Come farsi un ristorante in casa: ecco gli home restaurant

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Basta avere spazio in casa, passione per la cucina, doti comunicative e sei pronto per ospitare gente a cena (e farti pagare) nel tuo home restaurant

Si chiamano home restaurant e sono ristoranti gestiti in casa dai proprietari e aperti ad amici ed estimatori.

 

All’estero sono nate molte reti che raggruppano attività simili, come l’olandese Dine The dutch (http://www.dinewiththedutch.com), l’americana Hush (http://www.hushsupperclub.com). E la francese Hidden Kitchen (www.hkmenus.com).

E in Italia? «Abbiamo aperto il nostro ad aprile: offriamo la tipica cucina romana. Niente intrugli, solo cose semplici. Alla gente piace, risparmia rispetto a una trattoria, e si gode il clima familiare» spiega a Millionaire Michele Ruschioni, romano, giornalista 37 anni e blogger (http://www.braciamiancora.com/wdp/).

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Ha avuto l’idea insieme a sua moglie, Daniela Chiappetti, 40 anni, imprenditrice nel settore turistico: «Per lavoro scrivo di turismo e enogastronomia e avvertivo che c’era la necessità di sperimentare nuove formule nel settore. Mia moglie è un’ottima cuoca e anche io ho imparato tanto dagli chef che incontro nella mia professione. Abbiamo un po’ di spazio in casa, nel quale affittiamo camere per turisti. Molti ci chiedevano dove potevano mangiare. Allora abbiamo pensato di ospitarli a cena».

Venti euro menu fisso (spaghetti all’Amatriciana, rigatoni alla carbonara, cacio e pepe, gricia, puttanesca, abbacchio alla romana, baccalà e scamorze…). I prodotti li comprano da negozianti del posto, a km zero: «Per risparmiare facciamo le fettuccine in casa. Vengono turisti, ma anche romani, attirati dall’originalità dell’idea, 8 persone in media a settimana. Il picco lo abbiamo avuto nei mesi dell’alta stagione turistica a Roma (aprile, maggio, giugno, luglio e settembre)».

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Nodi burocratici? «Non ce ne sono, se guadagni una cifra non superiore ai 5mila euro. E non c’è la necessità di fare una dichiarazione (articolo 1 comma 100 della Legge Finanziaria 2008 n.244, che regola il lavoro domestico). Non è una vera e propria attività. Usiamo i guadagni per arrotondare, pagarci le spese di casa (tra bollette, Imu)».

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Tutti possono farlo? «Se vuoi farlo, devi sacrificarti (venerdì e sabato passati a casa…). Devi amare la cucina e comunicare. Un piccolo segreto? Informarsi e raccontare aneddoti sui piatti cucinati. Diventare, insomma, una guida turistica a tavola». INFO: http://www.homerestaurantroma.it/

Altra formula è quella inventata da Lele, milanese, 40 anni, e sua moglie Melissa, 38: «Eravamo in vacanza a San Francisco e cercavamo un posto in cui cenare. Abbiamo trovato un portale dove c’erano famiglie che tenevano cene in casa. Siamo andati e ci siamo divertiti. Allora abbiamo pensato di portare l’idea a Milano» racconta Lele a Millionaire.

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Art director lui, impiegata nel mondo della moda lei, hanno ideato Ma’ Hidden Kitchen Supper Club: «Siamo un’associazione culturale. Chi vuole venire a una delle nostre cene, sottoscrive una tessera annuale di 10 euro. Una cena costa intorno ai 30/40 euro. Cuciniamo noi e ci avvaliamo dell’aiuto di uno chef. Oltre alla cene in casa, organizziamo serate teatrali, concerti».

Per cenare da loro c’è una lista d’attesa di 3mila persone: «Abbiamo iniziato invitando i nostri contatti (via email e social). Poi in poco tempo, la popolarità è esplosa, grazie a molti blogger che sono venuti a cena e ci hanno recensito bene. Poi è stato tutto un passaparola. Per ogni cena c’è posto per dieci persone. Inviamo la mailing list a tutti i soci dell’associazione e i primi dieci che accettano, vengono invitati. Il pubblico è vario, turisti e gente del posto. Età media tra 25 e 45 anni. Soprattutto donne e professionisti: comunicazione, moda, design, finanza, gli ambiti di provenienza».

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Cosa serve per riuscire? «Devi essere portato all’ospitalità. Avrai persone in casa una sera sì e l’altra pure. Poi serve tanta passione per la cucina, voglia di condividere i tuoi spazi ed esperienze». INFO: www.mahksc.it

 

www.mahksc.it

 

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107 Commenti

  1. scusatemi nei nodi burocratici non menzionate una regolare licenza per la somministrazione e l’ HCCP forse sarebbe meglio rivedere un po’ i nodi burocratici …. visto che non sono piu’ amici a cena , ma diventa un ristorante , spero che le associazioni di categoria siano durissime verso questi personaggi che si arrabbattano mentre noi ristoratori ci lasciamo fior fior di quattrini in tasse

    • A palermo il nostro home restaurant funziona da oltre un anno, siamo muniti di HACCP e delle attrezzature e abigliamenti idonei a somministrare cibi e bevande agli ospiti.
      La nostra cucina e la pasticceria è quella tipica degli antichi sapori Siciliani.
      Il nostro motto è: “Ci piace deliziarvi con le nostre specialità culinarie siciliane”……..e poi la cassata siciliana da noi prodotta e il limonello, il mandarinello, il ficò di sicilia etc. Provare per credere, venteci a trovare previa prenotazione per un massimo di 10 persone……………..vi stupiremo con le nostre bontà.
      Da Mara & Gianni a Palermo – mail:chefgiovi@hotmail.com

      • per qualsiasi attività che preveda la lavorazione e somministrazione di pietanze se sei il proprietario non è sufficiente HACCP è necessario anche l’EXREC lo sapete?

        • ciao Matilde mi spieghi cosa sono HACCP, ED IL EXREC?io e mio marito vorremmo fare l’home restaurant ma non sappiamo da dove partire.mi aiuti a capire cosa sono queste due cose

        • Secondo me giocano sul fatto che è visto come un invito a cena e una partecipazione economica come contributo alle spese. A me come te non sorprende tanto la questione tasse quanto i controlli sull’igiene etc…

      • Ho un ristorante e non arrivo a fine mese per stare in regola, sono piu le tasse che il ricavo, sto chiedendo in questi giorni alla guardia di finanza, asl e nas quali sono le regole per aprire un home restaurant e se è come dite voi, chiudo subito il mio locale in REGOLA e lo apro a casa, ho una sala cucina di 60 mq e me lo posso permettere. Per quanto riguarda Giovanni da Palermo…non esiste un haccp per somministrare alimenti e bevande in casa propria….cmq aspetto le risposte degli organi competenti e poi vi faccio sapere cosa faro’ in futuro. ciao

        • se lei riesce a vivere con 5000 euro (tetto massimo per gli home restaurant)al lordo della spesa effettuata per le cene…. fate pure anche voi….

