasse di produzione, vendita o import-export, dal giro d’affari di quasi otto miliardi di euro l’anno. Le cifre sono da capogiro anche per il Canale, considerato la più colossale infrastruttura del XX secolo, dove ogni anno transitano 13 mila navi e 280 milioni di tonnellate di merci: il solo passaggio dà lavoro a 200 mila persone, rappresenta il 6% del Pil e consente l’ingresso costante di valuta straniera. Numeri destinati ad aumentare nel 2014, quando saranno terminati i lavori di allargamento del Canale decisi lo scorso ottobre: secondo le previsioni, in futuro il 5% del commercio mondiale passerà da qui.
Mollare tutto, cambiare vita, trasferirsi a Panama può essere quindi una buona idea?
di Maria Spezia -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di gennaio 2007
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