Due cuori e un B&B

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bed and breakfast

Prende sempre più piede in Italia il bed and breakfast. si tratta di Un’ottima opportunità di guadagno per chi ha in casa una stanza in più. Per iniziare? Basta l’autodenuncia

Un boom. Negli ultimi tre anni, anche in Italia, i Bed & breakfast sono diventati un fenomeno in forte espansione. I clienti sono in continuo aumento, attirati dal risparmio e dall’ambiente familiare. «Difficile dare cifre, ma sono sempre di più le case che si aprono agli ospiti. I proprietari mettono a disposizione una o più stanze e tutto quello che serve per la prima colazione» spiega Antonio Montefinale di Creaimpresa, che si occupa di avviamento di nuove imprese. La sua guida Come avviare un Bed & breakfast è tra le più richieste. Si tratta infatti di un forma di imprenditoria con pochi vincoli e bassi costi. E che permette di arrotondare il bilancio, senza avere nessuna esperienza alberghiera.

C’è chi lo fa per soddisfare il bisogno di stare in mezzo alla gente, come Mimma Ferrigno, proprietaria del B&b La Ninfa (tel. 089 831127), sulla scogliera di Amalfi (SA). Sarà il posto a picco sul mare, sarà l’accoglienza che lei e i figli riservano alle persone, ma da Mimma c’è il pienone, quasi tutto l’anno. Gente che paga volentieri dai 60 ai 110 euro a notte, a seconda della stagione.

C’è chi trasforma l’abitazione delle ferie in un vero lavoro: Francesco Oddo, due anni fa, ha coinvolto la sorella nel rifacimento della loro Villa Schiticchiu (tel. 0942 28352) a Taormina (ME), e oggi offre agli ospiti tre stanze con bagno, oltre all’organizzazione di escursioni a piedi e in catamarano, in cerca di delfini e balene e corsi di yoga. Risultato: 100% di occupazione, a luglio e agosto, 35% negli altri mesi. Tre giorni, in media, il tempo di permanenza e 35-55 euro la tariffa a persona.

C’è anche chi inizia da zero, ovvero dalla ricerca della casa, confidando nella bellezza del luogo per attirare ospiti. Annalisa Mancini ha inaugurato un anno fa Porta Castellana (nella foto a sinistra), il suo Bed & breakfast a Montalcino, in provincia di Siena (tel. 0577 839001, www.portacastellana.it). La ristrutturazione è costata circa 250 mila euro. Critica la spesa per realizzare i bagni: minimo quattromila euro ciascuno. Il mutuo “prima casa” l’ha però aiutata ad ammortizzare l’acquisto iniziale per almeno 20 anni. Dopo un anno di attività, i bilanci: lavora bene con tutte e tre le camere occupate da primavera all’autunno.

E accanto a queste tre piccole storie di impresa, negli ultimi tempi ne sono nate moltissime altre. «Sono oltre 3.800 i B&b in Italia. Si tratta di strutture che offrono solo lo 0,3% dei posti letto: una nicchia nel settore turismo, ma in grande fermento. Il giro d’affari stimato è fra 50 e 75 milioni di euro l’anno» spiega Stefano Calandra, presidente dell’Associazione nazionale B&b e affittacamere (Anbba, tel. 041 731429). «Le Regioni con un maggior numero di strutture sono il Piemonte, il Veneto, la Toscana e il Lazio. Durante la prima fase di diffusione dei B&b si è verificata una sorta di crescita spontanea: le strutture nascevano sul territorio per iniziativa dei proprietari, in alcuni casi favoriti da specifiche leggi (le prime nel ‘98), ma più spesso impegnati in prima persona a sollecitare le istituzioni perché realizzassero norme ad hoc. La seconda fase ha visto l’attivazione di corsi di formazione, per dare una base teorica e “dritte” gestionali. Più attive, anche grazie ai Fondi sociali europei, Lombardia, Puglia e Sicilia. Da un anno, siamo alla terza fase: la creazione di circuiti che aiutino le singole attività a decollare, come avviene da anni in Francia e Irlanda». L’Anbba coordina 15 associazioni, ma altre operano in autonomia. Chi sono oggi i clienti dei B&b? «Non solo turisti. Si fa avanti una clientela individuale, persone che si muovono per necessità e cercano sistemazioni confortevoli a basso prezzo, e gente che viaggia per lavoro senza rimborsi aziendali» conclude Daniela Sainato, presidente del circuito Columbus Village, di Genova, che gestisce prenotazioni e attività di oltre 20 B&b.

