Yin e Yang: per dar vita al “sogno”

Due persone con un unico focus imprenditoriale: coniugare le passioni nel lavoro oltre che nella vita. Usando la tecnologia per creare prodotti avanzati e rivoluzionari nel wellness e real estate. Con due imminenti lanci, per un 2021 siderale.

Gymia Diego De Maio
Diego De Maio

Diego De Maio, dopo anni di esperienza imprenditoriale nel digitale, concretizza con la compagna Simona, a luglio 2017, un ambizioso progetto innovativo che sfrutta complessità e duttilità dell’intelligenza artificiale, coinvolgendo aspetti basilari del vivere quotidiano. Risultato? La startup innovativa Gymia Industries che, coniugando Gymia, si dirama in Codebotics, dal quale sorge il progetto Yurekai, e il personal brand DMUX, con cui Diego De Maio è conosciuto nel mondo tecnologico per la consulenza ad aziende e startup che accresce il loro impatto disruptive sul mercato, sfruttando la potenzialità delle tecnologie più avanzate. Attivato da un autentico fuoco interiore, Diego De Maio ci illustra tutti gli aspetti che si traducono nella multidisciplinarità di Gymia Industries.

Nasci in una città emblematica…

«Sì, a Ivrea (To), culla italiana dell’imprenditoria tecnologico-informatica. Ho ereditato a livello famigliare queste passioni fin dall’età di 6 anni, quando seguivo gli insegnamenti di mio padre per iniziare il mio percorso di “passione” nel mondo delle scienze informatiche e arti digitali. A scuola, ho optato per studi classici, liceo e poi Filosofia, per formare anche le consapevolezze che mi permettessero di aprire la mente e di completarmi come imprenditore».

Quale è stata la tua prima esperienza professionale?

Gymia Simona Fenoglio
Simona Fenoglio

«Ho lavorato come designer di Superbrands, bibbia dei marchi mondiali. Mi ha formato moltissimo. Sono stato a contatto con i top brand del mondo. Poi come responsabile multimedia in una multinazionale. Qui ho conosciuto il socio con cui ho fondato la mia prima azienda: Sintesi Additiva, un’agenzia di comunicazione digitale ante litteram. Poi ho proseguito da solo, trasformando Sintesi Additiva in una software house pura. Da qui il mio interesse sempre maggiore verso il mondo del custom software development, poi quello dell’e-commerce. Grazie all’esperienza e alle competenze maturate mi sono proiettato con dovizia nel business digitale, seguendo clienti magari ancora acerbi, portandoli talvolta a decuplicare il loro fatturato».

Così il tuo nome è diventato un brand…

«Esatto. Alla base dell’ecosistema di Gymia Industries, c’è l’attività legata al mio personal brand. Il nome con cui sono conosciuto nel mondo tecnologico, DMUX, un insieme di concetti. Foneticamente riporta al mio nome, spiritualmente riprende la dicotomia luce-ombra, essenza di ogni essere umano. E in elettronica il demultiplexer (abbr. demux o dmux, ndr) è un circuito digitale combinatorio. Questa immagine mi ha sempre contraddistinto: canalizzare diverse idee, “segnali” magari lontani, in un’opportunità, plasmandola grazie a un team che organizzo ad hoc per svilupparne il massimo potenziale».

Quando nasce Gymia Industries?

Gymia«Il 25 luglio 2017: unendo le mie skill informatiche nello sviluppo software e Web con le passioni della mia compagna Simona: wellness, creatività e spiritualità. Qui nasce Gymia, crasi della parola greca gymnasium e di AI, intelligenza artificiale. Gymia è un AI Life Coach. La nostra ragione sociale, Gymia Industries ha un significato. Dalla startup originaria Gymia avevamo capito subito di poter creare un universo di imprese e progetti utili per i vari ambiti della vita. Questo percorso ci ha portato all’identificazione di 2 nicchie specifiche: wellness e real estate».

Dov’è il vostro headquarter?

«A Torino, nel prestigioso Talent Garden Fondazione Agnelli, ecosistema fondamentale per le startup. L’ambiente ha un ruolo fondamentale per un’azienda: in un luogo dove ogni giorno respiri innovazione e puoi fare networking con persone di settori diversi, subisci un‘influenza positiva».

Com’è organizzata la vostra azienda?

«Gymia è il brand principale di Gymia Industries, il nucleo, che si declina in DMUX e Codebotics. Io e Simona siamo i founder e abbiamo un team internazionale di sviluppatori di alto profilo nell’ingegneria del software. Io seguo il team, lo sviluppo tecnico dei progetti e fornisco consulenza strategica di innovazione alle aziende che vogliano digitalizzarsi. Gymia si occupa di innovazione per il wellness a 360°. Codebotics, sviluppa invece soluzioni tecnologiche in altri ambiti (real estate ed e-commerce). È nata in seguito alla richiesta di molti clienti di una Gymia “anche per loro”. Il nome deriva da Code, da coding, Bot da robot e Ics, acronimo di information and communication services».