    • Oltre a tutte le norme sanitarie e di autorizzazione che vanno verificate (e scommetto che pochi, se non nessuno, le rispettano), aggiungo che anche il limite dei 5.000 euro è una caxxta, visto che, per tutta l’organizzazione che ci sta dietro, non può certo rientrare nelle attività occasionali e a quel punto diventa obbligatoria la partita iva, a mio parere…
      Insomma, illeciti, quando non sono reati, a 360°…mah…

      • ..si, perché i ristoratori nel 99% pagano le tasse, assumono il personale in regola.. per non citare le cucine k sono il massimo della pulizia e rispetto alle norme igieniche.. mah.. sinceramente preferisco mangiare da uno k vedo preparare di fronte a me..

    • Allora chiudiamo tutti i ristoranti ecc ecc. e facciamo tutti così. visto che non ci sono regole, non c’è nessun controllo sanitario ,non’è una attività commerciale, Niente Inail niente imps niente commercialista niente haccp
      quindi è perfetto per la nostra Italietta.

        • si Carlo….mi accontento, anche perchè NON E’ VERO, e poi 12 commensali x 20 € fanno 240 € a settimana, moltiplicato x 4 settimane al mese fa 960 €, e questo moltiplicato x 11 mesi ( ti voglio dare un mese di ferie) fa 10,560 € IL DOPPIO RISPETTO A QUELLO CHE PREVEDE “LA LEGGE” …….E MI SONO TENUTA BASSA, QUINDI MI CONVIENE LAVORARE IN NERO COME VOI ANZICHE PAGAVI LE TASSE

          • Salve e scusate tanto, ma lavoro nella ristorazione da quasi 30 anni e mi viene da ridere leggendo Ristoratori o chi si definisce tale, che si lamentano di tasse, di fine mese e quant’altro, quando per 30 anni si è venduto di tutto a cani e porci senza ritegno senza rispetto e soprattutto senza la minima conoscenza di ciò che si è trattato. Dagli anni 80 in poi tanti si sono inventati un mestiere, l’ospitalità ma poi quando si è fatta dura le invenzioni non bastano e chi magari ha qualche asso nella manca e tanta esperienza vi porta via il lavoro che fin ora non avete saputo fare. Ciao

    • Premesso che il ricavato non supera i 5000 euro L anno mentre un ristorante fattura molto di più e ha una struttura completamente diversa mi chiedo siete a questo punto voi ristoratori da temere una sparuta concorrenza se tale può chiamarsi? Posso garantirvi che negli home restaurant non c è congelato è tutta roba fresca e cucinata al momento non ci sono sughi precotti e mantenuti in frigo per giorni insomma spesso la qualità di un home restaurant supera quella di un ristorante. Mi sembra puerile che i RISTORATORI affrontino in un regime di libera concorrenza UN imprenditoria “casalinga”….anzi direi ridicola

  2. Fate la pubblicità all’abusivismo organizzato. Fate cagare, siete diventati la spazzatura del web. C’è ancora in edicola questa sosstospecie di giornaletto? Spero proprio di no, è diventata una merda.

    • Ma certo. Legittimiamo tutti gli chef e i catering che hanno un impero producendo illegalmente tra le pareti di casa, le tortare casalinghe che vendono le torte in pasta di zucchero perché le hanno viste fare in tv. È vergognoso. Uno schiaffo a tutti i piccoli artigiani/chef/pasticceri che un giorno davanti a un bivio hanno scelto la strada più difficile, quella della legalità e dell’aprire un laboratorio in regola, spendendo soldi per le pareti lavabili, per l’abbattitore, per il manuale haaccp, per i corsi obbligatori, per le licenze. Un’attività in questo paese è un incubo, è dare il sangue ogni giorno. Se io non faccio uno scontrino e passa un controllo fiscale, mi fanno chiudere. Se io non rispetto le regole, mi fanno chiudere. E poi arriva la signora Lia amante del boss delle torte, l’hipster che sa assemblare due piatti perché l’ha visto fare sui tumblr e si mettono col grembiulino pulito cucinando in casa – che je frega, tanto tra le pareti di casa sei intoccabile. Prezzi più bassi (le tasse non le pagano), nessun controllo, vita meravigliosa.

      VERGOGNOSO.

      • Per quelli cacciati in mezzo ad una strada dal JA cosa proponi ?
        il tassista no si incavolano i tassisti
        i ristoratori no si incavolano i ristoranti
        e via a seguire
        l’elemosina ?
        i furti ?
        scippi ?

        • propongo il LAVORO PIU ANTICO DEL MONDO, anche li non si pagano le tasse ma in piu non si offendono i commercianti onesti.

      • Ciao io sono di Amatrice e la mia famiglia aveva un agriturismo li , sì proprio lì in quel paese che non c’è più ! Ora io mi sono trasferito a Civita di Bagnoregio dove con la mia compagna abbiamo un B&B. Vorremmo poter offrire da mangiare ai nostri ospiti e ai turisti chiaramente dentro la nostra casa. Questo ci permetterebbe qualora fosse possibile di guadagnare di più. Noi crediamo che non sia un reato offrire i propri servigi agli ospiti.
        Speriamo solo di non dover nuovamente incappare nella burocrazia che ci sta oramai distruggendo da anni !! Che ne pensate ?

  3. Bell’articolo con un paio di belle novità che solitamente non vengono messe in luce!
    Certo però non dimenticate Gnammo, è la prima e più grande community italiana che permette a tutti di aprire il proprio home restaurant in pochissimi passi e in qualunque parte d’Italia!
    Noi siamo a disposizione di chiunque abbia bisogno di qualche consiglio alla nostra mail o sulla nostra pagine Facebook!
    Ciao,
    Walter

  4. buongiorno, ho letto il vostro articolo degli HOME RESTAURANT. . . misapreste dire come vengono regolati a livello giuridico-sanitario? o dove posso trovare queste info
    Grazie
    Cordialità

      • sarei molto interessata per la valle d’aosta, esiste un elenco dove si trovano questi home restaurant? il turista come fa a venire a conoscenza? sarebbe bello organizzarli come quelli per lo scambio casa

    • puoi sempre chiedere agli organi competenti come Guardia di Finanza, Asl e Nas….ti daranno tutti i consigli del caso

  5. Per aprire un ristorante in casa bisogna rispettare una serie di regole amministrative, edilizie e sanitarie. Il decreto Legislativo 26 marzo 2010 n.59 parla chiaro; consiglio prima di rischiare sanzioni pesanti meglio informarsi bene.

