Le aste telematiche del futuro sono già qui

Astebook: aste immobiliari online

È stata tra le prime case d’asta in Europa a utilizzare la tecnologia blockchain. E oggi amplia la sua gamma di interessi, dando alle imprese la possibilità di creare liquidità con la vendita dei loro beni, lanciando un format in franchising e altro ancora.

Essere la prima realtà in Europa nel settore delle aste telematiche a utilizzare la tecnologia blockchain è senza dubbio un bel biglietto da visita. Astebook nasce nel 2012 e nel 2014 è stata anche tra le prime ad aprirsi alle vendite telematiche immobiliari, che, come ci spiega il suo fondatore Paolo Fancoli: «Dal 10 aprile 2018 sono state rese obbligatorie con l’introduzione del Decreto Legge 83 del 2015. Da tale data è entrata in vigore la nuova formulazione dell’art. 569 co. 4 c.p.c., che ora impone l’utilizzo di modalità telematiche per la vendita forzata immobiliare, “salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura”. Ma l’attività di Astebook non si ferma qui  ed  è  lo  stesso  Paolo Fancoli  a parlarci di come la realtà che ha creato si è sviluppata negli ultimi tempi, ampliando i suoi campi di attività fino alla recente introduzione di un format in franchising.

Astebook
Team Astebook

Astebook è la prima casa d’aste in Europa a utilizzare la blockchain. Perché questa scelta e che vantaggi offre?

«La scelta di implementare la nostra piattaforma con la tecnologia blockchain nasce dalla mia visone di rendere il mondo “aste giudiuziarie” completamente trasparente. E con la notarizzazione su blockchain Ethereum, Astebook può garantirla su contenuti e collocazione temporale delle proprie operazioni. I principali dati che vengono scritti su blockchain sono quelli relativi all’immobile, la geolocalizzazione,  il  valore di perizia, la base d’asta, i periodi di pubblicazione dell’asta, il numero dei partecipanti, il numero dei rilanci e il valore di aggiudicazione. Tutti i dati vengono resi pubblici nel rispetto delle normative sulla privacy e possono essere consultati da chiunque, sia per poter verificare l’esito di un’asta sia, in un’ottica di più ampio respiro, i valori di aggiudicazione di determinati immobili suddivisi per tipologia, così da ottenere dei potenziali comparabili sulle valutazioni. Grazie alla sinergia creata con Paolo Siligoni, Ceo di Swiss Crowd, abbiamo potuto realizzare questo progetto, unico nel suo genere».

Quali sono attualmente i principali campi di attività di Astebook?

«I nostri principali campi di attività si collocano:
–  Nel comparto giustizia per le vendite in modalità telematica quale soggetto specializzato. Le nostre società sono accreditate presso il registro dei gestori delle vendite telematiche del Ministero della Giustizia.
–  Nel settore istituti di credito quale soggetto attivo nella promozione degli immobili, sia quelli in asta (essendo il portale iscritto nell’elenco A dei siti autorizzati dal Ministero della Giustizia per la pubblicità legale) sia quelli di proprietà delle Real Estate Owned Company (Re.O.Co.), con l’obiettivo di ricollocare gli immobili sul mercato end-to-end. Sul nostro portale si amplia anche il mondo delle aste, finora esclusivamente dedicato al settore giudiziario, aprendo di fatto alle liquidazioni di società in bonis. In questo momento di forte contrazione del mercato, vogliamo dare l’opportunità alle aziende di generare liquidità in tempi brevi mettendo in asta immobili, impianti, macchinari oppure stock di magazzino. L’utilizzo del sistema dell’asta pubblica garantisce sia i venditori che i compratori nella determinazione del “giusto prezzo” di vendita, risolvendo qualsiasi tipo di contestazione».

Cosa ci può dire della realtà e delle prospettive che presenta il mercato delle aste in Italia?

