Fabio Arduini, il re del marketing

Fabio Arduini

Una definizione che a prima vista può sembrare ridondante, ma in realtà copre solo una parte della figura di Fabio Arduini. Un professionista a 360°, creatore della società Glam Italia, impossibile tentare di incasellarlo in una sola definizione.

Ci vorrebbero molte più di queste 3 pagine su Millionaire per raccontare chi è Fabio Arduini. Bastano alcuni nomi per comprendere la portata del personaggio: l’azienda Lamborghini Roma, Sfera Ebbasta, Gué Pequeno, Shablo, Gigi D’Alessio.

Talento precoce (ha 31 anni) partito realmente dal nulla, attraverso il duro lavoro e la profonda conoscenza del significato e del valore delle parole sacrificio e fatica, è diventato un marketing manager e ha creato un network internazionale che ha pochi eguali. I succitati nomi, visibili sul suo profilo Instagram, sono solo alcune delle figure di spicco che hanno scelto di collaborare con lui. Fiducia ben riposta, visti i risultati conseguiti da chi lo sceglie. L’intervista ci ha fatto scoprire un personaggio carismatico e con una personalità travolgente, abbiamo provato a conoscerlo più in profondità e a tentare di scoprire i segreti del suo successo.

Chi è Fabio Arduini?

Fabio Arduini
Fabio Arduini

«Sono una persona tenace, che ama perseverare e quando si mette in testa di raggiungere un obiettivo, cerca in ogni modo di raggiungerlo. Sono partito non da zero, da sottozero. Nessuno mi ha mai aiutato, lo hanno fatto solo le mie mani. Ho sempre amato il mondo del business, incuriosito dalla figura imprenditoriale sin da piccolo, il fatto di sentire quell’adrenalina che sorge dal dover, ogni giorno, cercare una soluzione a un problema, di dover ingegnarsi sempre. Questa è una cosa che amo da morire. Reinventarsi ogni giorno, ma essere super cosciente delle proprie capacità, fondamentale. La prima cosa che ho fatto è stata conoscere me stesso, capire quale fosse per me la strada più giusta».

E qual è stata?

«Avere contezza del fatto che amo il contatto umano, conoscere le persone, a prescindere se possano portare un business. Mi piace relazionarmi con gli altri per cercare di capire in un istante i loro bisogni, le loro necessità. Da una sola parola, da un gesto. Credo che tutti siamo nati con una dote, ma non tutti sanno di averla, quindi non la scoprono. Sembra banale, ma è una delle cose più difficili nella vita di una persona».

Come hai cominciato?

«Per gioco, nel 2016. Era appena esploso Instagram. Molti cercavano un creatore di contenuti per Instagram al fine di creare business. Io presi subito un fotografo-videomaker che avevo conosciuto poco tempo prima, per fare degli shooting fotografici (alcuni di questi sono poi finiti su Vogue e Vanity Fair) e seguire questa corrente. A queste persone ogni tanto si “accoppiavano” dei brand e quindi mi veniva chiesto se facessi quel servizio anche per le aziende. Quindi sono partito dalle piccole aziende, piccolissime, parliamo di 50 euro a servizio, a volte anche gratis. Mi “spendevo” come biglietto da visita. Io ero ugualmente felice perché ero certo che mi avrebbero richiamato. Poi ho constatato che ero bravo anche a creare la strategia di marketing a monte di un video, di un evento, per creare un hype irresistibile. Era fondamentale che i contenuti non fossero solo belli, ma che fossero lanciati bene».

Fabio Arduini insieme a Gué Pequeno
Fabio Arduini insieme a Gué Pequeno

Poi come hai proseguito?

«Ho lavorato a Milano due anni per un grossissimo nome, ciò mi è servito tanto come “palestra” per capire cosa fosse giusto fare e cosa no. Avevo una mole di lavoro incredibile, tante strategie di marketing al giorno da gestire per grosse imprese. Ciò è stato decisivo nel conferirmi un’altra qualità importantissima nel mio lavoro: la velocità abbinata alla qualità. E in 4 anni sono arrivato dove sono ora».

Quali difficoltà hai incontrato?

«Una su tutte, la più dura. Non avevo un euro. Zero. Ma puoi farcela, anche senza un euro in tasca. Mi ero inventato una rivista nel 2016 e sono andato da alcune aziende per proporre il mio progetto. Ho raccolto 12.000 euro in tempo di crisi totale, con quei soldi ho aperto un’azienda mia e da lì sono partito».

