Edilpiù: progettare, abitare, vivere

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«La nostra missione è rendere ogni abitazione una casa migliore, in un mondo migliore dove vivere e lavorare»

Da due generazioni per Edilpiù, un’azienda che ha l’obiettivo di rendere ogni abitazione e ogni attività il luogo migliore in cui vivere. Un esempio virtuoso di impresa che progetta soluzioni per trasformare gli spazi in base alle necessità dell’uomo e dell’ambiente.

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Gian Paolo Bacchini insieme ai due figli, Marcello e Antonio.

Nel cuore della Romagna c’è una bella storia italiana, fatta di passione, impegno e coesione famigliare. Un’azienda che, partita all’inizio degli anni ’80 è evoluta in una struttura le cui competenze spaziano dalla progettazione all’architettura fino alla scelta e posa dei materiali per l’arredo interno. Si deve a Gian Paolo Bacchini l’intuizione che porta alla fondazione di Edilpiù, mentre ai due figli, Marcello e Antonio, spetta il compito di accrescerne dimensioni e ambiti operativi. Una storia che è alla base della forza di Edilpiù, tra i pionieri nel campo dei serramenti, che nel corso degli anni si è impegnata a fondo in studio e ricerca verso un duplice obiettivo: qualità e sostenibilità, in un mondo, quello dell’architettura, affascinante e sempre attuale. Una chiacchierata con Marcello Bacchini, responsabile commerciale di Edilpiù, ci ha permesso di conoscere la loro storia.

Nel 2021 festeggiate i 40 anni di attività. Com’è iniziata questa avventura?

«In un contesto socio-economico favorevole per la nascita delle imprese, ma difficoltoso per una cultura territoriale radicata nel mondo del legno. Nei primi anni 80 gli infissi erano in gran parte legno o controfinestre in alluminio. C’era quindi terreno fertile per proporre prodotti innovativi. Gian Paolo Bacchini, il fondatore, inizia la sua attività prima come agente di commercio per un’azienda di infissi e poi decide di aprire una sua attività con un piccolo negozio a Lugo. Nuovi materiali e idee, un punto vendita. Non più solo botteghe, porte e finestre solo come elementi funzionali e necessari, ma anche estetica, efficienza, le prestazioni diventano differenzianti e aprono nuovi mercati».

Quanto è importante la matrice a conduzione famigliare per voi?

«Le aziende a conduzione famigliare sono un patrimonio perché contribuiscono ad arricchire il territorio, diventano contenitore di saperi, di valori, tramandabili in futuro. Edilpiù è un’azienda del territorio romagnolo e il suo modello famigliare ha contribuito a condividere valori ed esprimerli dove opera».

Come vi posizionate sul mercato?

«L’azienda nel tempo si è evoluta, ma ha mantenuto una forte connotazione legata al mondo dell’edilizia residenziale. Anche nei momenti di alta volatilità del mercato, non abbiamo mai modificato troppo il nostro posizionamento, cercando di essere sempre un riferimento costante. Ciò ha permesso di integrare altre competenze e ampliare anche quote di mercato su target differenti. Edilpiù da sempre ha una forte connotazione all’innovazione».

Qual è l’offerta di Edilpiù per i clienti?

«È specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni personalizzate per serramenti, infissi e complementi per interni. Con oltre 20mila referenze e una storia costruita in 40 anni di progetti, a fianco di architetti, progettisti e general contractor, Edilpiù oggi garantisce ai soluzioni uniche tramite un approccio focalizzato sul risultato finale atteso dal cliente».

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Sede Edilpiù

Come si riverbera l’opera di Edilpiù sull’architettura?

«I rapporti con il mondo della progettazione sono nel nostro dna, Gian Paolo Bacchini, il fondatore, è un progettista. Quindi è stato naturale consolidare un patrimonio di progetti realizzati e relazioni aperte, anche fuori dai nostri confini. Ci siamo estesi con curiosità, per costruire rapporti con studi di progettazione importanti. Edilpiù da sempre sostiene, con progetti ad alto valore culturale, il mondo dell’architettura, dalla formazione dei giovani, alle collaborazioni con l’università e all’affiancamento a ordini ed enti per affrontare le tematiche nel settore edilizio/architettonico/urbanistico».

La cultura dell’abitare ha visto molte “mode” passeggere. Come è cambiata la vostra attività?

«La nostra forza, la nostra costante crescita è proprio il frutto di scelte ponderate nel tempo di una chiara visione del proprio business e delle proprie capacità senza cedere alle mode. L’azienda si è evoluta per integrare competenze e affrontare nuove sfide. È la nostra totale focalizzazione ad averci permesso di essere un punto fermo, in un mercato a volte alla ricerca di una propria identità».