  6. la trovo un idea molto carina e che da libero sfogo ai tanto “chef” fai da te…se fatto bene con il giusto ambiente dalla pulizia, al cibo, fino alla capacità del padrone di casa, escono fuori serate gradevoli. Basta sempre commenti schierati a proprio favore…è un momento di crisi e nuove idee anche se per arrotondare sono sempre ben accette. non credo che tolgono lavoro ai ristoranti situazioni del genere.

  7. L’articolo cita la Legge Finanziaria del 24 dicembre 2007 e in particolare il comma 100 dell’art. 1 per dimostrare che gli home restaurant non hanno necessità di notificarsi presso i Comuni e le ASL. Il comma citato però non menziona affatto questi Enti e si sviluppa esclusivamente attorno ai soggetti dei “minimi” dal punto di vista fiscale e non affronta per nulla eventuali deroghe amministrative e sanitarie.
    Il Regolamento europeo 852/04 apre a coloro che vogliano preparare cibi fatti in casa per la vendita al domicilio del cliente, ma non per la ristorazione domestica. Infine una delle poche Regioni che in Italia ha affrontato il tema, il Piemonte, in una circolare del 2012 a tutte le ASL di competenza, dice chiaramente che è espressamente vietato fare ristorazione domestica, mentre è lecito, seguendo un ben definito iter burocratico e di autocontrollo HACCP (non un semplice attestato online) aprire un’attività domestica per la vendita di alimenti presso il domicilio del cliente (attività di commercio speciale)

    • Dott. Paschetto le chiedo a chi è possibile chiedere informazioni sulla possibilità di fare l’attività di home restautant in Piemonte come privato. Mi può dare qualche recapito?

  8. hanno trovato un altro modo per eludere tutte le severissime regole italiane sia di permessi haccp sia di costi corsi infiniti fra pronto soccorso alimentarista rspp ecc ecc mi sembra una faccenda ridicola e mi auguro li facciamo chiudere tutti è solo una furbata nei confronti dei ristoratori seri che devono combattere con tutti poi il limite dei 5000 Mila euro è ovviamente un’altra sciocchezza difficile da controllare, voi legittimate l’abusivismo pensate che chi fa il ristoratore sia stupido? Io vorrei che subito venissero controllati questi abusivi dai nas dai vigili del fuoco dai vigili urbani dall’ispettorato del lavoro dalla siae e dalla guardia di finanza i normali controlli che subiscono i locali pubblici.

  9. Trovo l’idea super interessante. E la vedo un alternativa che non toglie niente ai ristoranti ” professionisti” . Sicuramente ci sarà di adeguare servizi igienici e quant’altro lega la ricezione di ospiti.
    Credo di contattarvi per approfondimenti. Chissà che non mi venga voglia di provare. Saluti a Voi e complimenti per la voglia di mettersi in gioco.

  10. Ma perché una porcata!? La porcata la fanno i nostri governatori con tutte le tasse che si pagano. Ci sono tante persone con la passione della cucina che non hanno nulla da invidiare a uno chef professionista ma che non hanno né la possibilità economica per aprire un ristorante né il talento dell’organizzazione. Non credo che per due o tre cene al mese possano rubare il lavoro a qualcuno. Suvvia

    • con la scusa che i nostri governanti fanno le porcate abbiamo trovato l’alibi per farle anche noi, cara Simonetta, due o tre cene al mese non rubano il lavoro a nessuno MA tolgono al paese le tasse, che poi di conseguenza aumentano a noi ristoratori che siamo in REGOLA. suvvia

  11. è lo stesso discorso di uber o di airbnb che fanno andare su tutte le furie tassisti e albergatori. Ora, è tutto vero che nelle attività “normali” ci sono 1000 controlli piuttosto che tasse varie e quant’altro, ma il vero motivo per cui funzionano uber e airbnb è che la gente si trova meglio, fatevene una ragione. Ancora più assurdo è volerli far chiudere, nessuno ti impedisce ad esempio di pagare le tasse quando ospiti persone tramite airbnb.
    Sei un ristoratore incazzato perché pensa che l’home restaurant a fianco faccia più profitti senza tutti gli obblighi vari del ristoratore? bene, apri un home restaurant e non rompere !

  12. Qui non si tratta di rubare il lavoro a qualcuno ma di rispettare norme igienico-sanitarie a cui sono sottoposte le nuove attività commerciali.per non parlare dell’aspetto economico…e tutte le altre norme da rispettare.Questa è somministrazione di alimenti(non è rivolta ad amici,dato che si paga,)e in quanto tale si devono rispettare determinate norme!!In più basta con questo messaggio sbagliato che facendo un corso avendo la passione per la cucina si può fare ristorazione!!!Serve conoscenza,pratica e tanta tanta fatica!!!

  13. bellissimi i commenti di vari personaggi che si vedono portar via il lavoro o colui che dice che un ristoratore paga un mucchio di tasse….Mah!!!
    Lo sfizio di riservare un tavolo a casa mia facendo gustare la cucina mediterranea e quello che mangio io a persone che alla fine diventano ” amici ” NON CLIENTI e contribuendo nelle spese mi fa ridere questa cosa del lavoro decurtato, dell’ HCCP, ….ahoooooo si siede al mio tavolo e mangia quello che mangio io…. sicuramente non è roba cucinata da giorni e schiaffata in frigo per servirla poi ai tavoli…. ce ne sarebbe da dire… quello che ho visto nei vari ristoranti, nelle pasticcerie dove mi sono specializzato….aheeeee…..vabbè va

  14. Ok la deregolamentazione, ma per tutti ristoratori professionisti compresi. Ma se poi si deregolamenta tutto salvo con 4 basilari norme di igiene e sicurezza tutti questi paraculi burocrati cosa vanno a fare non avendo più nessun foglio da prendere, spostare, rispostare, accorgersi che manca una virgola, un timbro…….?

