AnboIndustry, i signori della cubicatura

Anboindustry professionisti della cubicatura cubicatura

AnboIndustry è impegnata nel dare nuova vita ed enorme valore aggiunto a prodotti anonimi e materiali grezzi. Tutto ciò grazie alla cubicatura, attività in cui eccelle una realtà industriale veneta, molto attiva anche sul fronte sociale.

Andrea Bonin di AnboIndustry, i signori della cubicatura
Andrea Bonin

Il termine magari potrà essere sconosciuto ai più, ma la cubicatura è una lavorazione che sta trovando larghissimo impiego in svariati campi. Uno su tutti, il design d’interni, dove permette di decorare tutti gli oggetti casalinghi a piacimento con una resa estetica di grandissimo impatto. Ma anche in ambito aerospaziale e nautico la cubicatura trova larga applicazione. E il suo utilizzo è destinato a espandersi sempre più nel futuro. Assoluta protagonista di questa complessa tecnica è AnboIndustry, divisione del Gruppo ANBO.
L’estrema specializzazione maturata nel corso degli anni fanno di AnboIndustry uno dei player più importanti a livello europeo, anche perché può contare su una struttura all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. La cubicatura infatti è una tecnica molto delicata che non tollera margini di errore né improvvisazioni. Aspetto fondamentale di questa tecnica è il trasformare materiali insignificanti o grezzi in oggetti di grande valore. Per spiegarci tutto sulla cubicatura, abbiamo intervistato proprio l’uomo che ha ideato, creato e portato in alto AnboIndustry, Andrea Bonin.

Cos’è la cubicatura e quali applicazioni trova nella vita quotidiana?

«È una tecnica che innanzitutto permette di donare valore aggiunto a qualsiasi tipo di materiale. È un processo che avviene per immersione in acqua, quindi è anche ecologico. Viene stesa una pellicola speciale (si dissolve nell’acqua) sulla quale è stata stampata una grafica che trasferisce l’effetto al materiale in questione. Per effetto della spinta idrostatica si possono decorare anche oggetti di forma molto complessa. È l’unica tecnica che consente di farlo, anche con materiali termosensibili come la plastica. Le applicazioni nella vita quotidiana sono pressoché infinite, se pensiamo che quasi tutto ciò che ci circonda è verniciato. Dunque il concetto che ribadisco sempre più spesso è che qualunque prodotto che può essere verniciato, può essere anche cubicato».

Come è partita la tua avventura imprenditoriale?

«Parte 20 anni fa. Ho iniziato nel settore moda e l’idea della cubicatura, benché possa sembrare strano, è partita da lì, perché avendo a che fare con brand importanti è nata una collaborazione a livello produttivo inerente il settore stampa, diventata poi, nel corso degli anni, più specifica ed industriale con la verniciatura, per poi integrare in fine il settore decorativo. Così sono arrivato al mondo della cubicatura».

Come si svolge il processo di cubicatura?

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pima e dopo

«In 3 macro-fasi: nella prima si prepara il prodotto e in base al materiale lo si predispone a ricevere il trasferimento della stampa, applicando una colorazione di fondo e un primer speciale. Nella seconda si procede con l’immersione, mediante la quale si trasferisce la stampa sull’oggetto. La terza è l’applicazione della finitura trasparente finale, che dà all’oggetto anche una alta resistenza alle sollecitazioni chimico-meccaniche. Poi ogni macro-fase può suddividersi in varie sotto-fasi».

Valore aggiunto, materiale nobilitato, aumento del valore di vendita. Roba da Re Mida…

«Confermo in pieno la tua definizione. Noi trasformiamo realmente e radicalmente l’aspetto estetico dei prodotti che, da un anonimato potenziale che può avere ad esempio una plastica grezza, passano ad avere un effetto finale realmente sbalorditivo».

Che ruolo occupa AnboIndustry nel comparto della cubicatura?

«Premetto che la cubicatura a livello industriale “non è roba da tutti”. Non è semplice da gestire. Include variabili e processi complicati. È indispensabile una notevole esperienza e bisogna essere molto decisi nel portare avanti un progetto in questo settore, spesso si ha paura di fallire, proprio perché sono processi dove è molto difficile mantenere la regolarità del risultato nel tempo. Il problema primario della cubicatura industriale è di
mantenere ripetitivo il risultato a livello di qualità, ossia il medesimo processo può dare luogo, se non gestito nella maniera corretta, a risultati diversi col tempo. Questo rischio noi l’abbiamo eliminato grazie a processi industriali collaudati negli anni, alla nostra tecnologia innovativa, oltre a un know-how di altissimo livello. Tornando alla tua domanda, AnboIndustry è oggi la realtà Italiana con la maggiore percentuale di crescita nel settore e vanta collaborazioni con i più grossi brand mondiali e nei più svariati settori di mercato. Rappresentiamo il punto di riferimento per ogni azienda di media o grande dimensione che voglia scoprire la “magia” della cubicatura applicata sui propri prodotti».