Quanto è importante conoscere il proprio lavoro?

«È fondamentale. Non tanto per fare bene con l’azienda, che può trovare anche persone impreparate e spesso nemmeno se ne rende conto. Ma la cosa che bisogna fare per forza è guardarsi sempre intorno affinché gli addetti ai lavori, i tuoi collaboratori riconoscano in te un leader. Obiettivo finale è farsi rispettare dalla concorrenza. Lì è il punto di svolta».

Spieghiamo più approfonditamente il tuo lavoro

«Sono un marketing manager ossia cerco, esamino e valuto la domanda di un prodotto per incrementarla attraverso lo sviluppo di strategie e advertising per raggiungere il pubblico che mi interessa. Quando mi lego a un brand diventa un rapporto totalmente simbiotico, dato che ho la responsabilità di mantenerlo e farlo crescere sul mercato».

Una sorta di supervisione a 360 gradi…

«Esattamente. Tiro i fili di tutte le attività correlate al marketing di un brand. Sono il regista dietro le quinte di ogni aspetto legato alla promozione, design, loghi e campagne pubblicitarie. Divento, di fatto, parte integrante del brand che chiede il mio aiuto. Creare e gestire un team, il budget, i momenti di crisi, creare sinergie con gli altri reparti dell’azienda, individuare i potenziali competitor e bruciarli. In sostanza, l’azienda mi mette le chiavi della sua auto in mano e io devo far girare i cavalli a un ritmo da Formula1».

Hai evocato il mondo dei motori, qual è la tua marcia in più?

«Essere iper presente, io amo lavorare accanto alle aziende, questo significa che se una persona mi chiama vado io, non mando collaboratori. Voglio seguire personalmente ogni cosa. Ci metto la faccia, il modo in cui spiego le cose chiarifica all’azienda le mie intenzioni e la mia attitudine nei confronti dell’azienda stessa».

Come imposti il rapporto professionale con chi ti sceglie?

«Prima cosa: studiare l’azienda che mi contatta. Studiare settore, posizionamento, competitor. Faccio mio il mantra “Analizza i dati e parla con i fatti”. Se a un imprenditore in difficoltà, che mi chiama perché ha un problema, metto davanti un’ipotesi, non faccio altro che aumentare ancor più la sua confusione mentale. Io arrivo già preparato sulla visione aziendale, metto davanti i fatti, mostro una conclusione, spiego i dati, definisco la strategia in modo che non si perda tempo e denaro per arrivare a quel punto. Perché entra in gioco la velocità di cui ti parlavo prima, il budget si riduce e invece di far passare un anno per “capire” come vanno le cose, si parte subito con il piano migliore per risolvere il problema».

Fabio Arduini con Sfera Ebbasta
Fabio Arduini con Sfera Ebbasta

Quali risultati hai raggiunto e quale tra questi ti rende più orgoglioso?

«Il mio risultato più importante è quello di essere riuscito a creare ciò che ho sempre sognato, di aver raggiunto traguardi importanti e di aver guadagnato col sudore un’importante credibilità, essere stimato in ambito professionale. Sono riuscito a fare della mia passione un lavoro».

Qual è la formula per arrivare in vetta a soli 31 anni?

«La formula fondamentale è di svegliarsi ogni mattina e pensare di andare dentro una savana. Per farlo però bisogna essere leoni. L’imprenditoria non è per tutti, soprattutto oggi, è un mondo molto duro. Non basta travestirsi da leoni, bisogna esserlo. Perché in giro ce ne sono altri che sono pronti a tutto. Perseveranza è la parola chiave, significa lavorare 26 ore su 24, se no non ce la fai, significa che devi fare più degli altri. Mai fermarti e dire “Oggi ho fatto il mio”, devi sempre andare oltre. A me è capitato di mettere in piedi un business da un sogno che ho fatto. Guardare sempre oltre al proprio naso, non fermarsi mai a quello che gli occhi ti fanno vedere, ma entrarci con la mente, sempre».

Puoi svelarci qualche tuo piano per il futuro?

«Ingrandirmi, voglio ampliare il mio team per velocizzare sempre di più l’operatività. La mia azienda è come una religione, devi sposarne il modus operandi, voglio espandermi ancora di più su Milano. L’obiettivo è monopolizzare l’Italia a livello di comunicazione e marketing».

INFO:
Instagram @fabio_arduini
e-mail: fabio@glamitalia.com

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