  15. home restaurant , la trovo una idea interessante , e che nulla toglie al ristoratore professionista , salvo a chi lavora male. I due Non sono elementi in competizione anzi , a mio parere esaltano le differenze , il ristoratore (serio) che fa del cibo elemento di ricerca , qualita e identita , e chi invece in casa realizza piu una esperienza circoscritta di cucina , ma di piu ampia valenza sociale relazionale.
    Impensabile che un home restaurant possa competere con un ristoratore professionista capace di assicurare nel tempo e con costanza risultati e performance .
    lo vedo piu come un esperimento , magari una moda , o comunque una attivita limitata al limite periodica .piu una esperienza emozionale e di scoperta di nuove forme di relazioni sotto l’alibi del cibo che altro. Trovo non solo di pessimo gusto e livello certi interventi pesanti , quanto testimonianza di chi scarsamente sicuro della sua arte , teme qulunque fenomeno che possa portarne alla luce l’evidenza.

  16. Mi sembra esagerato parlare di “rubare il lavoro ai professionisti”. In fondo è come avere ospiti a tavola, non è come gestire un ristorante abusivo. Si parla di piccoli numeri, nulla di serio. Del resto, se non ci si arrangia, come si deve fare al giorno d’oggi? Magari è una buona idea anche per gente che un lavoro non lo ha più, per sbarcare il lunario. Poi, se un ristoratore è valido e serio, non può sentirsi minacciato da un home restaurant.

  17. Infatti, perche’ una porcata? Perche’ le cucine dei ristoranti sono tutte pronte per un blitz dei nas in qualsiasi momento? Personalmente mi sentirei piu al sicuro in una casa privata dove magari posso anche dare un’occhiata allo stato della cucina. Inoltre come farebbero gli HR a rubare clienti ai ristoranti se possono al massimo fatturare 5000euro/anno?
    Certo mi pare un po’ leggero da parte delle amministrazioni lasciare tanta liberta’ mentre mi pare che nei B&B non si possa servire una colazione fatta in casa.
    In ogni caso l’HR
    mi pare la naturale evoluzione della ristorazione per le persone che cercano occasioni di convivio fuori dai sentieri battuti

  18. buongiorno, leggendo alcuni commenti di “dotti burocrati”, più o meno affezionati a posizioni di rendita e caste varie, si può ben comprendere come sarà molto difficile per l’Italia, stare al passo con i tempi e sopratutto al passo di altri Paesi meglio organizzati e più aperti alle novità.
    prima di scrivere certi commenti, varcate qualsiasi confine della nostra povera Italia per vedere il mondo nel 2015.
    buona fortuna.

    • perfettamente d’accordo. Rammento di aver assistito,qualche tempo fa, ad una scena in cui una negoziante che aveva in vetrina abiti il cui meno costoso aveva un cartellino di 470 euro, si lamentava con un vigile urbano perchè di fronte al proprio negozio era stazionata, con le autorizzazioni in regola, una bancarella che vendeva abitini da 10 euro.
      Ricordo di aver pensato che qualcosa non funzionava: di certo la bancarella non era in un posto adeguato, ma come poteva la commerciante sentirsi minacciata da chi vendeva un prodotto che, mi auguro, nulla aveva a che fare con il suo e certamente destinato ad una clientela che non poteva essere la sua?
      Nel caso di cui stiamo trattando credo che la crisi nel nostro paese sia dovuta fondamentalmente alla ottusità di cui non riusciamo a liberarci e che non ci permette di evolverci e di avere amministratori professionalmente preparati, ma semplici pastori di un gregge di pecore e, a mio modestissimo avviso, un ristoratore che si senta minacciato da certe affascinanti iniziative che ci pongono al passo con il resto d’Europa, probabilmente continua a proporre la “solita” Amatriciana mal fatta a 15 euro a porzione.
      Ho diverse idee per un ristorante che funzioni, se volete ne potremmo parlare…

  19. Non so perche’ ma questa trovata mi sa tanto di “5 stelle” 🙂
    Cmq se HR e’ ok…allora perche’ non a bordelli che fatturano max 5000 euro tanto come si legge nei commenti “c’e’ la crisi” e le leggi sono dei “burocrati”

    Io intanto mi apro in casa il mio allevamento di polli da combattimento con annesso HR…cosi’ il perdente viene servito al pubblico

  20. Si tutto questo è bello, ho avuto anche io il pensiero molto tempo fa, sono un libero professionista e sono stato anche imprenditore.
    Sono in una casa a Imola dove vivo e faccio i miei corsi di cucina per pochi amatori o professionisti, il tutto alla luce del giorno e pagando le tasse. dopo 35 anni di professione pensai di fare una questo home restaurant, con le giuste precauzioni e autorizzazioni, per la usl non ci sono prroblemi se ci si attiene alle regole igienico sanitarie.
    Il pezzo doloso è stato la destinazione d’uso che è obbligatoria, qui non viene accettata nessuna trasformazione dove ci si abita, i geometri del comune mi hanno negato il progetto, perchè diventa attività commerciale anche se sotto forma di quel che si voglia. Forse qui sono retrogradi, oppure si attengono a quelli che sono i parametri legislativi della ricreazione.
    Quindi ho capito che l’home restaurant non si può fare dove si voglia.

    Antonio

  21. Siamo ristoratori di Sulzano, sul Lago d’Iseo, facciamo il nostro lavoro con la passione di chi ama la gente, la cucina, la nostra bella Italia ricca di impareggiabili sapori, tradizioni, arte, meraviglie ambientali, tutte potenziali fonti di ricchezza e benessere di cui avremmo possibilità tutti di godere….se fossero correttamente gestiti.
    Condividiamo i commenti in un verso e pure nell’altro…..ci piacerebbe avviare un home restaurant nella nostra casa…Pensiamo che andrebbero riviste le regole che impoveriscono e penalizzano i ristoratori seri e nel contempo andrebbero stimolate (non senza regole), queste nuove idee che apportano ricchezza, scambio culturale, positività in un panorama sociale, economico culturale tanto “immiserito” come quello che stiamo oggi vivendo.

    ricchezza e benessere

  22. Scusate,mi spiace dirlo,ma non sempre chi ha un ristorante e’ capace di gestirlo e una buona percentuale si e’improvvisato “cuoco”senza saper far nemmeno un’uovo fritto…..per non parlare degli evasori e di chi di norme igieniche non ne conosce nemmeno il significato……
    chi lavora bene nn ha paura di altri ristoranti che aprono o degli home made per cui non vedo il motivo per il quale in italia dobbiamo essere sempre il fanalino di coda delle novita”o delle innovazioni…

  23. Mi fate davvero ridere…

    Se uno non si fida dell’igiene in un Home Restaurant semplicemente NON CI VA.

    Gli HR nascono col passaparola tra amici, gente che ti conosce, sa che non sei uno zozzone e che dopo essere venuto a mangiare a casa tua ti raccomanda ad altri amici, e così via.

