Cross Hub: la soluzione del temporary manager per lo sviluppo delle Pmi

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temporary manager

«A differenza del permanent manager, il temporary manager non ha interesse ad accelerare la propria carriera manageriale all’interno della stessa organizzazione, anche mediante la creazione di centri di potere basati spesso sulla centralizzazione flussi informativi».

 

«Il temporary manager di successo è colui che è in grado di rendersi inutile il prima possibile».

È così che Luca Genovese, co-founder e managing director di Cross Hub, introduce, usando un evidente paradosso, la missione della figura professionale che sta prendendo sempre più il sopravvento in Italia.

«È proprio quando si riesce a diffondere una cultura manageriale all’interno dell’organizzazione, a introdurre metodologie e approcci per una efficace governance dei processi aziendali e a favorire la crescita e valorizzazione del capitale umano presente all’interno della stessa, che si può affermare che il temporary manager ha completato il proprio percorso di affiancamento manageriale, contribuendo a migliorare le performance aziendali e i livelli di efficienza organizzativa e creando, contestualmente, le condizioni per una efficace successione nel ruolo» spiega Genovese.

 

Luca Genovese
Luca Genovese

 

Cosa fa il manager temporaneo e quali sono i vantaggi per l’azienda

La soluzione del “temporary o interim manager” rappresenta una modalità “alternativa” di copertura dei ruoli apicali in azienda che può essere applicata a tutte le funzioni chiave d’impresa, dal marketing alla finanza, dalle operations alle risorse umane, fino alla gestione dei processi di innovazione ed internazionalizzazione.

«Si tratta di una soluzione a metà strada tra il contratto di dirigenza tradizionale, al quale si avvicina per deleghe e responsabilità, e la consulenza direzionale, con la quale condivide il focus sugli obiettivi e la flessibilità operativa» prosegue Genovese. «Alla luce di tali caratteristiche l’impegno del temporary manager può essere calibrato in termini di effort mensile e durata complessiva dell’incarico rendendo, in questo modo, i costi maggiormente sostenibili anche per una Pmi».

Il manager temporaneo cambia, di volta in volta, contesto organizzativo, riuscendo, in questo modo, a entrare immediatamente nei processi operativi e apportando esperienze e best practice acquisite nel tempo. Normalmente un temporary manager opera all’interno di un’impresa per un tempo limitato che può variare da 12 a 18 mesi, durante i quali favorisce la crescita dell’intera organizzazione attraverso la propria attività di mentoring, contribuendo a una complessiva “capitalizzazione” dell’investimento fatto dall’imprenditore.

«A differenza del permanent manager, il temporary manager non ha interesse ad accelerare la propria carriera manageriale all’interno della stessa organizzazione, anche mediante la creazione di centri di potere basati spesso sulla centralizzazione flussi informativi. Al contrario, proprio in considerazione della sua natura temporanea e flessibile, si pone l’obiettivo di favorire l’efficace diffusione delle informazioni e responsabilizzazione delle risorse messe a disposizione dall’azienda, in mancanza delle quali rischierebbe di restare “ostaggio” della posizione e non raggiungere gli obiettivi prefissati. Seppur sia ormai presente sul mercato da diverse decine di anni, solo recentemente stiamo assistendo a un progressivo “sdoganamento” di tale figura professionale anche nel nostro Paese».

 

L’export e l’innovation manager: i voucher a copertura dei costi di inserimento

Uno dei possibili ambiti di applicazione di un manager temporaneo è, senza dubbio, quello collegato allo promozione e gestione dei processi di innovazione e trasformazione digitale delle imprese nonché a quelli di sviluppo sui mercati internazionali.

«Alcune delle figure manageriali più richieste dalle aziende nel corso di questi ultimi» aggiunge Genovese «oltre a quelle del Cfo (Chief Financial Officer) e Cmo (Chief Marketing Officer) sono, senza dubbio, quella dell’innovation manager e dell’export manager.

A tal riguardo, allo scopo di sostenere il necessario processo di managerializzazione delle Pmi, il Governo negli ultimi anni ha introdotto alcune misure agevolative per l’acquisizione di servizi di temporary management come il Voucher Innovation Manager (IM) e il Voucher Temporary Export Manager (TEM). Nel caso dell’innovation manager il contributo può arrivare, a seconda delle dimensioni aziendali e della durata dell’incarico, fino a 40mila euro, mentre nel caso del temporary export manager, il contributo arriva fino a 20mila euro.

Come Cross Hub siamo particolarmente attivi su entrambi questi fronti con manager molto esperti in ambito internazionalizzazione, tecnologia 4.0 e digital trasformation. Inoltre, essendo accreditati presso il MISE e Invitalia, i nostri clienti hanno la possibilità di usufruire anche delle misure a fondo perduto previste per l’inserimento di tali figure manageriali».

 

Cross Hub

 

Cross Hub e il programma International Horizons

Cross Hub è una realtà imprenditoriale che si è contraddistinta nel corso degli ultimi anni come punto di riferimento nel settore dell’executive consulting e temporary management come confermato anche dal recente sondaggio lanciato da Millionaire sulla propria community, che l’ha vista vincitrice in tale categoria.

«La società nasce nel 2015 su impulso di alcuni manager con ultra20ennale esperienza acquisita nella governance delle principali funzioni d’impresa, con l’obiettivo di creare un “aggregatore” di competenze manageriali a disposizione del processo di sviluppo competitivo delle piccole e medie imprese italiane. Oggi operiamo sul mercato nazionale con un team di circa una cinquantina di business partner organizzati su 6 Hub di specializzazione, a copertura delle funzioni chiave aziendali (Marketing, Finanza, Operations, Human Resources, Innovazione e Internazionalizzazione), e su 3 livelli di servizi (Training, Consulting e Temporary & Fractional Management)» continua Genovese.

Per aiutare le imprese a focalizzare in maniera strategica le diverse opportunità di sviluppo dei processi di business in ambito internazionale, nel 2017 Cross Hub ha dato vita a un proprio programma di affiancamento alle imprese, denominato International Horizons.

 

 

Un programma per aiutare le Pmi

«International Horizons è il programma di affiancamento manageriale messo a punto da Cross Hub per aiutare le Pmi a intercettare, interpretare e cogliere le opportunità di business sui mercati internazionali attraverso una formula mista che integra momenti divulgativi e di approfondimento attraverso workshop e missioni imprenditoriali.

Dallo scorso 9 giugno, dopo 2 anni di pandemia, abbiamo ripreso le nostre attività ripartendo dalle Isole Canarie: una delle aree geografiche della Comuntà europea che meglio delle altre ha saputo cogliere l’opportunità del “nomadismo digitale” e favorire la creazione di un ecosistema in grado di attrarre startup e imprese da tutto il mondo. Le Isole Canarie rappresentano, infatti, una destinazione particolarmente interessante per quelle realtà imprenditoriali operanti nel settore digitale, dell’e-commerce, delle produzioni video, delle energie rinnovabili e dei servizi al turismo in considerazione di una serie di fattori competitivi tra i quali le infrastrutture di connettività all’avanguardia e una serie di incentivi di natura fiscale senza eguali in Europa.

In linea con la nostra missione divulgativa, a partire dal mese di settembre fino al mese di dicembre di quest’anno, organizzeremo una serie di missioni imprenditoriali a Tenerife per favorire la conoscenza delle diverse opportunità di business in queste isole meravigliose» conclude Luca Genovese.

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