Aprire un b&b in sette passi

Come si avvia un B&b? Ogni Regione ha le sue normative, ma ecco alcune indicazioni valide per tutti

1 Per cominciare.

Presentare al Comune o in Provincia la denuncia d’inizio attività. Indicare il domicilio in cui si avvia l’attività, numero di camere e posti letto, periodo di apertura (che non può durare per tutto l’anno). Per farsi conoscere: volantini e biglietti da visita alla Pro-loco. Bene Pagine Gialle e Web.

2 Casa assicurata.

Meglio assicurare la casa contro incendio, furto, vandalismo, responsabilità civile verso terzi e danni verso l’immobile. Impianti a norma e funzionanti.

3 Così la stanza.

Si possono utilizzare tre camere da letto (in alcuni casi, sei), di almeno 14 mq (per la singola, otto). Obbligatorio esporre l’orario in cui si deve lasciare libera la stanza e il prezzo, comprensivo di prima colazione.

4 Bagno pulito.

Se il bagno è condiviso, riservare agli ospiti uno spazio personale. Obbligatorio il pulsante di chiamata d’allarme. Meglio cambiare le lenzuola ogni due giorni. Pulizia quotidiana, in una fascia oraria stabilita.

5 La colazione.

Riservare in casa un posto per la colazione. Alcune Regioni consentono di servire solo alimenti confezionati. Altre richiedono all’operatore il libretto sanitario per la manipolazione dei cibi.

6 All’arrivo degli ospiti.

Comunicare in Questura (con lettera a mano o via fax), entro le 24 ore da quella di arrivo, i dati anagrafici degli ospiti, compilando la “scheda alloggio”, reperibile presso i negozi di forniture per ufficio. Chiedere parte del pagamento alla prenotazione, il resto all’arrivo. Il gestore emette una ricevuta non fiscale (bollettari in cartoleria e nei negozi di forniture per ufficio). Le matrici delle ricevute servono per la dichiarazione dei redditi. I proventi del B&b si sommano ai redditi familiari e sono soggetti all’Irpef.

7 Altri servizi.

Creare un angolo con dépliant dell’Apt (azienda di promozione turistica), cartine con i mezzi di trasporto, orari di treni e autobus, indirizzi per le emergenze, itinerari, biglietti da visita di locali e ristoranti. Concordare con altre imprese servizi utili: taxi, noleggio auto, moto e bici, maneggio, parrucchiere-estetista, agenzie turistiche, agenzie di servizi.

Storie

«Offresi stanza in un condominio alle porte di Milano»

Non solo località turistiche. Oggi è redditizio aprire un B&b anche in città: tutti possono trasformare la stanza lasciata libera dal figlio, o l’appartamento in più, in un reddito integrativo.

Imelda Behan, nata in Irlanda, patria dei Bed & breakfast, ha rimesso a nuovo l’appartamento accanto al suo, ereditato dalla suocera. Il suo B&b si chiama Errigal, montagna irlandese, ma si trova a Segrate, nell’hinterland di Milano. Dopo un corso del Fse su come avviare l’attività, ha scelto di arredare la casa con mobili e materiali ecologici, per renderla più sana e accogliente. «Ho indirizzato lettere e brochure alle aziende della zona, per farmi conoscere – racconta l’imprenditrice – investendo circa 15 mila euro per l’avviamento. Nella cifra sono rientrate anche delle spese burocratiche: far parte di un condominio, che non rilasciava il permesso di avviare un B&b, ha reso necessaria la richiesta della licenza di affittacamere e l’apertura di una partita Iva. Ma sono soddisfatta: ho creato una piccola attività imprenditoriale per i figli e, oggi, mi muovo per aggregare un circuito di operatori in grado di gestire meglio le richieste e le offerte di ospitalità in B&b, anche a Milano». Info: cel. 328 3561152.

Silvia Messa

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