Balliamo?

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E’ danza mania. Aumentano gli iscritti ai corsi di ballo. Tutto esaurito alle lezioni di hip-hop nelle palestre. Ecco come aprire una scuola di danza e fare affari

La lambada è storia vecchia. La macareña pure. Oggi il tutto esaurito ai corsi in palestra lo fa una danza indiana. Si chiama masala bhangra, fa consumare 500 calorie all’ora e promette di farci vivere felici e contenti. Così gli italiani si riscoprono ballerini (+45% rispetto al 1997, indagine AC Nielsen) e c’è già chi ha fiutato l’affare della scuola di danza, anche Oltreoceano: Jennifer Lopez ne ha aperta una nel Bronx, a New York.

In Italia, le scuole sono migliaia. Nate al Nord nel corso degli anni ’90, si stanno rapidamente diffondendo anche al Sud. «Il lavoro è divertente, ma faticoso: nel 90% dei casi il titolare di una scuola di danza insegna anche e arriva a ballare sei-otto ore al giorno» afferma Marlon Giuri, presidente della Società Italiana Maestri di Danza e a capo dell’omonima scuola di Milano (tel. 02 29400796, http://marlongiuri.it).

Per partire con il piede giusto, è fondamentale puntare sui balli più in voga. Obbligatorio distinguere i corsi per ragazzi fino a 15-16 anni da quelli per adulti. «Per le bambine – sostiene Francesca Bernabini, direttore del mensile Danza Sì – la danza classica è un evergreen. Da un paio d’anni, però, complice la tv con Veline, Letterine e i programmi di Maria De Filippi, c’è una grossa richiesta di danza moderna, jazz e televisiva. Anche per il risveglio del musical». Alla grandissima i corsi di hip-hop.

Le scuole di ballo sono in genere aperte da ottobre a giugno. Nel pomeriggio si fanno corsi per bambini, la sera danza moderna e liscio. «Per ridurre i tempi morti, la mattina è un’ottima idea organizzare corsi di ginnastica per signore o corsi di ballo per chi è in pensione» sostiene Francesca Bernabini.

Nel settore la concorrenza aumenta di giorno in giorno, anche perché appunto palestre e centri fitness hanno iniziato a fare corsi di ballo. Necessaria la promozione. Per far conoscere la scuola, in genere, si spendono 10-15 mila euro l’anno. Volantini, Internet e Pagine Gialle funzionano, ma è con il passaparola e con la proposta di formule vantaggiose che ci si fa conoscere. «Saggi, spettacoli e serate danno gran pregio alla scuola» dichiara Joe Artid Fejzo, titolare dell’Accademia di danza “Giselle” a Porto S. Giorgio (AP), tel. 0734 672051, www.giselle.it.

Ma quanto deve essere grande una scuola di ballo? In genere bastano un paio di sale. Tra docce e spogliatoi, per bambini e adulti, sala d’aspetto e segreteria, si arriva anche a 6-800 metri quadri. «Meglio un piano rialzato – consiglia Giuri – perché oggi in molti casi, per ragioni di igiene e sicurezza, la legge non dà più l’idoneità nei seminterrati».

«L’arredo di una scuola di danza – continua Joe Fejzo – deve essere essenziale: specchi su almeno due lati per aiutare lo studio, sbarre, parquet a terra, meglio se con legno incrociato, per aiutare i muscoli e prevenire fratture e irrigidimenti. Impianto di aria condizionata, riscaldamento, stereo e casse hi-fi per la musica… In totale, per aprire una scuola di ballo sui 400 mq, servono almeno 50 mila euro, compresi l’arredo segreteria, spogliatoi e bagni».

Più dell’investimento, a pesare sono le spese annue di gestione. «In primis – sostiene Fejzo – l’affitto: considerate le superfici in gioco, se ne vanno decine di migliaia di euro l’anno».

