7 regole per un format franchising valido

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Ristorazione in franchising

Cibo e ristorazione: eccellenze italiane che stanno conducendo il settore a grandi potenzialità anche nel franchising. Purché rispettino alcune regole
di base. Eccole

Qualche giorno fa un affezionato lettore di questa rubrica (Franchising come si fa), oltre a fornirmi spunti di riflessione molto interessanti, mi ha posto una domanda: “Come mai nei suoi articoli cita così spesso il numero 7? Ha parlato delle: “7 buoni ragioni per affiliarsi”, “7 mosse per creare una rete franchising”, “Le 7 regole d’oro per essere un affiliato di successo”, “C’è per caso una simbologia dietro questa scelta?”.

Bene caro lettore, la risposta è sì. Il numero sette da sempre porta in sé un fascino misterioso e ricco di interpretazioni.

La cultura popolare ha da sempre attribuito al numero sette un connotato virtuoso, di magnificenza e lunga esistenza.

Nella cosmologia egizia il sette era il numero associato alla vita eterna, nel corso della storia dei popoli sette sono stati i pianeti e le divinità a essi associati e sette sono le meraviglie del mondo, antico e moderno.

Quale migliore auspicio per iniziare la nostra rubrica dedicata al mondo del franchising se non quello di utilizzare una simbologia numerica che in qualche modo facesse rimando a qualcosa di così affascinante e duraturo?

E anche oggi, nell’introdurre la nostra trattazione che parlerà di food franchising, il collegamento è ancora più immediato poiché parleremo di eccellenze italiane per definizione: il cibo e la ristorazione.

Negli anni la mia professione mi ha portato a vedere nascere e svilupparsi tante realtà del settore e per quanto abbia osservato l’elemento principe, “il cibo”, assumere nei diversi format mille varianti, ci sono tuttavia anche altre caratteristiche in grado di rendere un format food valido e quindi attraente per affiliati e investitori.

E allora scopriamole insieme queste, appunto, “7 meraviglie” di un format franchising food.

Franchising Ristorazione1 Originalità e replicabilità del menu

Può sembrare una contraddizione e invece coniugare questi aspetti apparentemente contrastanti è una ricetta vincente.

Prima di tutto perché è fondamentale sapersi distinguere, l’offerta food sta esplodendo quantitativamente, ma un marcato carattere di riconoscibilità, in primis del prodotto, ci permetterà di uscire dall’anonimato e durare nel tempo.

E riconoscibilità è innanzitutto originalità.

Attenzione però, perché il gusto è una promessa che dovremo saper mantenere in tutti i punti vendita, quindi attenzione sempre alla capacità di rendere un menu replicabile: è cruciale.

2 Mark up sul prodotto superiore al 200%

Questo significa che, a prescindere dalle scelte relative alla catena di fornitura o dal fatto che il franchisor possa essere produttore della materia prima, trasformatore o anche solo rivenditore di un prodotto trasformato esternamente, il prezzo medio dovrà garantire un ricarico non inferiore al triplo del costo di acquisto.

Per farlo non si deve inventare nulla, semplicemente c’è da studiare con attenzione l’organizzazione della supply chain, la formula di pricing.

3 Margine operativo di esercizio superiore a 6-8% netto

Ogni format franchising che si rispetti deve essere profittevole, in grado di bilanciare sapientemente ricavi e costi diretti e indiretti, con la necessità di preservare una qualità di prodotto e un servizio allineati all’aspettative del cliente.

Come? Beh, qui le regole di gestione sono più severe: serve un approccio scientifico, il giusto mix marketing e l’esperienza può non bastare.

4 Identità incisiva

Parliamo di brand identity, immagine coordinata, design, layout, cioè di tutti quei codici concettuali, visivi, testuali, funzionali, a volte persino olfattivi e sonori della marca, che hanno il compito di evocare e trasmettere la personalità di un format/brand.

Obiettivo è conferire al format un impatto visivo complessivo originale e riconoscibile, in grado di comunicare al mercato ciò che siamo, ciò per cui operiamo e per cui ci differenziamo.

La formula del “foodfranchising italico” sta trovando affermazione sempre più convincente sul territorio nazionale e si espande progressivamente in campo internazionale.

Eh già, di questo non avevamo parlato, degli entusiasmanti numeri espressi dai format food italiani sui mercati esteri: l’appuntamento allora è solo rimandato. Alla prossima puntata.

5 La possibilità di fare a meno di personale qualificato

Un format food valido è quello in cui il titolare, pur non avendo competenze specifiche in cucina, non dovrà mai essere sotto scacco da nessun collaboratore, perché le mansioni sono facili da eseguire e i ruoli altrettanto facili da ricoprire.

Come si dice, d’altronde: “Tutti utili, nessuno indispensabile”.

6 Facilità di reperimento delle materie prime

Le materie prime devono essere non solo reperibili e accessibili con facilità, ma devono essere disponibili in quantità adeguate a soddisfare i flussi di vendita.

Un sistema di approvvigionamento che funziona vale quanto la bontà del prodotto finito.

Una diversa trattazione merita la gestione del “fresco”: in questo caso l’approvvigionamento decentralizzato non è sempre la strada più conveniente.

7 Software gestionale dedicato

Il software gestionale è fondamentale perché permette non solo l’automazione, ma anche l’uniformazione dei processi di gestione dello store e l’interazione continua con la casa madre.

Avere un supporto informatico dedicato ha il doppio beneficio di ridurre la complessità e consentire un migliore controllo del business grazie all’analisi dei dati e delle performance, in modo strutturato.

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