Quali risultati avete raggiunto?

«Nonostante il lockdown, chiuderemo il 2020 con un incremento del fatturato di oltre il 50%, al contempo abbiamo portato avanti molti progetti con aziende importantissime a livello mondiale che si tradurranno nel 2021 e 2022 in una crescita ancor maggiore. Siamo un’azienda costantemente alla ricerca di risorse, assumiamo e continueremo ad assumere anche nei prossimi mesi».

Cosa rende AnboIndustry speciale rispetto ai competitor?

«Abbiamo una visione strategica completamente differente da quella canonica. Diciamo che ci consideriamo “terzisti atipici” nel senso che siamo sì terzisti, perché lavoriamo prodotti altrui, ma atipici perché abbiamo un atteggiamento e una visione molto più propositiva rispetto allo standard che offre il nostro settore. Ci piace proporci al cliente come partner in grado di aiutarlo a sviluppare prodotti unici e di successo!».

In che senso?

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prima e dopo

«Ti faccio un esempio: se vado da un nuovo cliente metto subito in chiaro che 1-2 volte al mese andremo da lui a proporre qualcosa di nuovo che stiamo sviluppando. Abbiamo puntato molto sulla ricerca e sviluppo interna, con un reparto dedicato. Tra i terzisti quasi nessuno lo fa. Di solito il terzista si limita a fare quello che il cliente gli chiede, non va a proporre idee e finiture nuove come facciamo noi. Inoltre puntiamo molto su qualità, serietà e affidabilità in merito ai tempi di consegna e soprattutto siamo in grado di mantenere standard altissimi grazie a una struttura tecnologica e impiantistica su cui abbiamo investito molto. Questo ci consente di industrializzare e standardizzare una produzione che sarebbe difficilmente standardizzabile e di poter garantire una ripetitività nel tempo del risultato finale».

Durante il lockdown, vi siete “messi in difesa” o avete giocato d’attacco?

«D’attacco, per quanto possibile ovviamente, dato che anche noi abbiamo dovuto fermare la produzione. Ma ci siamo concentrati sulla ricerca e sviluppo e sulla pianificazione e concretizzazione di nuovi progetti, innanzitutto grazie al tempo “libero” che si era creato da poter sfruttare, oltre a volerci far trovare preparatissimi alla ripartenza. Così quando abbiamo riaperto avevamo nuove proposte da offrire ai nostri clienti. Un altro aspetto sul quale abbiamo lavorato moltissimo durante il periodo di fermo forzato è stata la comunicazione: social, Web, carta stampata, per farci trovare ancor più di prima. Il nostro obiettivo è cannibalizzare il mercato».

Ci parli della vostra iniziativa per aiutare il tessuto economico territoriale?

«Abbiamo cercato nel nostro piccolo di dare un aiuto concreto con un’iniziativa dalla doppia utilità. Abbiamo contattato svariati esercenti della nostra zona, il Veneto, selezionandoli nei comparti più colpiti dal lockdown come ad esempio estetica, ristorazione, moda ecc… acquistando buoni spesa che sono stati poi donati ai nostri dipendenti. Abbiamo così dato un doppio incentivo: da una parte un premio ai nostri dipendenti per ringraziarli di ciò che stanno facendo per la nostra azienda e per l’impegno che profondono quotidianamente, dall’altra “spingendoli” a spendere presso gli esercenti della zona, così da aiutarli a ripartire. Vorremmo replicare questa iniziativa in futuro, insieme ad altre di natura sociale per aiutare chi è rimasto più in difficoltà a causa del blocco».

Cosa c’è nel futuro di AnboIndustry?

«Abbiamo in cantiere investimenti importanti in tecnologia produttiva e automatizzazione dei processi al fine di “alzare sempre più l’asticella” della qualità e della competitività grazie a notevoli incrementi delle potenzialità produttive. Grazie a questi investimenti vogliamo continuare ad approdare in nuovi mercati e sviluppare nuove tipologie di prodotto appetibili per clienti di varie fasce e nicchie. Per riassumere: incrementare le capacità produttive, ma aumentando sempre più la qualità».

INFO: tel. 0423 915499,
www.anboindustry.com

 

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