Fatti un sito!

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Internet dà visibilità. Migliora l’immagine. E in qualche caso raddoppia gli affari. Tutto quello che c’è da sapere per realizzare un sito web, anche senza essere esperti di html

Un milione di siti italiani. Questo il traguardo raggiunto dai domini punto it (al quarto posto in Europa, al settimo nel mondo). «Oggi, se non sei su Internet, non sei nessuno». Questo devono aver pensato piccole aziende e privati cittadini, professionisti e free lance che si sono affrettati a registrare un dominio Internet. Una vetrina on line dà visibilità e migliora l’immagine, consente di avere un rapporto interattivo con i propri clienti-interlocutori e amplifica l’effetto della propria comunicazione tradizionale. Ma esserci non basta. «Realizzare un sito Internet – esemplifica il copywriter Gianni Lombardi – è come acquistare uno stand a una fiera: per avere successo, bisogna anche annunciare la nostra presenza, invitare i clienti, allestire uno stand accattivante…». Sulla Rete avviene lo stesso. «Non ha senso fare tanta fatica per portare i clienti in negozio, se poi arrivano e trovano la vetrina sporca» illustra Marco C. Canella, presidente dell’agenzia di pubblicità Thanks (www.thanks.it) specializzata in comunicazione on line.

Ma come si realizza un sito vincente? In primo luogo, è fondamentale chiedersi che cosa si vuole dire e a chi lo si vuole dire. Questo principio è valido per ogni tipo di comunicazione. Per avere un impatto positivo, il sito non deve infatti mai essere fine a se stesso, meramente autocelebrativo. Ma necessita di un obiettivo chiaro. Per esempio, la piccola azienda può mettere on line il proprio catalogo e indicare i negozi concessionari. Il professionista (grafico, architetto, arredatore) può dare visibilità ai propri lavori e indicare un recapito a cui i potenziali clienti lo possono contattare. Sembra banale, ma non lo è: uno degli errori ancora più frequenti è quello di omettere voci fondamentali, come “chi siamo” e “contatti”. «C’è ancora diffidenza nei confronti di Internet – prosegue Canella – perciò è necessario rassicurare l’utente, spiegandogli in modo esauriente chi c’è dietro al sito, che cosa fa, dove si trova e come può essere contattato. Un sito anonimo assomiglia a un negozio vuoto e senza insegna». Una volta stabilito l’obiettivo, si passa alla definizione del target. «Questo determina il tone of voice da utilizzare. Quindi, siti semplici e navigabili per le persone meno tecnologiche. Siti invece ricchi di animazioni e sorprese per i più giovani» prosegue Canella. Per decidere l’impostazione del proprio sito, poi, è fondamentale effettuare un benchmark, cioè uno standard di confronto con la concorrenza. E così un’agenzia immobiliare che si propone on line può dare un’occhiata ai siti delle agenzie simili. Per scovare gli errori da evitare e individuare le soluzioni efficaci da copiare.

Ma una volta che si hanno le idee chiare, come si realizza un sito Internet? La soluzione più semplice ed economica è quella fai-da-te. I più esperti e conoscitori di html (il linguaggio di programmazione di Internet) possono ricorrere agli html editor. I meno esperti, invece, possono usare i cosiddetti “software Wysiwyg” (acronimo che sta per: “quello che vedi è quello che ottieni”). Fra i più diffusi: Adobe GoLive, FrontPage, DreamWeaver. Alcuni programmi sono scaricabili gratuitamente o utilizzabili per un certo periodo di tempo senza spese (un elenco dei vari programmi è on line su www.100click.com/html_editor.htm). Andrea Fiorini, giornalista di Borsa & Finanza, racconta così la sua esperienza nella creazione del sito www.nuovaeconomia.com: «Ho iniziato con Microsoft Publisher, poi sono passato a Microsoft FrontPage. Non avevo nessuna conoscenza e infatti ho usato e uso solo applicativi che sono interfacce semplificate dell’html. Ho realizzato il sito in un paio di mesi, lavorando la sera e nei fine settimana. La parte più complicata è stata la grafica (bottoni, titoli delle sezioni…), fatta con programmi grafici free o in prova (soprattutto Paint Pro Shop). Non ho scelto progetti già pronti, pur essendomi ispirato alle centinaia di siti visti in precedenza sul Web».

L’importante è l’aggiornamento, che deve essere sempre curato, anche per i siti vetrina. Fra quelli italiani, il panorama è desolante: ben il 77% dei domini registrati corrisponde a dei “lavori in corso”. E trovare un sito vuoto o fermo da mesi è anche peggio che non trovarlo affatto. L’ultimo aspetto di cui occuparsi è lo spazio on line. Esiste anche la possibilità di trovarne di gratuito, ma con qualche inconveniente. In primo luogo, il sito ospita della pubblicità, poi non è possibile registrare un dominio autonomo (ma solo uno ospite di quello che fornisce lo spazio). Qualche esempio: http://xoom.virgilio.it, www.tripod.lycos.it, http://freeweb.supereva.it e http://home.altervista.org/site. In alternativa, esistono dei provider che fanno offerte molto convenienti. Per esempio, Aruba (http://hosting.aruba.it) mette a disposizione un dominio, cinque caselle di posta elettronica e spazio Web illimitato a 20,66 euro annui. Altre proposte su: www.tiscali.it, www.register.it, www.dominiando.it e www.easyspace.it. Chi è interessato a realizzare siti tencologicamente avanzati e con ambizioni commerciali, se non è esperto in materia, dovrebbe rivolgersi a dei professionisti. Sono moltissime le web agency che offrono un sito chiavi in mano. Si parte da budget molto contenuti, poi la cifra cresce all’aumentare dei servizi offerti. Su www.sitoflash.net si trovano preventivi a partire da 79 euro (introduzione in Flash, sei pagine, registrazione dominio e spazio per un anno). Su www.darfil.com due le proposte: per privati (140 euro più Iva) e 260 (per aziende). La web agency Kubeit (www.kubeit.com) propone una soluzione adatta alle aziende. Per 50 euro mensili garantisce: studio grafico, dieci pagine, un modulo per richiesta informazione, registrazione e rinnovo dominio. I prezzi variano in base alla personalizzazione del progetto grafico, al numero di pagine realizzate, all’inserimento di funzioni avanzate (motori di ricerca interni, cataloghi, possibilità di interattività o e-commerce…). Per progetti più ambiziosi e professionali, l’investimento previsto è di qualche migliaio di euro. Un metodo per valutare la professionalità della web agency può essere quello di verificare i suoi lavori precedenti (e la soddisfazione dei clienti).

Dritte

Il 70% degli utenti arriva a un sito attraverso i motori di ricerca

Un sito anonimo assomiglia a un negozio vuoto e senza insegna

Gli utenti non vanno oltre il 30° link selezionato dai motori di ricerca

Lucia Ingrosso, Millionaire 4/2005

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