David Orban: «Niente sarà più come prima (e non essere digitali sarà inammissibile)»

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david orban
L'apertura dell'articolo pubblicato su Millionaire di ottobre 2020

«In tempi di crisi è come se ricevessimo una sfida, perché si manifesta l’urgenza di certe soluzioni che credevamo potessero aspettare. Il Covid ci ha costretto a cambiare. A rinnovarci. E a un periodo di recessione ne seguirà uno di grande espansione» esordisce così David Orban, guru visionario, scrittore, founder di Network Society Ventures, società di investimenti che opera a livello globale e scommette su progetti innovativi.

Che cos’è l’innovazione?

«L’innovazione si può definire come la “conoscenza applicata ad affrontare i problemi”. Se non ci fossero i problemi, non riceveremmo gli stimoli necessari per applicare, o strutturare in modo diverso, le conoscenze che abbiamo raccolto» spiega Orban.

È stato così anche in passato?

«Sì. Pensiamo alle guerre mondiali che hanno portato all’invenzione degli aerei a reazione o del radar, in seguito utilizzati per scopi pacifici. Anche quella contro la pandemia è una guerra. E l’intera società si è resa conto di quanto sia importante cogliere le opportunità che abbiamo per trovare soluzioni nuove. Niente sarà più come prima».

Perché?

«Con gli occhi chiusi (mentre dovevamo tenerli aperti) abbiamo compiuto azioni che hanno compromesso l’equilibrio della biosfera. Emergenza climatica, estinzione delle specie e coronavirus non sono fenomeni slegati tra loro. La conseguenza è stata la pandemia. Ma anche dopo il vaccino, non sarà finita. Ci saranno altre pandemie, non sappiamo se tra 1, 2 o 5 anni».

A quali cambiamenti dobbiamo essere pronti?

«Il più grande deve avvenire nella nostra mentalità: credere nella capacità di risolvere i problemi è fondamentale. Non dobbiamo scoraggiarci, pensare che siano impossibili da risolvere. Ma allo stesso tempo non dobbiamo sottovalutarne i rischi, com’è accaduto per il Covid-19. Solo così riusciremo a incanalare le risorse nel modo giusto. Dobbiamo avere fiducia nella capacità dell’innovazione di espandere i confini dell’economia, perché è in grado di aumentarne l’efficienza. E proprio grazie all’innovazione, l’intera economia troverà nuovi equilibri economici». Orban

Su cosa si fonderà questo nuovo equilibrio?

«La pandemia ha dimostrato la fragilità delle catene di fornitura globali. Cosa sarebbe successo se i supertanker di petrolio non avessero potuto portare in Italia l’energia necessaria al suo funzionamento? O se l’epidemia fosse stata tale da impedire il lavoro agricolo? Il nuovo equilibrio dovrà fondarsi su “strutture decentralizzate multipolari”, cioè che possono essere installate dappertutto e non dipendono dal trasporto. Nel campo dell’energia mi riferisco a “solare, eolico e batterie”, un insieme di fonti che comincia a essere efficiente ed economico. Nel campo della manifattura alla stampa 3D, nel campo dell’agricoltura all’idroponica. Un’organizzazione multipolare è più resiliente e sotto stress sistemici come quello che abbiamo vissuto si adatta meglio».

Cosa ci ha insegnato la pandemia?

«Ha rappresentato uno spartiacque verso un mondo dove non essere digitali è inammissibile, in tutti i settori. Ci ha insegnato che possiamo lavorare da remoto ed essere efficienti, perché si viene misurati in base ai risultati. Inoltre ha una conseguenza importantissima: le relazioni umane potranno diventare il fulcro della società» dice Orban.

Quali innovazioni si sono sviluppate con il coronavirus e non ci lasceranno più?
  1. Tutto ciò che ruota intorno al remote working: le aziende devono strutturarsi in questa direzione. Software, hardware, infrastruttura di comunicazione, strumenti di collaborazione.
  2. Robotica, realtà virtuale e aumentata. Tutti abbiamo visto l’immagine dell’operaio cinese che, davanti ai monitor, guida con i joystick la scavatrice nella miniera: usa la realtà virtuale per svolgere un lavoro pesante e pericoloso.
  3. Raccolta ed elaborazione delle informazioni: Internet degli oggetti, intelligenza artificiale, in particolare applicata alla ricerca farmaceutica e biomedica: gli algoritmi di machine learning possono esaminare miliardi di molecole e scegliere solo le più adatte. E tutto quello che viene appreso può essere applicabile ad altre malattie.
  4. L’e-learning, per imparare le nuove capacità richieste dai nuovi processi.
  5. Le imprese spaziali, oggi sempre più oggetto di iniziative private: ci sarà un’esplosione di opportunità».

Tratto dalla cover story di Millionaire di ottobre 2020 “L’innovazione ci salverà”, a cura di Silvia Messa e Tiziana Tripepi

David Orban.

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