Le 5 regole di Masaaki Imai per far ripartire le piccole e medie imprese

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masaaki imai kaizen

Il fondatore del Kaizen Institute incontra gli imprenditori italiani in Valpolicella e spiega come avviare un processo di innovazione e miglioramento continuo.

«C’è sempre un modo migliore per fare le cose. E se vi impegnate nel miglioramento e nell’innovazione continui, i risultati saranno sorprendenti». Ecco la filosofia di Masaaki Imai, 86 anni, di Tokyo, fondatore del Kaizen Institute. Con la sua società di consulenza, Imai ha avviato percorsi di miglioramento e innovazione anche nelle aziende italiane (tra i clienti BTicino e Lavazza). E l’8 novembre incontrerà 300 imprenditori a Villa Quaranta di Pescantina, in provincia di Verona, all’evento “Migliorare&Crescere”.

Parlerà di Kaizen, termine giapponese che indica uno spirito di miglioramento continuo. E darà i suoi suggerimenti per migliorare la competitività, aumentare la produttività e coinvolgere tutto il personale per l’avvio di un processo condiviso di miglioramento.

Ecco le sue cinque regole per far ripartire le piccole e medie imprese italiane.

1. Non affidarsi a soluzioni copia e incolla

Non esiste una “ricetta” copia e incolla in grado di produrre risultati immediati. cambiamento «è un percorso a lungo termine. Proprio come Roma non fu costruita in un giorno, dobbiamo renderci conto che l’introduzione della Lean (che punta a ridurre gli sprechi) è un progetto a lungo termine che richiede più anni».

2. Partire dal top management

Il percorso di riorganizzazione orientato al miglioramento continuo deve partire dal vertice. Imprenditori, amministratori delegati, direttori generali devono essere veri e propri motivatori. Un problema, quello del mancato coinvolgimento del top management, diffuso in tutto il mondo: «Non è una questione esclusiva del sistema italiano», sottolinea infatti Imai.

3. Dare responsabilità alla base

Anche se il cambiamento parte dall’alto, resta fondamentale il coinvolgimento dei lavoratori a tutti i livelli aziendali, anche quelli considerati più “bassi”, che spesso offrono le soluzioni migliori.

4. Far leva sulla flessibilità e sulle dimensioni tipiche delle Pmi

Fare Kaizen non significa trasferire modelli provenienti dalle grandi imprese e adattarli alle Pmi. Significa invece riconoscere i punti di forza che caratterizzano un’impresa media o piccola e trasformarli in una leva per la crescita. «Piccole e medie imprese dovrebbero avere molte più possibilità di successo grazie alla loro struttura interna».

5. Meno ristrutturazione finanziaria, più riorganizzazione operativa

«Ogni volta che la situazione diventa critica, la maggior parte delle aziende sceglie una ristrutturazione finanziaria, mentre la riorganizzazione operativa è molto più importante». Per Masaaki Imai è fondamentale rimettere al centro quello che un’azienda sa fare, il know how interno.

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