Il personale? In una scuola di dimensioni medio-piccole servono da due a quattro insegnanti, esperti nelle varie arti danzanti. «In base al curriculum e all’impegno settimanale – continua Fejzo – un maestro di danza costa dai 30 ai 50 mila euro l’anno, anche se ci sono ballerini superfamosi che vanno ben oltre». Alla reception serve una segretaria e, per controllare ogni allievo nei corsi più numerosi, sarebbe opportuno farsi aiutare da alcuni assistenti.

I consumi di acqua, luce, gas, telefono e le pulizie si aggirano mediamente intorno ai 12-15 mila euro l’anno, ma variano molto secondo dimensione e lavoro delle scuole.

Profonde le differenze anche sul versante entrate. «Al Sud – afferma Francesca Bernabini – i prezzi delle scuole di danza sono inferiori, anche la metà, perché sono nettamente più bassi i costi degli affitti e dei maestri. Le stesse ragioni spingono un po’ su i prezzi nelle grandi città». In media, comunque, per due ore di lezione la settimana si chiedono dai 45 ai 60 euro al mese, che diventano 55-70 per i corsi trisettimanali e 20-30 all’ora per le lezioni individuali. Dai 20 ai 30 euro anche l’iscrizione da fare all’inizio, con sconto sui rinnovi.

«Insomma, per far rendere al massimo questa attività, bisogna essere bravi manager oltre che artisti» conclude Francesca Bernabini.

Burocrazia

La legge non impone particolari titoli o qualifiche professionali né al titolare della scuola, né agli insegnanti. L’iter è veloce: basta dare comunicazione di inizio attività al Comune, allegando l’attestato di agibilità dei locali in cui si esercita. Da richiedere alla Asl di zona. Le norme cambiano da un Comune all’altro: alcuni impongono impianti di condizionamento, ricambi d’aria, bagni per portatori di handicap. Se non si superano i 400 mq, non serve nemmeno l’autorizzazione dei Vigili del Fuoco. Altrimenti, bisogna richiedere al Comando Provinciale il Certificato di Prevenzione Incendi (Cpi), che attesta la conformità del locale. Molte scuole di ballo si costituiscono come associazioni, non ultimo per i vantaggi fiscali, attribuendosi (almeno legalmente) un fine non lucrativo. Necessario in questo caso l’intervento di un notaio per elaborare lo statuto associativo. Se invece si opta per la costituzione di un’impresa, spesso a conduzione familiare per le attività di piccole dimensioni, o di una società, nelle scuole più grandi, bisogna aprire partita Iva, iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio provinciale e a Inps e Inail per il versamento dei contributi previdenziali e infortunistici.

Per tutti, infine, c’è la Siae, con i diritti d’autore da pagare per diffondere la musica nelle sale.

Per saperne di più

A chi rivolgersi

Società Italiana Maestri di Danza – via Paracelso, 6 – 20129 Milano –

tel. 02 29400796, sito Internet www.simd.it

Da consultare

Millionaire ti offre il Kit Creaimpresa + Cd-Rom “Come avviare una scuola di ballo”. Come organizzare l’attività, farsi conoscere, gli errori da evitare. Quanti soldi servono e quanto puoi guadagnare. Adempimenti burocratici, agevolazioni pubbliche, contratti di lavoro, forma giuridica.

Prezzo del Kit + Cd-Rom: 77 euro (Iva compresa).

Info e ordini: Genesis, tel. 010 322321,

sito Internet www.nuovo.millionaire.it

Da leggere

DANZA SI’ – Mensile, vendita in abbonamento: 26 euro (annuale)

Rivista di informazione per tutti coloro che lavorano nel mondo della danza su temi manageriali, fiscali, previdenziali e legislativi. Organizzazione di eventi e manifestazioni.

Info: Ass.ne Culturale Danza Si – Roma –

tel. 06 77209065, sito Internet www.danzasi.it, e-mail danzasi@danzasi.it

Da visitare

17° Festival del fitness – Rimini, 28 mag–5 giu 2005

Organizzazione:

Progetti International – via Puccini, 239 –

06077 Ponte Felcino (PG) – tel. 075 591081,

sito Internet www.fitnessfestival.it

Monica Gadda, Millionaire 1/2005

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