Clubhouse apre a tutti: “Un anno sulle montagne russe, per costruire un luogo più umano su Internet”

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paul davison
Foto di JD Lasica from Pleasanton, CA, US, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Dopo circa un anno dal lancio in beta, e a pochi mesi dal boom di Clubhouse, il social della voce apre le porte a tutti gli utenti iOS e Android. Nuovo logo, download liberi, niente più inviti e liste d’attesa. Adesso chiunque può scaricare l’app e accedere.

«Abbiamo pubblicato il nostro primo post sul blog un anno fa, quando Clubhouse era solo… noi due, un prototipo abbozzato e una piccola incredibile comunità di beta tester» raccontano oggi i due fondatori Paul Davison e Rohan Seth.

«Da un po’ pensavamo a come costruire un nuovo luogo più umano su Internet, dove tutti potessero parlare, divertirsi, condividere momenti significativi, approfondire le amicizie e apprendere». Così è nato Clubhouse nel 2020. E dopo sedici mesi, «senza un attimo di sosta», il team è pronto per un nuovo capitolo.

Stop a inviti e liste d’attesa

«Abbiamo rimosso il nostro sistema di liste d’attesa in modo che chiunque possa partecipare. Se hai un Club, puoi pubblicare il tuo link dove vuoi. Se sei un creator con un pubblico, puoi coinvolgerlo tutto! Se stai organizzando un evento pubblico, chiunque può accedere. Puoi portare amici stretti, compagni di classe, familiari, colleghi…».

Paul e Rohan spiegano che il sistema a inviti è stato indispensabile nella prima fase per far crescere la community in modo controllato («soprattutto abbiamo evitato crash!»). Ma, aggiungono, «abbiamo sempre voluto che Clubhouse fosse aperto».

La prima metà del 2021 è stata «sulle montagne russe», come dicono i due founder, tra crescite improvvise (per esempio, il boom di nuovi iscritti dopo un tweet di Elon Musk), rallentamenti e risalite. Da gennaio ad oggi il team è passato da 8 a 58 persone. Il numero di stanze giornaliere da 50mila a mezzo milione. Gli utenti da 2 a 10 milioni.

«Sappiamo di avere ancora molto da fare e da costruire nelle prossime settimane, mesi, anni. Sappiamo che ci saranno alti e bassi, man mano che cresceremo e la concorrenza dei grandi network sarà sempre più aggressiva» ammettono i due. E, in effetti, in questi mesi, i big dei social non sono rimasti a guardare. Twitter ha lanciato Spaces, Reddit ha creato Talk, Facebook le Live Audio Rooms.

clubhouse«Ma crediamo che il futuro sia creato dagli ottimisti e siamo entusiasti di costruire qualcosa di nuovo su Internet, un luogo basato sulla connessione umana» concludono Paul e Rohan. L’azienda ha annunciato anche nuove assunzioni nei prossimi mesi, la creazione di un logo e di un nuovo sito, già online.

«Non ci interessano i follower, ma la human connection»

Fondata a marzo 2020 a San Francisco, Clubhouse ha raccolto in meno di un anno 110 milioni di dollari di investimenti, in parte dal venture capital Andreessen Horowitz (tra gli investitori di Facebook, Google, Twitter…). Dopo l’ultimo round, a gennaio 2021, è stata valutata un miliardo di dollari.

Davison, 40 anni, laurea a Stanford, già nel 2012 aveva creato un’app per inviare messaggi alle persone vicine che ha poi venduto a Pinterest. Rohan Seth, 36 anni, ex ingegnere di Google e imprenditore seriale, nel 2019, dopo la nascita della figlia, ha fondato Lydian Accelerator, una non profit per la ricerca di trattamenti contro le malattie genetiche. È in quel periodo che i due amici si sono ritrovati.

«Avevamo deciso di dare un’ultima possibilità alle app social. Il nostro obiettivo era costruire un’esperienza social che sembrasse più umana, dove invece di postare, puoi riunirti con altre persone e parlare».

Vi abbiamo raccontato la loro storia su Millionaire di marzo.

L’apertura dell’articolo pubblicato su Millionaire di marzo 2021
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