Vita, morte e miracoli di un impero: la storia di Yahoo!

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Dopo la cessione della attività a Verizon, l’amministratore Marissa Mayer lascerà Yahoo! che diventerà Altaba, società di investimenti.

Due amici, la passione per Internet e un’idea: Yahoo!, motore di ricerca fondato da due ex studenti di Stanford nel 1994, a San Francisco. Per anni è stato l’avversario più forte di Google. Oggi cede le attività internet a Verizon e cambia nome in Altaba. Lo storico marchio scompare e l’amministratore delegato Marissa Mayer lascerà la società insieme ad altri top manager.

“Ancora un altro fastidioso oracolo gerarchico” (Yet another hierarchical officious oracle): ecco cosa significa la parola Yahoo!. Agli esordi non era che il passatempo di due laureandi di ingegneria dell’Università di Stanford, Jerry Yang e David Filo.

Gli inizi

Nel ’94 era già scoppiata la moda dei motori di ricerca ma quello che mancava per i due amici era un elenco di quelli che loro consideravano i loro siti preferiti. I due si erano conosciuti durante gli studi universitari e avevano condiviso una roulotte come casa e ufficio. Uno era figlio di un oriundo tawainese e orfano di padre dall’età di 2 anni, l’altro era figlio di un architetto e una ragioniera. Navigavando su internet per ore, si rendono conto della difficoltà di trovare indirizzi interessanti. Così ideano la Guida di Jerry e David per il World wide web, sito dal software semplificato che presenta gli indirizzi dei siti suddivisi per tema. Usano il server dell’università e in pochi mesi migliaia gli studenti si servono del sito per archiviare gli indirizzi Internet preferiti.

Era il gennaio del ’95, il sito vantava già 1 milione di clic. Il trend continua dopo il “secondo battesimo”, con il nome Yahoo!, al punto da attirare un gigante come Aol, che propone di acquistare il prodotto. Young e Filo decidono di migliorare il servizio offerto. Lavorano giorno e notte per riuscirci. A marzo fondano la società per poi ricevere, nel giro di un mese, 3 milioni di dollari di investimento da parte di Sequoia Capital, società nota per aver foraggiato già Apple, Google, YouTube, Paypal…

Le difficoltà

Un anno dopo, nell’aprile ’96, arriva la quotazione in Borsa, con un exploit di 33 milioni di dollari ricevuti a fronte della vendita di oltre due milioni e mezzo di azioni: denaro che nel giro di una notte aveva trasformato i due patiti della Rete in milionari. La loro storia è simile a quella di molti altri ragazzi prodigio del mondo digitale: jeans, infradito, notti passate al computer, ma la loro determinazione nel business è stata unica: già a ridosso del Duemila, Yahoo! si stava muovendo in linea con gli altri concorrenti, proponendo il servizio di posta elettronica gratuito, in aggiunta all’offerta di giochi elettronici, messaggistica istantanea… Operazioni non sempre bene accette dagli utenti dei siti acquisiti, che vedevano cambiare d’improvviso le regole del gioco. Problemi passeggeri, in confronto allo scoppio della bolla di Internet: se nel gennaio 2000 l’azione è quotata a 118 dollari, nove mesi dopo il valore precipita a 8. Ma Young e Filo non si perdono d’animo: la tempesta, per quanto violenta, non li ha distrutti. Ce n’era abbastanza per ricominciare, buttandosi nella mischia con nuove scommesse, come l’acquisizione di motori di ricerca minori e la sinergia con aziende di settore come Verizon.

La rivalità con Google

In breve gli affari ricominciano a girare, al punto che nel 2004 l’azienda è in “guerra” aperta con Google. L’anno successivo è stata la volta del “colpaccio” dell’acquisizione di Flickr per 35 milioni di dollari. Sembra fatta. Ma nel giro di tre anni, colpo su colpo, Google riesce a conquistare in modo irreversibile la supremazia del mondo web. Un predominio attestato con il licenziamento, nel gennaio 2008, di mille impiegati da parte di Yahoo!, cioè il 7% del totale, che all’epoca contava su 14.300 dipendenti. Un rovescio subito seguito dall’affaire Microsoft: la richiesta di fusione da parte della multinazionale fondata da Bill Gates. Il rifiuto dei due soci ha scatenato una reazione violentissima da parte di alcuni investitori e dell’amministratore delegato di Microsoft.‏

Arriva Marissa

La questione, trascinata per mesi, con dichiarazioni al vetriolo e contraccolpi negativi del valore azionario di entrambe le società, culminò nel novembre 2008 con la dimissione di Yang dalla posizione di amministratore delegato di Yahooo! e il conseguente crollo delle azioni, quotate a meno di 10 dollari a fronte degli oltre 30 dollari di solo 10 mesi prima. Dopo l’avvicendarsi di due amministratori delegati, un accordo di collaborazione con Microsoft, la fuga di alcuni direttori alla concorrenza e il massiccio taglio di 2mila dipendenti, il 16 luglio 2012 l’azienda sembra risalire la china. Conquista l’attenzione mondiale con l’assunzione di Marissa Mayer, 37 anni, cervellone della Silicon Valley, strappata dal tavolo dei direttori dell’odiato avversario Google, che con la nomina ad amministratore delegato di Yahoo! diventava la più giovane con quella carica tra le prime 500 società americane. La sua esperienza sembrava la migliore in un’ottica di rilancio aziendale. Gli osservatori, al primo passo di rilievo della Mayer, cioè l’acquisizione per 1 miliardo e 100 milioni di dollari di Tumblr, hanno sollevato una valanga di commenti che attestavano un fatto: Mayer avrebbe fatto di tutto per spodestare Google.

La fine di Yahoo!

Le cose però sono andate diveramente. Nel luglio scorso Verizon ha concordato l’acquisto delle attività di Yahoo! (business pubblicitario, siti, applicazioni mobile, posta elettronica) per quasi cinque miliardi di dollari. L’operazione è stata messa a rischio da diversi attacchi hacker a settembre e dicembre. Quando la cessione (prevista per marzo) sarà completata la vecchia Yahoo! non esisterà più. La nuova società sarà Altaba, che opererà come compagnia di investimenti. Il consiglio di amministrazione sarà ridotto da undici a cinque membri. Marissa Mayer e David Filo lasceranno i loro incarichi.

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