Seo/Sem tra le competenze più richieste nel 2016. Come diventare esperti

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Come trovare lavoro più facilmente nel 2016? Lo spiega LinkedIn sul suo blog ufficiale. Nella lista delle competenze necessarie, un posto di rilievo occupano le conoscenze di Seo e Sem. Ma come imparare e proporsi sul mercato? Lo abbiamo chiesto a Raffaele Conte, 33enne di Napoli. Ha iniziato a interessarsi di Ceo mentre lavorava alla startup di Citydeal (che poi sarebbe diventata Groupon). Era il 2010. Oggi lavora come consulente.

Come hai iniziato?
«Quando nessuno conosceva Groupon, avevamo proposto un coupon per il cinema a un euro. Le persone pagavano e noi spedivamo il biglietto (con i tempi tecnici per riceverlo). Dato che i tempi di consegna erano a volte più lunghi, iniziò a circolare la voce che facessimo delle truffe. Se cliccavi Citydeal, ti appariva truffa come una delle voci sul motore di ricerca. Ci servivano tecniche per far apparire le nostre ragioni (tempi di consegna più lunghi) prima delle truffe. Allora ci siamo messi a studiare. Poi sono entrate in squadra due persone di Venere che avevano già conoscenze e mi hanno aiutato».

Seo e Sem, quale la differenza?

«La Seo è fatta di una serie di tecniche (trovare le parole chiavi giuste che si rifanno al tuo business, inserirle all’interno dei Title e dell’url sul sito online, scrivere contenuti in linea con l’azienda, interessanti ed utili per il pubblico…). Mentre Sem sono tecniche a pagamento. Tra queste la più famosa è senz’altro Google Adwords».

Come si diventa professionisti nel settore?
«Non esistono università e nemmeno potrebbero visto che i cambiamenti nel settore sono così rapidi. Prima devi farti le ossa. L’ideale sarebbe lavorare in una web agency. Se non si ha questa possibilità si può iniziare con dei progetti propri: apri dei siti o più siti e provi. Puoi formarti online. Ci sono forum dove trovi tutti i più grandi professionisti del settore. A me, per esempio, è molto utile partecipare al forum Gt di Giorgio Tave. Qui puoi trovare tantissimi esempi di professionisti che applicano teorie diverse e i casi di successo o di fallimento».

raffaele conte 2

Quali i principali strumenti che un buon Seo deve sapere usare?
«Si parte da quelli messi a disposizione da Google come Google Keyword Planner. Poi ce ne sono diversi (trovi versioni gratuite e a pagamento). Questi alcuni dei principali che personalmente utilizzo:
Search Control (http://bit.ly/1njBnxT)
Visual SEO Studio (http://visual-seo.com/it/)
Google Keyword Planner (https://adwords.google.it/KeywordPlanner)
Ahrefs (https://ahrefs.com/ ) e Majestic (https://it.majestic.com/ )per i link
SEO Zoom (https://www.seozoom.it/), esempio utile perché fatto da italiani per il mercato italiano».

Quanto si può guadagnare?
«Se lavori per PMI e sei bravo, anche un minimo di 1800 euro al mese».

Come proporsi sul mercato?
«Innanzitutto creando un proprio blog o sito online. Poi avendo anche una buona presenza sui social, anche se la maggior parte dei clienti vengono poi da una ricerca su Google. E soprattutto lavorare su obiettivi. Inutile fare dei pacchetti e proporli al cliente, meglio andare da lui, capire quali sono le sue esigenze e tradurre le sue necessità nelle giuste strategie. Spesso i titolari delle PMI capiscono poco si Seo e Sem, ma tutti vogliono avere più clienti. Quindi parla un linguaggio comprensibile».

Quali i consigli per partire?
1. Formarsi. Deve essere un processo continuo. Qui l’abilità è ricercare le fonti giuste perché di Seo se ne parla tanto, e spesso a discapito. Un consiglio può essere rifarsi a dei forum attendibili, come http://www.giorgiotave.it/forum/.
2. Fare stage in web agency. Utile se sei agli inizi.
3. Specializzarsi. Non fare il tuttologo, cerca degli ambiti di web marketing che ti interessano di più e diventa il più esperto.
4. Parlare con i clienti. Capisci sempre le sue necessità. Fare Seo non significa portarli in alto nei motori di ricerca, ma fargli fatturare di più a fine anno.

Ultima domanda sulle aziende. Cosa devono fare per avere una buona presenza online?
«Ti faccio un esempio di una clinica veterinaria perché secondo l’immaginario delle aziende ci sono certi settori che non interessano al Web e non è così:
1. Avere un sito personalizzato, l’azienda deve metterci la faccia http://www.clinicaveterinariacmv.it/ e non avere un sito neutro con immagini prese da photoshop o peggio da google image
2. Sito ottimizzato per vari device oramai più del 50% delle visite arriva da mobile
3. Sito posizionato, il sito in questione non solo è posizionato per parole geolocalizzate come “clinica veterinaria varese”, ma il sito grazie al blog è posizionato anche per parole più generiche come “ortopedia veterinaria”
4. Essere posizionato non solo ti porta il cliente, ma ti aiuta a crearti una brand reputation enorme, l’utente non sa come funziona la seo quindi se ti vede sempre posizionato su Google per parole inerenti alla veterinaria pensa che sei il top
5. Attivare campagne Adwords mirate, in adwords ogni click ha un costo quindi a differenza della seo qui i click devono mirare alla pura conversione
6. Sfruttare il web 360 gradi, non solo con Facebook e i vari social, per esempio loro hanno organizzato uno dei pochi webinar gratuiti per veterinari di un certo livello in Italia».

INFO: http://raffaeleconte.com/seo-freelance/

Giancarlo Donadio

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