Un dispositivo per nobilitare la vita

Cellex biotecnologie

Cellex, azienda specialista nel campo della bioingegneria e della tecnologia medica, ha creato un dispositivo per le colture cellulari in ambiente fluido, base della produzione
di insulina, vaccini e farmaci per la terapia del cancro.

Giuseppe Falvo D’Urso Labate fondatore Cellex
Giuseppe Falvo D’Urso Labate, fondatore di Cellex

La recente pandemia che ha colpito molte nazioni ha riportato ex abrupto al centro dell’attenzione la questione medico-sanitaria, facendone emergere in molti casi lacune e limiti. La buona notizia è che la ricerca scientifica non si ferma mai e proprio in questo ambito opera Cellex, società fondata nel 2018 da Giuseppe Falvo D’Urso Labate, ingegnere nucleare con PhD in Bioingegneria, che ha poi formato un team di levatura internazionale per ampliare e strutturare la società. Cellex ha sviluppato e commercializza Suspence, acronimo di SUSPension ENvironment for CEll culture, ambiente per colture cellulari sospese. Suspence è un bioreattore che mantiene le cellule in sospensione all’interno di un’apposita zona predisposta per la coltura, favorendone proliferazione e sviluppo. Questo processo è di rilevanza fondamentale in ambito medico, essendo utilizzato per produrre vaccini, insulina e farmaci per terapie oncologiche. Vista l’importanza del tema e la necessità di divulgarlo in modo chiaro e adeguato ai lettori, abbiamo intervistato il dottor Giuseppe Falvo D’Urso Labate per parlarci di Suspence e dei risvolti derivanti dal suo utilizzo.

Possiamo definirla un ingegnere nucleare al servizio della scienza?

«In un certo senso. La scienza ha condotto la nostra civiltà al progresso di cui godiamo, soprattutto nel campo della salute. Tra le scoperte della scienza e la loro applicazione tecnologica esiste un gap che l’ingegneria contribuisce a colmare, traducendo i risultati scientifici in oggetti e processi. Ad esempio, grazie alle scoperte degli ultimi decenni gli scienziati stanno sviluppando un vaccino per il Sars-CoV2 in un tempo molto breve. Ma una sfida altrettanto ardua sarà tradurre quel vaccino in un farmaco producibile in milioni di dosi, mettendo a punto un processo di produzione efficiente, economico e sicuro. Questo è compito dell’ingegneria. Come ingegnere nucleare sono un ingegnere di processo, mi trovo a mio agio nelle situazioni in cui un risultato scientifico va trasformato in un risultato tecnologico. Sono tra gli “interpreti” che traducono la scienza in tecnologia. In questo senso, sì, mi sento al servizio della scienza».

Come si struttura Cellex e quando è nato Suspence?

«Suspence è un’idea del 2012, un’intuizione. A molti sarà capitato di svolgere un’attività con estrema fatica e, a un certo punto, intuire che c’era un modo più semplice per fare la stessa cosa. Suspence è quel tipo di intuizione. Arricchita di anni di pensieri, lavoro e notti insonni, perché l’idea va poi tradotta in oggetti e processi concreti. Cellex è figlia di una profonda crisi. Sai di avere in mano una buona idea, spendi tutto ciò che hai per verificarla, ma alla fine non hai più le risorse per metterla in pratica. È stata come una traversata del deserto con scarsità di acqua e cibo. Ti senti perduto, fin quando non trovi un’oasi. La mia oasi è stata un finanziamento pubblico dedicato a idee innovative in fase embrionale. E in 2 anni Cellex ha aumentato il suo turnover del 5.000%, ora vale 14 milioni di euro, coinvolge persone di 6 Paesi diversi ed è tra le aziende più innovative in Europa».

Qual è il problema da cui nasce l’intuizione di cui parlava, che ha portato a creare Suspence?

«Alcuni farmaci fondamentali, per esempio insulina e vaccini, sono prodotti utilizzando cellule di vario tipo. Per semplificare, sono le cellule a produrre quei farmaci per noi. A tale scopo, vengono coltivate all’interno di appositi dispositivi industriali detti bioreattori, che forniscono loro gli stimoli necessari a produrre le molecole di cui abbiamo bisogno. Nel processo di produzione del farmaco, lo stadio della coltura cellulare è il più critico, il meno efficiente, perché coinvolge oggetti delicati come le cellule. Il 40% circa dei costi di produzione del farmaco sono legati alla coltura cellulare. Suspence aumenta drasticamente l’efficienza di quello stadio e, in media, produce il 190% di farmaco in più rispetto al miglior concorrente. Nel caso in cui servono cluster cellulari (gruppi sferoidali di cellule aggregate utili nello screening di farmaci antitumorali) solo il 6% dei cluster prodotti nel miglior dispositivo concorrente sono utili per lo scopo finale. Suspence raggiunge il 56%. Si tratta di quasi 10 volte in più».

