Io, gelataio a Praga: “Qui la spinta al miglioramento è forte”

Storia di un italiano che è ripartito da zero a Praga. E ha trovato successo aprendo una gelateria.

0
2282

Fare impresa con una gelateria in Repubblica Ceca.

Moreno Faganello, 50 anni, bellunese, nel 2005 si è trasferito a Brno, in Repubblica Ceca. Lì ha aperto il locale Gelati Eis Cafè (www.gelati.cz). Nel 2008 si è stabilito a Praga, dove ha avviato una seconda filiale.

Perché ha scelto di vivere in Repubblica Ceca?

«A fine anni ’90 ho deciso di lasciare l’azienda di famiglia del settore pasticceria-gelateria perché a Belluno vedevo poche chance di crescita per gli affari. Così per diversi anni ho lavorato in proprio in Germania e in Austria, mettendo a frutto l’esperienza pregressa. Gli affari crescevano e non avevo problemi: in Austria poi mi trovavo benissimo, sia dal punto di vista umano sia professionale. Nel 2004 mi è stato proposto di aprire un locale a Brno: l’economia ceca era più che brillante e investire nei Paesi dell’Est Europa era quasi una moda. Ho voluto scommettere sulla Cechia, pensando che, in caso di insuccesso, sarei tornato in Austria o in Germania. Ma qui tutto è andato sempre liscio».

Quale la sua esperienza imprenditoriale sul posto?

«Nei primi anni le pratiche burocratiche erano più semplici, poi le autorità hanno modificato le procedure, rendendole più simili a quelle europee. Non avendo studiato il ceco, mi sono affidato da subito a un consulente finanziario che parla italiano e a cui faccio riferimento ancora oggi: una mossa che consiglio agli investitori italiani, perché le “scartoffie” portano via molto tempo. Il mio unico problema è rappresentato dal personale. La disoccupazione a Praga è pari quasi a zero, a volte mi capita di assumere giovani inadatti, ma lo faccio perché ho bisogno di collaboratori».

Cosa apprezza della vita a Praga?

«Da subito mi è piaciuta la rilassatezza che si respira qui, dove nessuno bada all’apparenza e le persone sono meno esigenti. Nella capitale ceca poi si è ricominciato da tempo a costruire: gru e cantieri fervono ovunque, le autorità investono molto per rivalutare i quartieri, riordinare le strade, rimodernare i palazzi secondo le istruzioni delle Belle arti… La spinta al miglioramento è comune a tutta la nazione: i progetti per la modernizzazione delle autostrade nazionali prevedono 10 anni di lavoro. Infine, la città è più che vivibile: al di fuori del centro storico non c’è il trambusto dei tanti turisti presenti 11 mesi l’anno, i trasporti pubblici sono fantastici, ci sono moltissimi parchi e l’ambiente è sicuro, tranquillo, sereno. Al punto che le famiglie lasciano andare da soli i figli in autobus, sapendo che non capiterà nulla. No: l’Italia non mi manca. Beh, ogni tanto mi piacerebbe che qui fosse più caldo».

 

03a

 

Questo articolo è stato pubblicato su Millionaire di novembre 2016, a cura di Riccardo Ricci

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO