Invento un carrettino elettrico per gelati (e rilancio il mio territorio)

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L’#Italiacheriparte racconta storie come quella di Miriam Manassero, imprenditrice di Casale Monferrato. 27 anni, ha accantonato gli studi giuridici, per mettersi in proprio. E rilanciare il territorio: «A Monferrato c’è un grande tradizione di aziende che lavorano nel settore della refrigerazione. Anche qui però si avverte la crisi e molti giovani scappano alla ricerca di opportunità all’estero. Invece io ho deciso di restare e creare qualcosa di innovativo per sfruttare i talenti che vivono qui».

Miriam è la fondatrice di AL.va: ha ideato un carrettino che funziona a energia elettrica (riprendendo nel design le macchine di trasporto usate sui campi da golf), montato all’interno frigorifero iper tecnologico che consente di trasportare più tipologie di merce (gelati, bibite, surgelati…):

È un frigorifero che, a differenza degli altri tradizionali per vendere prodotti in strada, mantiene la temperatura per 20 ore. La temperatura può essere regolata e quindi è adattabile a più prodotti. In più non inquina e può raggiungere posti interdetti ad altri veicoli a gas o benzina» spiega Miriam a Millionaire.

carrettino gelati facebook

Senza alcuna esperienza di impresa, si è fatta aiutare da familiari e amici (il padre è tra i principali finanziatori del progetto). Ha formato un team di competenze diverse (tra cui un esperto di tecnologie frigorifere che ha prototipato l’idea). E l’ha presentata al Sigep, la più importante fiera del gelato in Italia:

Dovevo capire se c’era mercato. E subito alcuni operatori del settore si sono interessati all’idea. Ho venduto i primi pezzi, prima ancora di aver concluso la fase di prototipazione».

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In meno di un anno di lavoro, l’azienda ha venduto 12 carrettini, tra Italia e Germania (18mila euro circa il prezzo sul mercato). Si promuove quasi esclusivamente via Web («costruire una rete commerciale ha dei costi troppo elevati per una startup»). E progetta nuovo prototipi e idee per rilanciare il territorio, come il neonato Ingegni, incubatore privato che punta a offrire mezzi e sostegno ai giovani talenti artigiani italiani:

L’idea è di mettere a disposizione tutti i nostri mezzi per l’ideazione di un prodotto. Chi ha un’idea potrà venire in azienda e realizzarla con le nostre attrezzature».

Oggi si dice soddisfatta dei primi risultati del suo progetto, anche se non mancano le difficoltà:

L’Italia, a differenza di altri Paesi europei, non è all’avanguardia nel campo della mobilità elettrica, mancano infrastrutture (come stazioni per il rifornimento). Nonostante ciò, sono sempre più convinta che qui si può fare impresa. Ho conosciuto tanti imprenditori pronti a dare consigli e ad aiutarmi. C’è un ecosistema per startup pieno di energia vitale e forza creativa. Ci vuole sacrificio e bisogna agire di pancia. Come ho fatto io. Anche se si ha paura di fallire. Il fallimento, dopotutto, è una lezione che serve per crescere».

INFO: http://www.al-va.it/it/

Giancarlo Donadio

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