Esce The Startup, il film che racconta la storia di un ragazzo che ci prova (e che non esalta Egomnia)

0
5811

Matteo Achilli ha 25 anni. Nel 2012 ha fondato Egomnia. Oggi la sua storia è al centro del film the_startup e di un libro.

Millionaire ha raccontato la sua storia agli esordi. Ha seguito con interesse l’aumento della sua esposizione mediatica. E in modo critico il continuo “dare i numeri” su Egomnia. Secondo i suoi detrattori (bilanci e statistiche alla mano) la società fattura poco (ma questo è abbastanza normale per una startup), ha solo 3 dipendenti, il sito ha un traffico esiguo, non dichiara investitori ufficiali. Secondo il suo ufficio stampa, si espande all’estero e diventa un unicorno (azienda che vale più di un miliardo di euro).

Dove sta la verità?

Per capirci qualcosa, si possono fare quattro cose.

  1. Leggere l’inchiesta su Millionaire in edicola.
  2. Leggere il libro The startup. La sua idea accenderà il tuo futuro (Rizzoli, ci sono 10 copie in regalo ai lettori di Millionaire).
  3. Vedere il film the_startup, dal 6 aprile al cinema, diretto da Alessandro D’Alatri, con Andrea Arcangeli e Matilde Gioli.
  4. Incontrarlo e confrontarsi direttamente con lui: scopri come fare a pag. 28 di Millionaire.

Noi il film lo abbiamo visto nell’anteprima dedicata alla stampa. Sin dall’inizio, si specifica che è basato su una storia vera. Si racconta di Matteo: vive in una borgata romana, per un’ingiustizia deve rinunciare alle sue ambizioni di nuotatore agonista, ha il padre che viene licenziato, è fidanzato con un’aspirante ballerina. Sogna che il merito possa migliorare l’Italia. E ha l’intuizione di un sito di ricerca lavoro in cui essere messi in classifica in base a successi e qualità. Ma l’idea da sola non basta. Trova chi possa realizzarla e lo paga con la liquidazione del padre. Poi va a Milano. Ed entra in un vortice di vanità e bella vita. A chi lo critica per gli scarsi risultati, risponde: «Ho avuto la mia idea a 19 anni. Ho fondato la mia azienda a 20. Sono lo startupper più famoso d’Italia. Siete solo invidiosi».

Poi il protagonista riprenderà il timone in mano. Rispetto ai dubbi sul reale andamento di Egomnia, il film rimane abbastanza equilibrato, almeno fino ai titoli di coda (in cui si assicura che Egomnia oggi conta su 850mila utenti e 1.200 aziende).

Che cosa insegna il film alle startup

  1. L’idea conta per l’1%. Egomnia si basa sull’intuizione di fare una classifica dei candidati in cerca di lavoro in base al merito. Ma l’idea è niente senza algoritmo e sito funzionanti. È niente senza l’execution, cioè la capacità di metterla in pratica.
  2. E i soldi? «Li prendiamo in banca», «Con il passamontagna?», «Basta chiedere gentilmente». Questo lo scambio fra Matteo e il padre. Ma le banche non rischiano senza garanzie.
  3. Una corsa contro il tempo. Sul Web non si può aspettare, perché a qualcuno può venire la tua stessa idea. Ma se parti troppo presto, rischi di non essere pronto e “bruciarti”.
  4. Il dove conta. «Se fosse nato in Italia, a Steve Jobs non avrebbero dato neanche il mutuo per la prima casa» è una battuta del film. Da Roma, Achilli va a Milano perché «è il posto giusto per lanciare Egomnia».
  5. L’unico? No, il migliore. Quando contestano ad Achilli di aver inventato l’ennesimo social network, lui risponde: «Quando a Ferdinando Bocconi chiesero perché fondasse un’università quando ce n’erano già tante, lui rispose che la sua non era una delle tante. Era la migliore».
  6. Sito: non basta che funzioni. «I siti sono come le donne: la prima impressione è quella che conta».
  7. Attenzione ai falsi obiettivi. Quando il protagonista perde la bussola, pensa solo a se stesso, alla sua visibilità, a fare la bella vita. «Preoccupati dei contatti del sito non di quei quattro figli di papà che frequenti. Tu non hai bisogno di un ingegnere, ma di un agente» gli rimprovera il suo collaboratore.
  8. Fai gruppo. Uno dei punti più bassi è quando Matteo dice all’ingegnere che sta sviluppando Egomnia: «Tu stai lavorando per me, non con me». E neanche gli riconosce i suoi meriti.
  9. Front man. La qualità alla base della grande popolarità di Achilli sta nella capacità di vendersi: parlare in pubblico, corteggiare i giornalisti, sfruttare le falle dei media, che spesso pubblicano le notizie senza controllare (e a volte neanche potrebbero).
  10. Ne vale sempre la pena. «Qual è il suo sogno?» chiede Matteo alla fidanzata Emma. «Diventare prima ballerina, ma non succederà mai», «Che senso ha tutta quella fatica, allora?», «Quello che la fatica fa di te».
Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.