«Il valore delle aste giudiziarie immobiliari In Italia si attesta sui 30 miliardi, con un valore medio di ogni singola asta per il 90% sotto i 250mila euro. Oggi tutti gli istituti di credito stanno scegliendo il coinvolgimento di soggetti specializzati nella pro- mozione degli immobili. Il vantaggio per quelli che hanno scelto di collaborare con noi sta nell’a- vere un unico interlocutore che gestisce tutte le fasi legate alla promozione commerciale e legale, che arriva sino all’assistenza diretta ai partecipanti. La nostra struttura è autorizzata all’emissione di Pec e Firma digitale in tempo reale, strumenti oggi obbligatori per la partecipazione alle aste. Inoltre il mercato delle aziende che possono avere la necessità di mettere in vendita i propri asset è molto ampio, si stima che possa valere oltre 5 miliardi, ma sono ancora solo numeri, perché nessuno ha mai intrapreso questa strada».

AstebookDi recente siete andati oltre le classiche aste giudiziarie. Quali sono i nuovi ambiti che avete abbracciato?

«La nostra visione di vendita  fondata solo sul modello telematico sta diventando sempre più una prassi consuetudinaria per ogni singolo consumatore, che ormai si approccia all’acquisto senza diffidenza e timore e il nostro “sistema asta” amplia concretamente la platea dei soggetti interessati all’acquisto e alla vendita, andando su un mercato end-to-end. Nel 2020 siamo entrati nel capitale di Italy-Crowd, fondata da Augusto Vecchi per il lending crowdfunding immobiliare, comparto che ha enormi prospettive di crescita e, soprattutto, è complementare con la nostra attività. Grazie al know-how maturato negli anni con Francesco Gorlandi, il Ceo di Thetis, abbiamo dato il via al settore delle aste private, dando di fatto la possibilità a privati e aziende di mettere all’asta immobili, impianti, macchinari e stock di magazzino, così da poter recuperare liquidità in tempi brevi. Inoltre è stata creata una sezione dedicata a luxury & art, che tratterà principalmente opere d’arte, gioielli, auto d’epoca e imbarcazioni, che può essere visitata dal portale Astebook.it oppure direttamente sul dominio astebook.luxury. La sezione partirà con due sessioni, la prima sarà la vendita di un’importante collezione privata di opere d’arte con quadri di Guido Reni, Annibale Carracci, Ivan Konstantinovic Ajvazovskij, Alfred Sisley, Emilio Vedova e molti altri autori di scuola francese, olandese e inglese. Inoltre sono presenti alcune opere inedite in fase di attribuzione. La collezione conta oltre 100 dipinti con basi d’asta che partiranno da qualche migliaio di euro, sino a oltre 500mila euro. La seconda sessione sarà dedicata ai gioielli, in questo caso il valore di base d’asta totale sarà di oltre 5 milioni, suddiviso da piccoli lotti e pezzi singoli di pregio. Aspetto molto importante è che  tracceremo le opere d’arte, creando di fatto una carta d’identità digitale dell’opera certificata su blockchain».

Un’altra importante novità è il lancio di un format in franchising. Quali sono le sue caratteristiche?

«Il format in franchising nasce con un primo passo, la joint partner con Am Advisor, società di consulenza strategica focalizzata nel management consulting e specializzata nei settori di FinTech e Corporate Finance. Con loro abbiamo dato il via alla prima struttura in modalità franchising su Roma, gestita dal Ceo Alessandro Toschi e da Paolo Pascarella. Grazie agli investimenti fatti in tecnologia negli ultimi anni, siamo riusciti a creare un format scalabile e replicabile per il primo franchising dedicato alle vendite in asta e per il quale abbiamo in essere diverse trattative per aperture sul territorio nazionale. Sono previste diverse opzioni di affiliazione, dalla joint partner alla compartecipazione societaria. Per affiliarsi serve una base di conoscenza giuridica, noi forniamo tutto il know-how tecnologico e formativo, oltre a tutta l’attività di marketing sulla piattaforma».

INFO: mail@astebook.com e sarai subito richiamato

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