    Avete la fissa dell’igiene, della pulizia e dell’HACCP? Bene, andate in un normale ristorante (e buona fortuna), chi ve lo vieta?

  24. in paesi dove le attività non vengono schiacciate dal peso della burocrazia e delle tasse è sicuramente un’idea carina e originale. Ma in Italia non basta avere la patente e la macchina per fare il tassista, senza una regolare licenza, che può arrivare a costare una follia nelle località turistiche, si è solo degli abusivi. Così è nella ristorazione! Gnammo è nato per conoscere persone condividendo una buona cena a rimborso spese, mentre queste sono delle vere e proprie attività abusive a scopo di lucro! Io sono solo una cameriera, ma i ristoranti, quelli veri, mi hanno permesso di pagarmi gli studi, mentre questa furbata non crea alcun ritorno per la società se non un guadagno illecito ed esentasse per chi la pratica! Quest’articolo dovrebbe far indignare tutti quelli che si ritengono onesti e che si costruiscono quotidianamente con fatica e sacrifici!

    • cpmplimenti! sei stata fortunatissima a trovare un ristoratore così onesto da regolarizzare il tuo lavoro, svolto per pagarti gli studi, mentre magari padri di famiglia, camerieri professionali, erano a spasso perchè “di sesso maschile” magari anche disposti a lavorare in nero…

  25. Scusate ma invece di criticare potete farlo anche voi! !!finalmente un attività non assoggettata a tutte le assurde pratiche burocratiche e avete da ridire!!!! Benvengano queste agevolazioni anche per altri settori! C e gente che è’ senza lavoro causa la crisi e quest dell homme restaurant può essere un aiuto! Nn

  26. Buonasera,
    Vorrei fare solo una domanda :
    Ma i dati nell’articolo sono giusti ?
    No perche’ mi sorge un dubbio spontaneo …..
    Ma se il signore aspirante ristoratore di media riceve 8 persone alla settimana e il limite massimo consentito dalla legge e ‘ di 5000 euro annui ,come fa’ a non superarlo se propone menu da 20 euro ??????
    52 settimane x 8 = 416 persone che riceve
    416 x 20 = 8320 euro che incassa
    Se il dato delle persone e’ corretto dovrebbe far pagare circa 12 euro a persona per non superare i limiti,ma se dichiara che i guadagni sono un modo per arrotondare lo stipendio e che ci paga le bollette ,vuol dire che c’e’ qualche dato non chiaro .
    Vorrei capire un po’ meglio !!!!

  27. Ciao a tutti, leggendo alcuni commenti devo dire che si evince un grado di ignoranza particolarmente marcato, ignoranza in materia ovviamente.

    Qui bisognerebbe rendersi conto che non siamo davanti a un qualcosa nemmeno lontanamente a norma di legge.
    Un’abitazione non ha neanche in partenza un requisito valido ai fini commerciali, parliamo della categoria dell’immobile non a uso commerciale.
    Senza di questo è già inutile parlare di haccp, antibagno,bagno per disabili, controllo vigili del fuoco per utilizzo di attrezzature a gas, pareti lavabili etc…

    Se provaste a presentarvi alla vostra Asl di competenza vi direbbero di abbondare l’idea, altrimenti ci sarebbero dei rischi enormi

    Per quanto riguarda la questione dei 5000€ vorrei sapere come si fa a considerare qualcosa che viene pubblicizzato una attività saltuaria?se il discorso è prendiamoci per i fondelli allora é tutto ok, se si vuole analizzare seriamente la situazione è ben diverso.

    Il ridurre tutto alla lotta fra ristoratori e non, o al dire con questa crisi….la crisi non la si può e non la si deve combattere con l’illegalità.

  28. Salve….
    Ma quante chiacchiere , ogni uno dice la sua ” Home Restaurant or not that is the question ”
    La mia domanda EST: Posso o non posso invitare a cena 15 persone, amici e amici d’amici a CASA MIA ???
    Se questo RISTORANTE a CASA resta nel privato non vedo il problema
    CMQ. Tanto per fare una battuta: è come prostituirsi a casa propria .
    E si perché nella ristorazione si dà il culetto “INTESO COME SACRIFICIO”

  29. Secondo me è assurdo … Ci sono norme igienico sanitarie da rispettare,licenze per la somministrazione di alimenti e bevande, norme antinfortunistiche ecc… ma qui stiamo scherzando o siamo seri ?Va be che oggi incontri una persona e dopo un minuto lo cataloghiamo come amico senza parlare di Facebook e Twitter ma per me questo è vero abusivismo …ma a questo punto metto su un negozio di abbigliamento in casa tanto quelli che poi si presentano alla porta diventano tutti amici in un secondo… Intervenga immediatamente la finanza e la Asl in queste attivitá.

  30. mi è piaciuto leggere tutti i commenti, anche perche prorpio in questi giorni, insieme al commercialista sto discutendo per aprire un hr. Dopo aver letto tutto, ho pensato: i ristoratori seri che veramente offrono una cucina gigliata non credo possano aver paura degli hr, chi mette in dubbio l igiene di un appartamento che ospita, deve pensare che la pulizia è a vista, perché nel caso in cui non fosse chi ci torna piu? Chi critica la cucina con parole venate di invidia tipo la casalinga che impara tramite la tv, non tiene conto che c è chi sa cucinare perche trasmesso attraverso le nonne, mamme , che cucinare è una passione irrefrenabile, che ti piglia in qualsiasi momento e che non tutti, come me, pur avendo le possibilità economiche , vogliono aprire un ristorante ,perché almeno a me genera ansia e stress, e quindi per sfogare questa passione , la via di mezxo è farla per poche persone, curata nei minimi dettagli e fatta ad hoc. Io penso che chi fa hr, non lo faccia per guadagnare ma per soddisfare il bisogno di trasmettere emozioni attraverso pietanze, ambiente, e convivialita. Chi crede che operare al di fuori dei ristoranti, costituisca una minaccia, perché non va ad analizzare la vera minaccia costituita da fiere, sagre e mercatini che imperversano? Avete mai guardato l igiene ad una sagra? Pentole appoggiIate per terra, alimenti maneggiati da mani sporche, grembiuli unti. Poi sono pienamente d accordo con gli esrcenti che parlano di tasse, e controlli. Io ero una di voi e ho chiuso. Ma qui si rientra nel settore giustizia, e ora voglio dare libero sfogo a quello che mi piace, ho imparato anche dalla televisione è vero, ma perche ho la capacita di assimilare con gli occhi, sono umile e non voglio insegnare niente a nessuno e imparo da tutti anche attravero gli errori di altri e non mi vergogno a dirlo, che male c e? 50 anni fa c’è chi ha imparato a leggere tramitte la tv. E allora? Ben venga! Se le scuole di cucina sono fatte bene, tipo accademia montersino, vi garantisco che si impara!

