Franchising Street Food dal produttore al consumatore

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Valore delle eccellenze regionali, successo dello street food, tocco gourmet come valore aggiunto. Ha unito i punti e creato un marchio che punta molto in alto, coinvolgendo nella società ben 57 produttori diretti.

Ricordo che quando ero bambino, prima di andare a scuola mi fermavo in un negozio di alimentari e mi facevo preparare un panino fantastico, pieno di cose buone, anche se magari sporcavano tutta la cartella… E allora mi sono detto: “Perché non rivitalizzare il concetto di panino, rendendolo qualcosa che richiami le identità gastronomiche regionali, aggiungendovi il rispetto dei valori nutrizionali e un tocco gourmet?”».

Danilo RussoÈ così che spiega la nascita del progetto franchising Crusco’s Danilo Russo, 55 anni, siciliano doc ma ormai pendolare di lusso tra Londra e l’Italia.

«La mia attività principale è quella di consulenza nel business development. In pratica mi occupo della creazione di attività per conto di altri a livello internazionale. Ma stavolta ho voluto fare qualcosa per me» racconta Russo.

D’accordo rivisitare il concetto di “panino”. Ma perché proprio in chiave regionale?

«Un giorno, mi trovavo a New York, ho visto una signora che faceva la spesa e, al momento di scegliere un vino, ha preso un Chianti.

Lì ho capito che, per esempio, la Toscana è una regione che ha saputo imporsi sul piano enogastronomico, mentre altre, come la Basilicata, pur vantando eccellenze, sono ancora poco conosciute.

In fondo, si tratta di far conoscere e provare anche solo uno dei tanti ottimi prodotti, gli altri poi vanno a ruota».

E le è bastato questo per mettere in piedi un progetto come Crusco’s?

«Naturalmente no. Ma è bastato per mettere in moto la mia curiosità professionale e le mie competenze.

Il passo successivo è stato la presa d’atto dell’interesse crescente nei confronti dello street food.

È un settore che sta funzionando alla grande, soprattutto se vi si aggiunge un tocco gourmet e le previsioni sul suo futuro sono rosee.

L’importante è evitare le improvvisazioni, così diffuse nel nostro Paese.

L’Italia dovrebbe essere in testa nei franchising dedicati allo street food.

Ma qualcosa si sta muovendo. Milano, per esempio, è una piazza dove lo street food va benissimo».

Franchising Crusco'sSecondo lei, quali sono i motivi di tutto questo interesse?

«Credo che in parte l’attuale successo dello street food vada considerato in parallelo alla crescita dei social network.

In fondo si assomigliano, perché entrambi fanno avvicinare le persone.

Mi piace pensare che lo street food sia una sorta di “social culinario”, che trasferisce nel mondo reale qualcosa che invece è virtuale.

Inoltre, bisogna tenere presente che sono cambiate le abitudini e ormai il concetto di posto fisso dove mangiare durante la pausa è superato».

Come si è sviluppata nel concreto l’idea di base?

«In tre anni di duro lavoro ho messo insieme una rete di 57 produttori e li ho convinti a partecipare come soci al progetto.

Le aziende coinvolte coprono ogni aspetto dell’attività: dalla fornitura diretta dei prodotti agroalimentari, anche quelli di base, come le farine, fino alle bibite, all’allestimento dei veicoli e all’arredamento dei locali.

Poi ci sono società collegate che si occupano di tutti gli altri aspetti: amministrazione, marketing, scienza della nutrizione, creazione gastronomica e così via».

E il tutto è sfociato nella creazione ben 5 format. Quali sono e perché così tanti?

«Proponiamo il classico locale, il chiosco, l’Ape attrezzato, la barca studiata per la vendita sulla spiagge e il carretto per i gelati trainato da scooter.

Inoltre stiamo mettendo a punto la bicicletta vintage Crusco’s Cafè per le “colazioni itineranti”, che sarà fornita all’affiliato a titolo gratuito.

Abbiamo voluto differenziare i format per poter proporre livelli di investimento diversi e coprire tutte le esigenze.

Non ultime quelle burocratiche.

Tra mille regolamenti, comunali, regionali, nazionali e quant’altro, a volte non è possibile ottenere la licenza per una tipologia e invece lo è per un’altra.

Dal punto di vista del business, c’è una doppia opportunità: la vendita dei prodotti da consumare subito, panini, fritti, bibite e degli alimentari forniti dai nostri soci.

Per tutti c’è poi una terza possibilità: la vendita dei prodotti ad altri esercizi, negozi, bar, supermercati e così via.

Sul piano della qualità del prodotto, infine, vorrei sottolineare che, oltre al rispetto delle tipicità regionali, vi è l’apporto creativo dei nostri ottimi chef e un’attenta ricerca in chiave nutrizionale».

Street FoodAttualità e futuro del progetto franchising.

«La rete è in crescita e sta attirando notevole interesse.

Attualmente abbiamo 6 punti vendita operativi ed è prevista l’apertura di altri 11 entro al fine dell’anno, suddivisi tra i vari format.

Per il futuro, oltre alla messa a punto definitiva del format della bicicletta, stiamo coltivando un progetto ambizioso.

Abbiamo ottenuto la possibilità di utilizzare un intero borgo in Basilicata, Pietrapertosa, e intendiamo trasformarlo in una sorta di “capitale dello street food”, in grado di ospitare eventi collegati al settore e dotato di un albergo diffuso».

Contatta questo marchio in franchising. Visualizza la scheda franchisor di Crusco’s e compila il form per ricevere gratuitamente maggiori informazioni.

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