Quando uscirà Gymia e quali i suoi plus?

«Vogliamo essere pronti per la data di uscita preventivata, 21 marzo 2021, primo giorno di primavera. Lo scopo di Gymia è offrire all’utente una guida personale interattiva per tendere al suo miglior modus vivendi. Tramite l’App, si ottiene, in base alle scelte quotidiane (su alimentazione, allenamento e meditazione), una guida di miglioramento personale su misura. Gymia è un Life Coach digitale dotato di AI e machine learning. Per fare un esempio, dal profilo utente il sistema genera una dieta per la settimana-tipo, seguendo abitudini e inclinazioni alimentari, e poi, automaticamente, il menu mensile. Segmenta ogni pasto in porzioni singole, che limita gli sprechi ed evita di affollare supermercati ogni giorno. Gymia è un progetto di grande complessità e completezza, la sfida delle sfide».Gymia Diego De Maio

Qual è l’obiettivo di Gymia?

«È uno strumento che capillarizza l’inclinazione personale verso la vita, mangiando bene, allenandosi e con un focus sulle emozioni, per capire quale insegnamento trarne. Perché, in fondo, la vita è composta da queste cose. Dietro Gymia ci sono anche professionisti nei vari campi del benessere che ci supportano con esperienza e competenze al servizio del nostro algoritmo madre, che è alla base di tutto. È un Life Coach perché tocca tutte le sfere del benessere. L’abbiamo creata per colmare un gap. Le grandi aziende producono sovente App che monitorano un solo aspetto del benessere».

Qual è il vostro segreto di coppia nella vita e nel lavoro?

«Il dialogo. Ho conosciuto Simona alle medie. È stata uno dei miei primi amori, l’ho conquistata dopo che per 14 anni ci eravamo persi di vista. Ha aggiunto magia ai nostri progetti tecnologici, incentivando un focus costante su aspetti meno visibili e profondi. Nel 2015 aveva precorso i tempi, ideando una palestra femminile online, Gym Pochette. Già sentiva l’esigenza di offrire alle donne che non avevano il tempo di allenarsi, uno strumento per farlo a casa. Dopo 5 anni, con il lockdown è ormai consuetudine».

Eccoci a Yurekai, altro asso nella manica. Cos’è?

«È il First Real Estate AI concierge. Yurekai risponde a un’esigenza che, grazie a 2 anni e mezzo di esperienza come sviluppatori di piattaforme immobiliari, abbiamo rilevato nella Svizzera italiana. In Ticino ci sono moltissime agenzie e altrettanti oggetti immobiliari. L’utente fatica a trovare l’immobile più adeguato e perde tempo. Così come l’agenzia, che gestisce appuntamenti infruttuosi. Yurekai, tramite ricerca vocale e in base al profilo personale dell’utente fa uno screening avanzato, tenendo conto di tutti gli aspetti pratici e intercettando le soluzioni migliori, cerca le agenzie immobiliari legate a tale immobile e permette di pianificare un appuntamento. Ecco perché è un concierge, un assistente privato. L’App si aggiorna costantemente con tutti gli oggetti immobiliari delle agenzie abbonate. È un progetto di business studiato a 360 gradi. Stiamo preparando un primo fundraising per far crescere subito l’App e renderla indispensabile. Avremo la beta entro dicembre 2020 e stiamo per aprire una sede anche a Lugano».

Perché questo nome?

«Lo studio dei naming mi appassiona da sempre, mi riporta agli albori, mi diverte molto studiare nome e immagine dei progetti. Yurekai deriva da eureka!, esclamazione di chi trova ciò che sta cercando, noi abbiamo “nipponizzato”, omaggiando la tecnologia giapponese, in Yureka. Aggiungendo il nostro marchio di fabbrica, l’AI. Abbiamo così ricavato un’altra parola giapponese, yurekai, “Festa tremante”, a enfatizzare l’euforia per aver trovato ciò che si bramava».

Quali i vostri obiettivi a breve e lungo termine?

«Con Yurekai, “conquistare” il Ticino per poi espanderci nel resto del territorio elvetico. Siamo partiti dalla Svizzera per aspetti pratici, per poi approdare magari anche in Italia. Per Gymia invece, vogliamo continuare a fare innovazione a lungo termine, arricchendola costantemente di funzioni e capacità di “stupire”. Quest’ultima, invece, partirà dall’Italia e si espanderà, ci auguriamo, su scala mondiale».

INFO: info@diegodemaio.me
https://millionaire.gymiaindustries.com

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