    • Ciao Monica, ho letto parecchi dei post di commenti ( non tutti) ed il tuo mi sembra uno dei pochi onesti e senza retropensieri. Io ho iniziato a cucinare per necessita’ a 40 anni e la passione mi ha talmente preso che faccio cene e cenette per il piacere di cucinare. I miei amici e loro conoscenti mi danno un contributo, a secondo dei piatti offerti, già da tempo e non sono un HR. I miei ospiti entrano in cucina, aprono il frigo e se sono ” zozzone ” lo vedono! Ho un mio lavoro e penso, come te, che la cucina e’ passione. Voglio cucinare per gli altri per trasmettere questa mia passione. Brava Monica.

  31. Cari ristoratori, avete ragione su tutte le norme e regolamenti imposti dalla legge e che bisogna rispettare. Voi però dimenticatevi di fare soldi con un ristorante, ma soprattutto dimenticatevi di avere la sala piena con una brigata in cucina composta da stranieri sottopagati che li fate lavorare dalle 12 alle 15 ore al giorno e che non sanno cucinare e con le materie prime di bassa qualita’. Ben vengano queste nuove idee, chI spende per mangiare fuori, non deve essere preso per i fondelli….NON PIU’

  32. Una idea stupenda,sarebbe bello evitare fardelli burocratici enormi.
    Ho letto..pero’, tutto e il contrario di tutto.
    Si puo’ farlo…no…non si puo’…
    Basta varcare la frontiera…e scopri un altro mondo….

  33. GUADAGNO FACILE. ecco la vera ragione di paventa tanto gli home restaurant e cose simili. Non venite a dirmi che lo fate per spirito. Balle. Lo fate per i soldi. E i soldi sono l’unica cosa che vi muove. Altrimenti? Non ci guadagnereste.. se fosse veramente spirito di condivisione e basta.. condivideresti solo la spesa fisica. e lo sbattimento te lo faresti da solo. Mi dispiace per chi ha fatto sacrifici per anni ha aprto locali e ristoranti con fatica e spirito di dedizione. Cari improvvisati ristoratori ed albergatori, i mestieri non si inventano.C’è gente che ci vive, che ha studiato, che fa sacrifici, e voi? il vostro lavoro l’avete, il bello stipendio fisso, e poi ma si aggiungiamo anche questo. Ammesso.. ma se vi mandassero via dal vostro lavoro perché c’è chi lo fa per voi gratis, o costa meno?!! già non è mai bello. Ma l’arte per fortuna non è per tutti. Viviamo in un paese fatto di menticule, dove vince l’individualismo, e questa gente ne è la prova. Spacciandosi per giunta per ciò che non è. Quindi abbasso cuochi home restaurant e albergatori improvvisati, abbasso musicisti per hobby, e i volontari della domenica. Questo paese sarebbe un posto meraviglioso, se anche solo per cominciare certa gente cominciasse a pensare al suo. E smettere di fare la saccente su mestieri che non le competono.

    • vero è che.. l’orgoglio, l’individualismo e la rabbia, non permetteranno mai a nessuno di essere d’accordo con ciò che ho scritto. Ci vorrebbe qualcuno di intelligente.. buahahahahah…
      In ogni caso.. mediazione. Un sito dove chi vuole viaggiare in un certo modo, vivere le persone, conoscerne di nuove, abbia la possibilità di dormire o mangiare in casa altrui. Senza guadagno. Partecipando alle spese vive. Dividendo i costi della spesa piuttosto dell’uso della corrente etc. e basta. QUESTO E’ SPIRITO DI CONDIVISIONE e non c’è guadagno.

  34. Se uno non puo permettersi di aprire un ristorante ed ha bisogno di lavorare sfruttando le propie capacita questa e’ un ottima idea. Alla faccia della crisi e delle tasse e chi le paga ancora .sicuramente fare questa attività e’ piu pulito di fare il politico e rubare. Condivido questa idea voi continuate a pagare le tasse e grazie perche pagate anche le mie che io non posso permettermi di pagare o mia figlia non mangerebbe.Invece di giudicare gli Italiani entrate in uno dei negozi cinesi , marocchini , rumeni e vedete dove realmente finiscono i vostri soldi…

  35. cari ristoratori ma vi rendete conto che per cenare in un ristorante per una famiglia composta da quattro persone ci vogliono tra 150 e 200 euro????? voi pagherete anche le tasse, ma per favore non fate i finti poveri. Tra disoccupati e sottopagati non tutti si possono permettere di andare al ristorante……..arrabbiatevi con chi aumenta le tasse, non con chi si inventa un lavoro per sopravvivere.

  36. Buonasera,gentilmente potrei avere un link o cmq maggiori Info per capire meglio tutto ciò che serve,documenti,ecc. per aprire un home restaurant? Grazie.

    • X Fra, non ti fare problemi, pulisci bene casa, fai qualche bella foto di casa tua, metti un po la voce in giro, soprattutto online, e vai alla grande…

      che documentazione dovrebbe servirti?ti sembra una attività sottoposta a qualche norma?

      Scusami per il sarcasmo, ma onestamente sarò stupido io a cercare una soluzione legale e a norma per guadagnarmi da vivere…ti parla un ragazzo di 30 anni che ha aperto e chiuso un ristorantino, che al momento è disoccupato e cerca una soluzione lavorativa.

      Io di stupidate nei commenti di questo articolo ne ho lette anche troppe.

      Tipo caro Luciano, a parte che non so a quali ristoranti sei abituato ad andare, di sicuro si può spendere anche meno, ma d’altra parte qualche dottore ha prescritto che bisogna andare per forza al ristorante?

      basta con questa demagogia inutile, mi rendo conto che alla testata giornalistica in questione porti solo visualizzazioni, ma questo articolo non ha le fondamenta per essere un attività legale.

      ciao a tutti

  37. Cucino per gli amici, dividiamo le spese degli alimenti e, considerato che lo si fa a casa mia, contribuiscono alle spese accessorie (gas, elettricità)… e siccome sono bravo mi fanno pure un regalino. Dov’è il problema?

  38. Purtroppo la situazione lavorativa il Italia è disastrosa! Il fidanzato di mia figlia (cuoco e pasticcere) nn trova più lavoro. Nn c’è un ristorante, albergo, bar o pasticceria che lo assuma nonostante abbia 10 anni di esperienza. Quindi uno cosa deve fare? Glielo date voi il lavoro Signori ristoratori che vi lamentate xkè non arrivate alla fine del mese??? Quindi uno si arrangia, e se lo stato da la possibilità di aprire un’attività del genere ben venga. Gli home restaurant sono diffusi in tutto il mondo da anni nn vedo quale sia il problema.

