Dall’America all’Italia, come inventarsi un business con il vino

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Impiegata nella sanità pubblica, Mary McAuley ha due passioni, il vino e la buona cucina. Abbandonata l’idea di aprire un ristorante, per i costi troppo alti, decide di inventarsi un vino ideale per occasioni speciali come grigliate di pesce con amici. Dalla sua idea nasce Clambake Chardonnay ed è subito successo: in due anni 2000 casse di vino vendute, 20mila le previsioni dell’azienda nei prossimi cinque anni.

La sua storia inizia nel New Jersey: qui passava le sue estati e assaporava i sapori del mare e del vino, grazie a suo padre, ex sergente in pensione, che è un appassionato di cucina e spera che la figlia apra un ristorante. Questa sembra essere la destinazione naturale di Mary che, tuttavia, delude le aspettative paterne e inizia a lavorare nel campo sanitario, mentre frequenta una scuola di cucina nel tempo libero. Qui acquisisce competenze e soprattutto scopre il mondo del vino, che diventa la sua area preferita di studio

È una folgorazione, abbandona il lavoro, continua gli studi e inizia a lavorare come buyer di vini per importanti ristoranti di New York. L’idea di mettersi in proprio nasce durante una festa tra amici. Cerca il vino per l’accoppiamento giusto con una buona grigliata di pesce, ma non riesce a trovarlo: «Avevo bisogno di qualcosa che fosse abbastanza ricco per abbinarsi a patate e aragoste, e acido per simulare uno spruzzo di limone» racconta a Inc.com.

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Per mettersi in proprio, si autofinanzia e chiede un aiuto a famiglia e amici. Produce le prime bottiglie per la sua cerchia di conoscenti. Poi inizia a bussare porta a porta a tutti i ristoranti di New York in cui aveva lavorato. «Ricordo ancora i tanti no, ma anche qualche sì iniziale. La prima grossa vendita l’ho fatta a una catena di enoteche. Hanno esposto il vino in modo molto semplice, con un po’ di sabbia, un asciugamano e una sedia. Era il modo perfetto».

Con le prime vendite investe in pubblicità. La Ripe Life Wines, nome che ha dato all’azienda, continua la sua crescita. Mary si fa notare anche dalla stampa (Huffington Post le dedica un articolo pochi mesi fa, poi sarebbe arrivato il turno del New York Times e Inc.com): «In cinque anni venderemo 20mila bottiglie. Il mio consiglio a chi vuole fare impresa nel settore? «Soprattutto, riuscire a trovare un equilibrio con se stessi. Spesso vi troverete soli davanti alle difficoltà. Per questo festeggiate ogni successo, andate davanti a uno specchio e dite a voi stessi, che avete fatto un buon lavoro. Ma potete fare ancora meglio». INFO: http://www.ripelifewines.com/

Dal New Jersey a Vittoria, provincia di Ragusa, per un’altra bella storia di donne imprenditrici. Quella di Arianna Occhipinti, che produce 100mila bottiglie di vino, tra cui il Frappato e il Nero d’Avola e le esporta in 25 Paesi.

Come hai iniziato? «A darmi l’idea è stamaryto mio zio viticoltore che per primo mi ha parlato della facoltà di Enologia e viticoltura all’Università di Milano. Avevo 18 anni e poche idee sul mio futuro. A 21 sono tornata in Sicilia e ho preso in affitto un ettaro di vigneto. Ho scelto di coltivare uve del territorio in regime sostenibile. I primi fondi (20mila euro) li ho ottenuti con un finanziamento della regione Sicilia».

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Come hai promosso la tua attività? «Un giorno mi trovavo a una degustazione nella mia zona e ho conosciuto un distributore, il mio primo distributore italiano. Poi ad una piccola fiera di prodotti artigianali, ho conosciuto importatori americani e giapponesi. Il resto lo ha fatto il passaparola».

Hai fatto tutto da sola? «All’università ho imparato la teoria, ma la pratica l’ho fatta sul campo, dai miei vicini di casa, vecchietti che mi chiedevano perché una ragazza che aveva studiato a Milano fosse tornata in Sicilia per lavorare la sua terra. Oggi ho una squadra di lavoro di cinque persone». INFO: http://www.agricolaocchipinti.it/

Vuoi provare a investire nel settore ma parti da zero? Ecco qualche consiglio.

1. Studia. Frequenta la facoltà di Viticoltura ed enologia (Milano, Padova, Udine, Torino).
2. Affitta un vigneto. Affittare un ettaro costa da 300 euro in Puglia a 3.800 euro in Trentino Alto Adige.
3. Porta il tuo raccolto a vinificare in una cantina. Se non ne possiedi una puoi appoggiarti ad altre. Costi indicativi: 0,30 euro/kg per la trasformazione da uva a mosto. 50 euro per una vasca da 50hl per lo stoccaggio. 0,35 euro a bottiglia per l’imbottigliamento.
4. Compra le bottiglie. Da 0,25 a 0,80 euro a bottiglia (tappi da 0,12 a 0,60 euro).

Redazione

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