Come è strutturata Edilpiù?

«Abbiamo un team di oltre 60 unità, con tali dimensioni è necessario un approccio più manageriale per trovare il giusto equilibrio fra standardizzazione di processo ed elasticità di progetto. Oggi abbiamo un approccio di gestione differente rispetto a prima, a partire dal processo per digitalizzare l’azienda. Avevamo due strade, ridurci o crescere, abbiamo deciso di crescere. Oggi in Italia non esistono specialisti di questo settore con un’organizzazione simile, per cui cerchiamo anche noi di imparare dai nostri errori per migliorare».

Per te fare architettura è più una responsabilità o un privilegio?

«Entrambi. L’architettura è un’arte pubblica e l’architetto ha una grande responsabilità, un edificio è destinato a restare nel tempo per cui va progettato bene, pensando a forma, estetica e la sua funzione, e che non dovrà aggravare il bilancio di sostenibilità ambientale. Ed è un privilegio perché, citando Renzo Piano: “Fare architettura significa costruire edifici per la gente, università, musei, scuole, sale per concerti: luoghi che diventano avamposti contro l’imbarbarimento”».

Ad aprile 2020, in piena pandemia, avete collaborato a Sketchmob. Cos’è?

«È nata quasi per caso, dalla creatività di un gruppo di lavoro di Milano (Alter-Studio e Arkipelag) che ha dato vita a questa riunione estemporanea di 2-3 ore tra persone radunate in un luogo speciale per disegnare. Con la pandemia e l’impossibilità di ritrovarsi e uscire, la finestra era l’unico cannocchiale sul mondo. Da qui la decisione di supportare il progetto, poi abbiamo messo a disposizione un budget che è stato donato a Emergency».

Il mercato cambierà nel settore edile?

«Il mercato è sempre in evoluzione, ma oggi l’accelerazione è più evidente. La situazione attuale ha generato un domino di effetti che saranno un punto di non ritorno. Serviva una spinta evolutiva, negli investimenti, per rinnovare un patrimonio edilizio inadeguato alle necessità odierne. Noi player del mercato dobbiamo valutare come porci in questo contesto».

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La casa sostenibile
La PassivHaus è uno standard costruttivo che mira al raggiungimento del massimo benessere abitativo senza l’utilizzo di fonti energetiche esterne. Comfort, sostenibilità, efficienza e innovazione caratterizzano le PassivHaus. Edilpiù ha partecipato, insieme allo studio Piraccini+Potente, all’ideazione e alla costruzione delle due PassivHaus, diventate casa e studio degli architetti, che si trovano a Cesena, le prime in Europa all’interno di un aggregato urbano. «Con Edilpiù abbiamo studiato tutto nel minimo dettaglio. I tecnici hanno dovuto cambiare prospettiva e adottare soluzioni ad hoc, anche dal punto di vista estetico: volevamo più aperture possibili, quindi i telai dovevano sposarsi con il colore dell’edificio» racconta l’architetto Stefano Piraccini.

Quale l’interrogativo più pressante?

«La trasmissione dei saperi. Un ricambio generazionale in atto dove si rischia di perdere il “saper fare”. Questo gap sarà il tema del futuro per il nostro settore, non esistono scuole che insegnino questi mestieri, non li impari sui libri. Ci sono tentativi di aziende che aprono academy formative, ma sono tutte limitate a prodotti e non fanno crescere i giovani culturalmente. C’è molta strada da fare. La formazione, la cultura, l’educazione sono 3 pilastri fondamentali per prosperare nel futuro, non solo in questo settore».

Che risultati ha raggiunto Edilpiù?

«È stata fra le prime 3 aziende in Italia ad aver raggiunto la certificazione del prestigioso istituto IFT di Rosenheim sui sistemi di installazione. Ha progettato e realizzato gli infissi nel primo edificio realizzato con protocollo PassivHaus in Italia (vedi box) e tra i primi al mondo su un aggregato edilizio esistente. L’efficienza e la sostenibilità saranno principi cardine degli edifici del futuro. Oggi Edilpiù è una realtà importante. Migliaia di collaborazioni con studi di progettazione ci hanno dato consapevolezza».

Cosa vedi nel vostro futuro?

«Nuovi progetti e sfide, competenze, innovazione, vedo un’azienda che ha fatto della sua storia il suo futuro. Il progetto di digitalizzazione che stiamo portando avanti è unico, lo sviluppo di una piattaforma completa a ciclo chiuso che permetta di gestire ogni processo e ogni passaggio all’interno dell’azienda, che mette in connessione con l’azienda i clienti, i tecnici esterni e i partner. È un progetto ambizioso, ci stiamo lavorando da quasi due anni ed è in costante sviluppo».

INFO: www.edilpiu.eu

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