  39. scusate ma se un commensale e allergico a qualcosa e sta male perche e venuto a contatto con qualche alimento che da allergia chi va nei guai visto che e venuto a mangiare a casa mia?

  40. ma è’ possibile che in Italia riusciamo sempre ad essere così burocrati da rendere tutto difficile, indigesto, fattibile solo se raggiri? Io capisco la frustrazione dei ristoratori oberati di incombenze e di tasse, ma qui stiamo parlando di numeri massimo di 10 persone a cena in casa propri. Premesso che non svolgo questa attività, se 10 persone scelgono di venire ad assaggiare ciò che uno cucina a casa propria, lo fanno liberamente, assumendo si la responsabilità di ciò che scelgono, come quando inviti amici a casa tua, devi avere l’Hccp per invitarli??? Se uno sa di essere allergico lo comunica prima o evita certi cibi, se non lo sa ed accade un episodio improvviso, potrebbe accadere ovunque, sia a casa sua, che da amici.
    Ma rendiamoci la vita un po’ più gradevole!!!! In Italia qualsiasi idea invece di venire promozionata, si trova sempre il modo di renderla “fuori legge”!!! Quale legge poi??? Proprio in Italia! W l’home restaurant!

  41. Mi rivolgo a tutti i ristoratori che nelle risposte non fanno altro che lamantarsi della crisi, del lavoro che manca, dei permessi , dei corsi, di tutto. Ma la vogliamo smettere una buona volta di piangerci addosso o di dare la colpa sempre agli altri ! Fatevi un esame di coscienza la colpa non e’ del governo,non e’ di chi non c’e’ la fa e si reinventa, non e’ nemmeno della crisi perché’ la crisi non esiste ognuno di noi e’ la propria crisi.
    In crisi siete voi perché’ lamentandovi non cercate soluzioni, non create soluzioni ma sperate che siano gli altri a trovarvele comodo vero?
    Datevi una mossa e ricordatevi che c’e’ chi il cambiamento lo fa e chi lo subisce, quello che fino a qualche anno fa funzionava ora non funziona piu’. Io non faccio il ristoratore ma facevo un mestiere che ormai guadagnavo 1000 euro ogni due mesi con una famiglia da mantenere e ora perche’ ho avuto il coraggio di cambiare abbandonando un posto fisso per diventare imprenditore di me stesso dopo pochi mesi guadagno gia’ 2000 euro al mese. Ma ognuno e’ padrone di fare cio’ che vuole.

  42. Trovo assurda la lamentela dei ristoratori per quella che è una accoglienza di tipo famigliare. E’ come se gli albergatori si ribellassero ai B&B. Avete ragione però nel lamentarvi sulle tasse perchè alla fine tra mille permessi e tasse, appunto, voi rischiate tanto e guadagnate poco lavorando molte ore e rischiando capitali. Ma questo è il sistema italiano e non vedo perchè temere una famiglia privata. Famiglia che prepara cibo semplice, pulito perchè controllabile ( nelle vostre cucine non si entra a vedere quanto siete puliti, nelle case sì…) e non potete dare quello che una persona è libera di avere: sentirsi in una casa e in una famiglia. Nei vostri locali o troppo chic o troppo pieni di casinisti, di certo non c’è questa accoglienza.
    Su chi fa commenti e conti perchè non venga superato quel 5000 euro l’anno… meglio calare un velo pietoso. Non esiste locale che non passi qualche tavolata in nero, che faccia un conto a metà per amicizia e che non rischi una multa dalla finanza. Anche qui non per sola disonestà ma di certo per troppe tasse che è il sistema italiano che vi pone sulle spalle.
    Se vi aprite mentalmente, comunque, capirete che la concorrenza sarà minima e che è uno dei tanti cambiamenti che non si possono combattere.
    Siamo tutti liberi di scegliere in che locale o non locale andare.
    E l’unione ha sempre fatto la forza mentre da decenni gli italiani sanno solo abbattere idee che ormai sono internazionali.
    Spero che ci sia lavoro per tutti perchè alla fine è questo il punto per certe invidie e incomprensioni.

    • sono favorevole alla libera impresa e all’iniziativa, alla fantasia e creatività che stimolano e fanno crescere tutti. Il problema semmai è il solito doppiopesismo italiano: se tenti di aprire una trattoria devi avere locali idonei, attrezzatura a norma, nulla osta dei VVFF, Comune, ASL, ARPA, controlli sull’isolamento acustico, registratore di cassa, POS obbligatorio, tasse sull’insegna, sul menu esposto, sul dehor, licenza A, licenza B, superalcoolici, fatture dei fornitori, prodotti tracciati con indicazione della filiera, ecc ecc ecc…..
      Se inviti gente in casa non ti serve nulla di tutto ciò perchè SI SUPPONE che se hai avuto l’abitabilità della casa (magari 20 anni prima) hai tutto a norma.
      Sono un artigiano, entro nelle case della gente e vedo cose che non potete immaginare: cucine vecchie e obsolete, impianti da far rizzare i capelli, igiene e sicurezza domestica inesistenti.
      Questa iniziativa è interessante, e si basa sul passaparola dagli amici agli amici degli amici ecc, e probabilmente ad una semplice richiesta si può visitare la cucina, chiedere e avere informazioni sul cibo, vedere le confezioni e gli scontrini (per conoscere fornitore e qualità del prodotto), ma allora a tutti gli effetti è una concorrenza sleale nei confronti dei ristoratori che, se anche concedessero le stesse garanzie, non si vedrebbero sgravare da tutti gli obblighi e le gabelle richieste.

  43. Bene. Ho letto con attenzione tutti i commenti, ma una cosa non mi è risultata chiara: cosa distingue un ristorante da un/una buon/a cuoco/a casalinghi? Solo permessi e controlli burocratici? I prezzi non direi, oppure la solita manfrina tipicamente italiana e di medioevale memoria per cui, se vuoi intraprendere un’attività, fosse anche per riuscire semplicemente ad arrivare alla fine del mese o a sentirti un po’ più realizzato, devi possedere un certo capitale, essere disposto a fare unicamente tale attività, magari pagando buone uscite all’appartenente ad una certa “loggia”, barcamenandoti poi tra il legale e l’illegale, per poter pagare tutto questo “meraviglioso” castello?
    No, perchè se questo fosse, avrei un sacco di ragioni in più per preferire mangiare a casa mia o da amici, piuttosto che in un “ristorante”
    Concludo invitando i ristoratori in crisi ad andare a pranzo, almeno una volta, al “Castagneto”, zona Le Castella a Campagnano di Roma (fuori da qualsiasi percorso turistico), ma vi consiglierei di prenotare prima, qualsiasi giorno della settimana, perchè gli oltre 200 coperti sono pressochè sempre occupati a circa 40 euro a persona!!!!
    ancora una curiosità: non ho letto alcuna protesta di Mc Donald… com’è, a loro gli HR non rubano clienti con la loro concorrenza sleale? Eppure che non è affatto economico a ben guardare per quel che ti da!

