Genera Group, il futuro è circolare

Genera Group

Efficienza energetica, riqualificazione immobiliare, maggiore cooperazione tra pubblico e privato. Questi i punti chiave che un importante gruppo italiano di respiro internazionale ha individuato per rendere il nostro Paese più competitivo e sostenibile.

Ha solo 39 anni, Filippo Ghirelli, ma un curriculum da fare invidia. Ha frequentato scuole internazionali, si è laureato in Ingegneria e specializzato presso il Mit-Massachusetts Institute of Technology. Ha inoltre conseguito un Mba presso la Luiss Business School e l’Executive Program in Negoziazione presso la Harvard Business School, oltre a numerosi corsi e master in Finanza strutturata e Capital Markets. Ha lavorato inizialmente in Africa e Turchia, come ingegnere infrastrutturale presso multinazionali nel settore delle costruzioni per poi tornare in Italia e, dopo alcune esperienze come dirigente, ha avviato il proprio business, fondando Genera Group, di cui è lui stesso a parlarci.

Genera Group, Filippo Ghirelli
Filippo Ghirelli

Quali sono i principali campi di attività e la filosofia di Genera Group?

«Genera Group si concentra nel compiere investimenti ad alto valore aggiunto su progetti ricadenti in tre divisioni specifiche: efficienza energetica e di processo su aziende private ed enti pubblici, infrastrutture a elevato contenuto tecnologico e real estate, con particolare concentrazione sullo sviluppo di progetti green/brown field e value added».

Veniamo allo specifico. Come si configura l’attività di Genera Group nel settore dell’efficienza energetica?

«Il programma prevede l’intervento con nostro investimento diretto sul 100% dei capitali richiesti per interventi di efficienza energetica su asset di natura privata e pubblica. Si pensi per esempio al settore industriale, determinante per il benessere del nostro Paese: investendo sulle aziende nazionali e internazionali che operano sul nostro territorio le rendiamo più competitive e più verdi. Oppure alla pubblica amministrazione e, in particolar modo, a ospedali, università, scuole, fino agli uffici. Stiamo inoltre sviluppando un sistema di tokenizzazione del risparmio mediante criptovaluta, dove chiunque decida di promuovere interventi di efficienza energetica possa generare una o più “monete” da poter spendere o scambiare con beni e servizi».

Passiamo al capitolo delle partnership tra pubblico e privato. Cosa fa Genera Group in questa direzione e a chi rivolge questa opportunità?

«Il sistema del Partenariato Pubblico Privato (PPP) è, secondo noi, la più alta ed efficiente forma di collaborazione fra i privati e lo Stato. Il nostro gruppo promuove annualmente decine di iniziative nella forma del project financing, in quanto solo l’occhio del privato riesce a stanare le inefficienze dellapubblica amministrazione e metterle a posto. Quindi perché non proporsi come specialista verso il pubblico? Immaginate una nazione moderna dove i privati propongono e lo Stato vigila a che tutto sia fatto cum grano salis, senza togliere a quest’ultimo le sue prerogative, ma spingendolo a specializzarsi nella verifica e non nell’operatività. Pensiamo all’Agenzia delle Entrate e di come si sia riusciti a farla diventare un autentico centro di intelligence fiscale. Quando lo Stato smette di operare direttamente e si affida alle capacità dei privati creando partnership, tutti ci guadagnano. Il PPP applicato al settore dell’efficienza e delle infrastrutture genera altra efficienza e servizi più puntuali per i cittadini, quindi nei fatti ci rivolgiamo a loro».

Infine, i progetti di Genera Group in campo immobiliare. Di cosa si tratta e quali opportunità offrono?

Genera Group
Il team di Genera Group

«La cultura dell’economia circolare porta a rivedere profondamente il settore immobiliare in chiave di efficienza. La sostenibilità degli investimenti immobiliari è, per fortuna, al centro del dibattito politico e azioni concrete come l’Ecobonus, sebbene perfettibili, danno il chiaro segnale di una inversione di tendenza. Il nostro modo di fare sviluppo prevede l’affiancamento ingegneristico e finanziario ai grandi gruppi immobiliari e ai fondi, con i quali collaboriamo attivamente per rendere gli edifici non solo migliori dal punto di vista energetico ma, soprattutto, per concepirne sin d’ora il loro riutilizzo per altri scopi. Nelle grandi e medie città la riconversione è spesso la sola e più importante possibilità di rilancio economico e sociale di interi quartieri. Basti pensare alla Milano di 15 anni fa e alla Milano di oggi. Tutte le città italiane possono compiere questo passaggio epocale, ancora una volta, lavorando in partnership con i privati».

Ha citato l’“economia circolare”. Non è una locuzione ormai un po’ abusata?

«Concordo, ma quanti realmente sanno di cosa si tratta? Non basta più riciclare (anche se già sarebbe un grande passo in avanti farlo con più efficacia), oggi tutto va pensato con un occhio al futuro e non solo a soddisfare l’esigenza del momento. Da circa un anno, con Alfonso Pecoraro Scanio e grazie alla collaborazione con FanPage, Change.org, LinkCampus e altri protagonisti del mondo accademico, abbiamo creato Opera2030 (www.opera2030.it), ossia una piattaforma dedita all’attivismo civico nel settore dell’economia verde, con l’obiettivo di portare avanti piccoli gesti quotidiani di civiltà che possano rendere la Terra non solo un posto da dover difendere, ma pienamente fruibile. Il cosiddetto exponential thinking è l’unico sistema di pensiero che ormai conosco!».

Eventuali progetti e sviluppi per il futuro di Genera Group? E, domanda di rito: quotazione in vista?

«In questo momento siamo molto acquisitivi su realtà che dimostrino di portare grande valore nel medio-lungo periodo, oltre a voler espandere l’attività oltre i confini europei. Oggi siamo presenti in Italia, Francia, Germania e Brasile con progetti in apertura in Argentina, Romania e Polonia e guardiamo con grande interesse a Messico, Canada e Marocco. La quotazione? Le quotazioni, specie in questo Paese, costano troppo e sono spesso inefficaci, arricchiscono le banche d’affari e i bookrunner creando complicazioni agli imprenditori che le promuovono. Se dovessimo pensare a una quotazione, certamente ci rivolgeremmo a mercati che siano più sensibili alle tematiche da noi affrontate. Penso ad esempio al mercato australiano, dove le condizioni sono decisamente più favorevoli. Dall’altro capo del mondo? Forse non è solo un modo di dire».

INFO:
Tel 06 36306351, www.generagroup.it, info@generagroup.it

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