Nel vostro settore forse è ancora più importante avere un team di livello e affiatato, sbaglio?

Cellex team«Nel settore delle tecnologie che coinvolgono la salute umana, il minimo errore viene amplificato, proprio perché potrebbe compromettere la vita di qualcuno. Far funzionare Cellex è come far volare in formazione uno stormo di aerei da caccia. Tutti i piloti devono essere in grado di prendere decisioni veloci, con nervi saldi e riflessi pronti. Puoi fare voli spettacolari, ma al minimo errore ti disintegri. Se Cellex dovesse crescere fino a raggiungere una dimensione globale, sarà perché ognuno dei suoi componenti avrà agito sempre nel migliore dei modi, in perfetta sincronia con gli altri. Per questo ho invitato in Cellex coloro che consideravo “piloti provetti”, quelli che ritenevo i migliori nel proprio campo. Giacomo Di Benedetto, Katarzyna Kołacz e Pieter Van der Poel (in foto), stanno esprimendo al meglio le proprie competenze rispettivamente nella direzione tecnica, finanziaria e commerciale dell’impresa. Poi ci sono gli altri. Non potrei elencarli tutti, ma sono come le fondamenta di un palazzo. Senza di loro, il palazzo non starebbe in piedi».

Cosa rende Suspence diverso dagli altri dispositivi con le stesse ambizioni?

«Tutti i dispositivi che si usano per coltivare cellule nei processi di produzione dei farmaci hanno difetti che li rendono inefficienti. Alcuni agitano le cellule nel fluido di coltura con delle palette, come frullatori, rompendole. Altri oscillano o ruotano, ma sono sistemi chiusi, che “asfissiano” le cellule, perché non apportano ossigeno e nutrienti sufficienti. In Suspence, un fluido viene pompato in una camera dal fondo, solleva le cellule e le confina in una zona di coltura. Poi, all’esterno, è arricchito di ossigeno e nutrienti e rientra nella camera. In questo modo, le cellule vengono coltivate gentilmente, sostenute solo dal passaggio del fluido, senza stress che possano romperle, e fornite dell’ossigeno e dei nutrienti di cui hanno bisogno. Insomma, lo stesso fluido che le sospende porta loro ossigeno e nutrienti. Due problemi, un’unica soluzione».

Quali sono gli ambiti di applicazione pratica sui quali Suspence può fare la differenza?

«Sono molti. Mi limito a elencarne alcuni. Il risparmio che Suspence assicura nella produzione di farmaci è tra 21 e 36%. Ciò si traduce in una riduzione fino al 50% del prezzo finale del farmaco. Il valore del mercato mondiale dell’insulina è di circa 40 miliardi di dollari, quello dei vaccini circa 33 miliardi. Basta dividere queste cifre a metà per capire l’impatto potenziale di questa tecnologia. Senza contare che un prezzo competitivo renderebbe accessibili questi farmaci ai mercati svantaggiati, come ad esempio il Centro Africa. Nel campo dei farmaci antitumorali, l’ampia disponibilità di cluster cellulari assicurata da Suspence per il loro screening, oltre ad abbattere i costi di sviluppo, permette di escludere a priori farmaci poco promettenti, prima di ricorrere al modello animale, riducendo il numero di animali che è necessario impegnare nei test».

A quali segmenti di mercato si rivolge il dispositivo Suspence?

«Il target principale è l’industria farmaceutica, in tutti i casi in cui serve produrre su larga scala farmaci derivati cellulari o proteine ricombinanti che necessitino di colture di cellule eucariote. Il prodotto però si rivolge anche al mercato delle piccole e medie imprese che operano nel campo red-biotech (il settore dei processi biomedici e farmaceutici), che usano spesso bioreattori nei loro reparti di ricerca e sviluppo per sintetizzare nuovi farmaci o testare nuove linee cellulari».

SUSPENCE UN FUTURO PLANETARIO

Il mercato globale dei bioreattori a sospensione ha un valore annuo sui 2,5 miliardi di euro, in crescita del 7% l’anno. Con Suspence, Cellex punta ad acquisire una quota pari al 10% di questo mercato entro i prossimi 5 anni. A regime, l’obiettivo è di sostituire almeno il 40% di tutti i dispositivi di coltura cellulare in sospensione attualmente utilizzati entro i prossimi 10 anni. Un prodotto rivoluzionario e un team internazionale, competente e determinato per un futuro planetario.

INFO: www.cellex.it

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