  44. Volevo rispondere a Angela Cristofaro,
    fermo restando che devo informarmi bene di come funziona per poter esprimere un mio giudizio di senso compiuto.
    Ma alla signora che fa i conti di 10000 euro l’anno, lei che è una commerciante, vorrei chiedere se li ha calcolati i costi..e quindi se ha compreso che il prezzo sarebbe lordo?

  45. Buongiorno a tutti
    sono un grande appassionato di cucina e del buon mangiare, e ho accarezzato l’idea di fare un H. R potendo disporre di spazio , capacità e gusto sufficienti a soddisfare i miei ospiti. Mi sono letto tutti i commenti e solo oggi ho voluto intervenire in merito, subito dopo aver preso una fregatura in un frequentato ristorante sardo della capitale, ristorante che propendeva più verso una cucina marinara(che non appartiene alla tradizione sarda, a eccezione di pochissime città costiere) che a quella terricola, che in Sardegna ha maggiore tradizione. la fregatura in questione è stata data dal pessimo modo di trattare una materia prima che invece era di ottima qualità. In poche parole, non sapevano cucinare il pesce.
    Torno all’argomento e mi chiedo: xchè i ristoratori sono preoccupati/incazzati? Credo che lo sono per la vessazione alla quale sono sottoposti più sotto forma di vincoli e controlli e tasse indirette più che per le tasse dirette sul reddito (perché lì in qualche modo si ingegnano…). Aprire un H.R con l’intenzione di farne una forma di reddito è una cosa semplicemente ridicola. Cento volte, più per gioco che per altro, mi son fatto i conti di ciò che sarebbe il ritorno economico di una casa con ricettività di sei/otto persone. Sei poi, come si legge, parliamo di menu a 20 e, stimo parlando semplicemente di persone che recuperano le spese perché se faccio una cena a casa mia con un menu di terra di cucina romanesca, spendo almeno (dico almeno 15 euro a testa di soli ingredienti ( comprensivi di pane, due olive, l’acqua…E non so se il vino è incluso oppure no). In più ci aggiungiamo il tempo per la “preparazione della linea”, il cucinare, l’apparecchiare e sparecchiare, lavare le stoviglie et. etc.. E il riassettare la casa? E il fatto che il tutto avviene, in genere, nei week-end? Che cavolo di guadagno è? E poi i ristoratori sanno perfettamente che “i clienti” che si rivolgono agli H. R sono clienti che vogliono spendere assai poco. Se invito a casa mia gente a mangiare il pesce come lo intendo e lo cucino io, ci vogliono almeno 50 Euri a testa, con il vino escluso, e io non guadagno nulla, ma mi regalo solo grande fatica e stress, perché una casa, seppur bene attrezzata, resta una casa che non ha i macchinari e gli utensili che nei ristoranti facilitano il lavoro. Ma se un cliente di H. R si vede proporre una cifra simile, con vino escluso, di sicuro va a spenderla in un ristorante dove può contare, quantomeno sulle recensioni o sul passaparola se non addirittura su cibi preparati da chef in odore di stelle Michelin. Fare l’Home Restaurant per guadagnare denaro è un chimera, una sciocchezza, chi lo fa lo fa semplicemente per passione, per divertimento e, credo, per conoscere gente. per alcuni potrebbe essere addirittura l’unico modo e l’unico arricchimento. Perché, cari ristoratori, vi preoccupate? Cominciate con il presentare in tavola gamberi freschi cotti 2 minuti e non mezz’ora che diventan duri come sassi, spaghetti alle vongole con la cremina ottenuta con l’amido di pasta di qualità e non con l’aggiunta di maizena, e soprattutto variate il menu che spesso e volentieri, con la banale scusa della cucina tradizionale del posto, è identico per tutti i ristoranti ubicati in una stessa città. Vedrete che, così facendo, la gente che ha due lire da spendere torna da voi. Poi se vogliamo spostare in discorso sulla mancanza di denaro nelle tasche delle persone, possiamo farlo, ma questo è tutto un altro argomento.

  46. E’ importante il recente parere dell’Agcm che definisce “non giustificate” le limitazioni poste dal Ddl all’esercizio dell’attività di home restaurant. Il legislatore ha tentato di fare passare una pessima normativa che, se approvata, avrebbe condizionato negativamente la nascita e lo sviluppo degli home restaurant. E’ corretto che le nuove attività legate alla sharing economy siano regolamentate da una chiara disciplina affinché non si verifichino tentativi di concorrenza sleale e, al contempo, si vada a colmare quei vuoi normativi all’interno dei quali potrebbero insediarsi forme di sommerso. Tuttavia, come scrivo nel mio libro dal titolo “Home restaurant e social eating. Guida all’attività di ristorazione in abitazione privata”, occorre pensare ad una normativa che agevoli lo sviluppo di queste nuove forme di business. Il limite dei ricavi o del numero dei coperti (e tutte le altre clausole eccessivamente restrittive) posti dalla normativa in questione non hanno motivo di esistere anche perché in contrasto con la libertà dell’iniziativa e dell’attività economica sancita dalla Costituzione.

    Nicola Santangelo
    http://www.lavoroimpresa.com/lavoro-imprenditoria/art/1089-home-restaurant-social-eating-guida-attivit%C3%A0-ristorazione-abitazione-p

  47. Amo gli home restaurant, un giorno o l’altro prenderò in considerazione l’idea di aprirne uno tutto mio, in famigliola ci si intende. L’unico problema è che prima debbo fare un bel corso in cucina, ma le emozioni che si sprigionano in un’area come questa sono uniche. Ne ho provati diversi, in parti anche diverse d’Italia e gli effetti, a parte le particolarità tradizionali/culinarie, i risultati sono sempre unici di volta in volta.
    Speriamo che tutte le questioni burocratiche trovino il tempo e lo spazio che si meritano e che non portino alcuno squilibrio sulle tradizioni originarie.

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